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Pediatria e Neonatologia

Disprassia: dal 3 al 10 marzo 2016 aperto uno sportello virtuale

La disprassia è una patologia legata ad un mal funzionamento dei “neuroni motori”, il bambino che ne è affetto presenta alcuni disturbi come difficoltà nella coordinazione e nel movimento fino ad esserne coinvolto alcune volte anche a livello cognitivo.

I logopedisti della FLI, Federazione logopedisti Italiana, si mettono a disposizione telefonicamente dal 3 al 10 marzo per rispondere ad eventuali dubbi dei genitori.

Disprassia: un aiuto dai logopedisti per mamme e papà

disprassiaPer comprendere il significato di questa parola possiamo analizzarla definendo cos’è la prassia, ossia la capacità di compiere correttamente gesti coordinati ed intenzionali; la disprassia è  il ridotto controllo di questa capacità.

Si manifesta quindi con difficoltà ad eseguire azioni intenzionali finalizzate, compare soprattutto nei bambini di sesso maschile, può essere congenita o acquisita precocemente, le cause ancora non sono note.

Questa patologia rende difficile lo svolgere azioni e movimenti che generalmente vengono svolti quotidianamente con semplicità come ad esempio allacciarsi le scarpe, saltare, ridere e giocare. Non deve essere confusa con un’altra patologia chiamata aprassia che è basata invece sull’incapacità di compiere il movimento.

I logopedisti della FLI dal 3 al 10 marzo saranno disponibili dalle ore 10 alle ore 12 al numero 049.8647936 per chiarire dubbi di mamme e papà.

Il messaggio degli esperti su questa patologia è comunque un messaggio positivo, perché è un disturbo che non è legato ad un deficit delle facoltà intellettive e cognitive. I bambini disprassici potrebbero comunque avere dei ritardi nello svolgere alcune attività come ad esempio vestirsi, muoversi e in alcuni casi anche nell’apprendimento scolastico.

Per questo motivo è importante che al manifestarsi nel bambino dei primi sintomi tipici della disprassia, il genitore sia in grado di comprendere la presenza di un’eventuale problematica e chieda prontamente consiglio a medici esperti, perché una diagnosi precoce ed una corretta terapia permette in genere al bambino di condurre una vita molto simile a quella dei suoi coetanei.

I sintomi della disprassia

disprassia sintomiLa disprassia generalmente colpisce bambini di un età compresa tra i 5 e gli 11 anni, i sintomi più comuni che possono essere notati in un bambino disprassico sono:

  • goffaggine nei movimenti,
  • difficoltà nell’organizzazione del lavoro,
  • difficoltà nella giusta sequenza di esecuzione dei movimenti,
  • disturbi nel linguaggio,
  • immaturità,
  • difficoltà nel prendere e lanciare una palla,
  • scarsa attenzione al pericolo,
  • difficoltà nell’orientarsi nello spazio.

Disprassia: come può essere classificata

La disprassia può essere classificata in base alla causa scatenante:

  1. disprassia primaria,
  2. disprassia secondaria.

La disprassia primaria è legata a cause non ancora oggi note, non è causata da problemi neurologici o da altre patologie. La disprassia secondaria nasce come conseguenza della presenza di un’altra patologia e problematiche a livello cerebrale.

Può inoltre essere classificata anche in base ai disturbi che il bambino manifesta, in 3 categorie:

  1. oculare,
  2. verbale,
  3. motoria.

La disprassia oculare è un disturbo legato alla difficoltà di mantenere il controllo sullo sguardo, il bambini oltre a muovere gli occhi muove anche lo sguardo e ha difficoltà a leggere o a seguire le righe sul quaderno.

La disprassia verbale si manifesta con una difficoltà nel linguaggio di esprimersi in modo chiaro e di elaborare frasi.

La disprassia motoria coinvolge invece azioni comuni come camminare, vestirsi…

Un’ultima classificazione può invece essere fatta in base alla difficoltà che il bambino trova a svolgere una determinata azione:

  1. melocinetica, difficoltà nell’eseguire movimenti in successione,
  2. ideativa, difficoltà nel pensare e mettere in atto un’azione,
  3. espressiva, difficoltà nel correlare uno stato emotivo all’espressione appropriata,
  4. deambulatoria, difficoltà nell’eseguire un movimento che gli è stato richiesto di fare,
  5. costruttiva, difficoltà nella percezione dello spazio,
  6. dell’abbigliamento, difficoltà nel vestirsi ad esempio seguendo l’ordine corretto (prima la biancheria intima, maglietta..)

Disprassia: le cause

Non sempre si riesce ad identificare la causa scatenante la disprassia, gli esperti suddividono i fattori scatenanti in fattori di tipo:

  • genetico, alcuni esperti collegano questa patologia al mutamento del gene FOXP2,
  • ereditario, in molti casi i genitori di bambini disprassici hanno avuto lo stesso problema
  • collegati allo sviluppo del feto durante la gravidanza,
  • legati al parto, molti bambini disprassici sono nati prematuri o post termine (nati nella 41°-42° settimana).

Disprassia: per una diagnosi corretta

disprassia diagnosiE’ di fondamentale importanza l’informazione su questa patologia per permettere ai genitori di poter individuare prontamente i sintomi.

Quando un genitore nota nel proprio bambino un ritardo rispetto agli altri coetanei nello svolgere alcune azioni come camminare, alzarsi, sedersi, difficoltà nel mangiare o anche ritardi nel linguaggio, gli esperti consigliano di consultare un pediatra, che valuterà la necessità o meno di rivolgersi ad uno specialista per escludere la presenza di un’eventuale patologia. Grazie ad alcuni test mirati effettuati da specialisti esperti e competenti, sarà possibile eseguire una diagnosi corretta.

Ricordiamo che un bambino disprassico non è un bambino meno intelligente degli altri, ma ha un’intelligenza normale, presenta solo rispetto ai suoi coetanei una difficoltà nell’eseguire alcune azioni facendolo sembrare più lento e impacciato.

Il bambino può essere aiutato grazie ad esperti qualificati come logopedisti, psicologici, fisioterapisti, pediatri, terapisti occupazionali, seguendo un percorso programmato volto ad identificare le carenze individuali del bambino e ad aiutarlo nelle sue difficoltà. In genere la terapia del logopedista viene eseguita insieme ad una terapia psicomotricista ed occupazionale. Il percorso può prevedere esercizi di tipo fisico per migliorare la coordinazione motoria, esercizi per il linguaggio (esercizi di respiro, di labbra o lingua, lettura e scrittura), e anche un aiuto dal punto di vista psicologico per aiutare l’autostima del bambino.

Fonte:

http://www.corriere.it/salute/pediatria/16_marzo_01/disprassia-logopedisti-disturbo-movimento-05286762-dfc4-11e5-86bb-b40835b4a5ca.shtml

http://www.faresapere.it/