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PET e Risonanza magnetica, esami diagnostici da conoscere meglio.

risonanza magnetica diagnosiEffettui un check-up e ti consigliano la PET o la risonanza magnetica? È bene saperne di più, per capire bene a cosa servono determinati esami.

La PET e la RM appartengono a quegli esami diagnostici solitamente richiesti, per conoscere meglio il nostro funzionamento bio-chimico e metabolico e per indagare su eventuali patologie o alterazioni dei nostri organi, dei muscoli e delle ossa non visibili ad occhio nudo o da un semplice ecografo.

Cos’è la PET

La sigla PET – Positron Emission Tomography – sta ad indicare un esame con il quale si riesce a valutare la natura di alcune masse, che potrebbero far insorgere qualche dubbio non scioglibile diversamente. Il medico deve avvalersi di macchinari estremamente precisi, di diagnostica per immagini, per sapere cosa sia quella particolare formazione organica.
Grazie all’emissione di atomi radioattivi con carica positiva, trasmessi da un tomografo ad emissione di positroni, lo specialista è in grado di far comparire su un schermo di un pc lo stato molecolare del paziente.

In particolare, l’esame è utile in campo cardiologico, neurologico ed oncologico perché si evidenziano eventuali neoplasie o alterazioni delle molecole a livello cerebrale.

Con tale esame si prevengono o si individuano eventuali casi di degenerazione di alcune cellule cerebrali, valutando quali parti all’interno del nostro cervello sono ancora attive e quali non più.

Come prepararsi alla PET

PET esame diagnosticoRisulta consigliabile presentarsi a digiuno, da circa 6 o 8 ore prima dell’esame, poiché la sostanza usata per ottenere l’immagine a contrasto è simile al glucosio che viene mescolato ad un’altra sostanza.
La molecola, così composta, serve a controllare appunto il metabolismo del glucosio; è dunque opportuno non bere bevande zuccherate per non alterare il risultato del test.

Inoltre, è meglio almeno prima dell’esame non sottoporre il fisico a stress, soprattutto evitando attività ginniche.

La PET non è un esame particolarmente invasivo e doloroso, ma è necessario essere completamente rilassati. Innanzitutto viene misurato il livello glicemico o meglio il tasso dello zucchero nel sangue; quando il paziente è completamente rilassato viene eseguita l’iniezione della sostanza prevista e si aspetta circa 1 ora, per far sì che il farmaco dia i suoi risultati. Durante l’attesa si dovrebbero bere liquidi e svuotare la vescica.

Dopo l’esame.

Si può riprendere la normale attività, cercando di evitare il contatto con bambini o donne in gravidanza per almeno 6 -8 ore dall’iniezione, poiché la sostanza radioattiva potrebbe creare problemi alle persone più deboli.
L’aspetto positivo è quello per cui si hanno subito i risultati e si può intervenire in caso di necessità. Si tratta di un esame da fare solo se consigliato dal proprio specialista, poiché non fa parte degli esami di routine.

La Risonanza Magnetica

La sigla RM simboleggia un esame piuttosto conosciuto: la risonanza magnetica è un esame altamente sofisticato e prescritto solo da specialisti. Viene utilizzato per la diagnostica da oncologi, ortopedici, neurologi, ginecologi, cardiologi, angiologi e medici specializzati in medicina interna.

Tramite questo esame si studiano i tessuti molli (soprattutto muscoli) e si riescono a diagnosticare patologie che colpiscono il cervello, la colonna vertebrale, la zona addominale (incluso l’apparato genitale) ed infine le arterie.

In cosa consiste la risonanza magnetica

risonanza magneticaUna premessa che aiuta a capire il principio su cui si basa la RM. Il nostro corpo è costituito da grasso ed acqua, che a loro volta sono formati da un’alta percentuale di atomi di idrogeno. La risonanza magnetica si basa proprio su questo concetto: questi atomi di idrogeno sono costituiti da un nucleo e da un protone intorno al quale ruota un elettrone.

Con questo esame si può capire come si comporta il protone, immerso in un campo magnetico.

Il corpo del paziente riceve raggi che interagendo con le molecole dei nostri tessuti rivelano patologie.

Il lato positivo dell’esame è che le radiazioni non sono ionizzanti e dunque non sono nocive, come quelle di una normale radiografia; anzi, emettono onde radio e campi magnetici innocui ma fondamentali, per sapere se i nostri organi interni sono affetti da qualche patologia o alterazioni organiche, nascoste all’occhio nudo.

Per dirla più semplicemente, la risonanza magnetica agisce come un magnete che capta i segnali provenienti dalla parte esaminata e, appena i protoni hanno raggiunto un equilibrio, ecco che arrivano altri impulsi elettromagnetici. Al termine di questo invio, i protoni trasmettono onde elettromagnetiche che a loro volta sono rilevate come segnali radio ricevuti da un computer.

A questo punto le immagini proiettate su uno schermo permettono agli specialisti di fare il punto della situazione.

Perché fare la risonanza magnetica

Si tratta di uno degli esami di prevenzione più importanti attualmente conosciuti, perché permette di arrivare a risultati diagnostici non conseguibili con nessun altro mezzo di contrasto o radiografico; dunque, consente di diagnosticare e intervenire preventivamente su mali oscuri che talvolta solo il sospetto dello specialista riesce a far emergere.

In aggiunta, si può anche dire che non dà effetti collaterali, non è particolarmente invasivo o doloroso, non necessita né di anestesia né di ricovero.

Cosa fare prima dell’esame

Non ci sono particolari attenzioni se non il digiuno di circa 6 o 8 ore precenenti, nel caso fosse necessaria l’iniezione per ottenere il contrasto delle immagine proiettate sul monitor.

Se si dovesse effettuare durante la gravidanza, è meglio che il radiologo sia avvisato e che parli con il ginecologo che segue la gravidanza.

Non si corrono generalmente rischi, ma il consulto fra radiologo e specialista è consigliabile.

Soffri di claustrofobia?

Nulla da temere, poiché oggi i macchinari all’avanguardia permettono di effettuare l’esame anche ai claustrofobici. I macchinari un tempo solo chiusi (era necessario entrare in un tunnel completamente chiuso) ora sono anche aperti e comandati da specialisti, che eseguono l’esame in una stanza attigua di fronte ad un monitor.

Quanto dura l’esame?

In media la durata è di circa 30 minuti. Talvolta vengono fornite cuffie con musica rilassante o semplici cuffie per coprire il rumore dei macchinari, ma una volta concluso l’esame il paziente potrà tranquillamente a casa o a lavoro senza problemi.

Quando arrivano i risultati della RM
Di solito gli esami sono proiettati su un monitor e, solo in un secondo tempo, vengono studiati e stampati dal radiologo che effettuerà la diagnosi.

 

Fonte
Guida alla Prevenzione a cura della fondazione Umberto Veronesi.