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Ortopedia e Traumatologia

Come trattare il piede torto nei neonati

Tra le più frequenti anomalie congenite nei neonati, è il caso di menzionare il piede torto che colpisce 1/1.000 circa maschietti o le femminucce in misura minore 3:1. Di cosa parliamo? Dobbiamo imparare ad osservare come ruotano i piedini dei nostri neonati e se ruotano verso l’interno, significa che sono nati affetti da questa malformazione.

È preferibile dare però ulteriori spiegazioni sul perché si può nascere così consigliando il da farsi… nell’eventualità si presenti il problema.

Quali sono le cause che provocano la malformazione?

Sembra che le cause siano prevalentemente genetiche e che si sviluppino a partire dal terzo mese di gravidanza. Non è sicuro però siano sempre e solo queste; la cosa che si può affermare è che talvolta anche l’ecografia potrebbe ingannare dando false illusioni; l’importante è comunque sapere come comportarsi una volta che il neonatologo arriva all’evidente e facile diagnosi.

Cosa viene consigliato?

In questi casi, purtroppo solo l’intervento dell’ortopedico può risolvere il problema, che non può essere sottovalutato ed è consigliabile intervenire prontamente. Il ritardo potrebbe comportare una deambulazione difettosa, dolori all’intero scheletro e una sensazione di disagio.

Se il problema non emerge con le ecografie prenatali, la diagnosi viene fatta subito dopo il parto. E la tempestività dell’intervento è fondamentale: se non curata o trattata adeguatamente, infatti, questa malattia può causare gravi disabilità fisiche e disagi psicologici; grazie all’intervento, il bimbo recupererà quasi al 100% e potrà vivere con le opportune cautele una vita normale. 

Quante tipologie esistono?

Esse dipendono dal tipo di malformazione: equino, varo, supinato, addotto; inoltre può essere mono o bilaterale.

Se le capsule, i legamenti e i muscoli sembrano più corti perché retratti, gli altri relativi alla parte dorsale e laterale sono più lunghi.

È equino se la flessione della pianta del piede riguarda la zona tibio-tarsica (cioè superiore vicino alla tibia e al tarso); se presenta una forma concava verso l’interno è varo (varismo), se è il piede che si presenta inverso rispetto alla forma normale l’anomalia è definita supinazione. Infine, quando la rotazione va verso l’interno del piede e la gamba è a sua volta ruotata verso l’adduttore, si definisce addotto.

Va aggiunto che talvolta l’anomalia è meno grave, come nel caso del metatarso addotto-varo, nel quale ad essere coinvolto è solo l’avampiede con i bordi esterni del piede che danno una forma convessa, mentre, quelli interni concavo.

Esiste poi il caso di talo valgo in cui l’anomalia congenita è nella parte posteriore del piede con quest’ultimo che quasi tocca lateralmente la gamba, mentre il tendine della tibia è retratto.

Da ultimo può essere ricordato il valgo convesso pronato che prevede l’arco plantare invertito che causa una pianta convessa.

Quali sono le terapie possibili?

La maggior parte degli ortopedici, come anche l’OMS, concorda sull’efficacia del metodo Ponseti che andrebbe iniziato prima possibile. Il nome si deve allo scopritore, un medico spagnolo, che più di 50 anni fa ha trovato un’efficace soluzione al problema, tuttora seguita. Questo metodo è nato grazie ad un’approfondita conoscenza dell’anatomia dei piedi dei bambini, dall’assidua pratica e profondo amore per i neonati.

Questo trattamento consiste in una serie di manipolazioni sui piedini al fine di ricostruire l’andamento corretto di ossa e muscoli, seguito da una serie di gessi ripetuti ogni settimana con i quali si riesce a correggere la deformazione.

Già dopo 2 mesi, i piedini sono, grazie a questo metodo, dritti; il problema è poi mantenerli tali, ma il vostro specialista vi consiglierà.

In alcuni casi, soprattutto se persiste il piede torto equino, è necessario ricorrere alla chirurgia con un’operazione veloce che non richiede sutura, ma che permette all’ortopedico di allungare il tendine di Achille e al bambino di recuperare con l’aiuto di un tutore post-operatorio; quest’ultimo dovrà essere utilizzato fino al compimento del 4 anno sia il giorno che la notte; mentre, dopo i 4 anni solo durante il sonno. Il tutore è fondamentale per evitare recidive ovvero che il bambino possa soffrire di nuovo dello stesso problema.

Altri aspetti positivi di tale approccio oltre all’efficacia e alla mini invasività sono: l’approvazione da parte dell’Oms e il basso costo.

A quali patologie, o difetti, è associabile il piede torto?

Il più spesso è una patologia associata a problemi di natura neuromuscolare, anomalie cromosomiche e altre malattie di natura congenita.

Insieme a queste vanno citate la sindrome di Larsen (che comporta la deformità delle articolazioni incluse quelle del piede), la sindrome di Moebius (che parte e coinvolge i nervi cranici), displasie ossee (malattie dello scheletro trasmesse per via genetica), tripoidia (causata da anomalie cromosomiche). L’elenco non è esaustivo, ma vengono ricordate quelle più comunemente legate al piede torto.

Conclusioni

Il piede torto è tra le più comuni anomalie di tipo congenito che colpisce maggiormente il sesso maschile. È stato calcolato che per qualsiasi tipologia di piede torto esistono provvidenziali soluzioni chirurgiche e non. Tra i metodi più efficaci fino ad ora conosciuti abbiamo il Ponseti che prende il nome dall’ortopedico che lo scoprì 50 anni fa. Se le diverse manipolazioni hanno successo, all’età di 2 mesi tutto è in ordine, ma la forma del piede va mantenuta dritta fino all’età di 4 anni con l’aiuto di gessi ed un tutore.

Nel caso di insuccesso, o meglio se dopo due mesi di manipolazioni e gesso, il piede o i piedini non sono dritti, si procede con un semplice taglietto sul tendine di Achille al fine di allungarlo, di evitare recidive e di riequilibrare la camminata del bambino.

La chiave è l’inizio tempestivo della terapia. Qualche volta alla nascita del neonato, il piede torto può essere una sorpresa poiché durante la gravidanza non è sempre possibile capire dall’immagine ecografica il problema.

State tranquilli però, perché per il vostro bimbo il successo della terapia è garantito nei casi più severi intorno al 90-95% e nei casi semplici quasi al 100%.

FONTE: www.nostrofiglio.it