Non è così raro vedere il proprio bambino con la pelle arrossata o che il piccolo dica di sentire un prurito. Si potrebbe pensare ad allergia o ad una puntura di insetto, ma non è sempre così. Ebbene potrebbe trattarsi di orticaria.
Cos’è l’orticaria?
Ma cos’è? L’orticaria è rappresentata da un’improvvisa manifestazione sulla cute di un’eruzione caratterizzata non solo da rossore, ma anche da bollicine, vescicole o simili che provocano prurito soprattutto se sollecitate dalle mani o dal sudore; si prova la sensazione di apparizione quasi ad intermittenza, ma che in realtà sono sempre presenti fino a che la terapia non ha effetto.
Il più spesso si tratta di allergie: polvere, farmaci, alimentazione e assunzione di alimenti ai quali si è allergici. Talvolta, però, è provocata da stress o da qualche infezione e la sintomatologia potrebbe far comparire gonfiore addominale o arrossamento in più zone del corpo. Va detto, comunque, che coloro che soffrono di allergie – (che danno luogo al raffreddore o alla congiuntivite allergica) sono più soggetti all’insorgenza dell’orticaria.
L’orticaria può essere di tipo acuto o cronica: nel primo caso, scompare dopo circa 2 mesi; nell’altro, la durata è variabile e può arrivare fino a diversi anni solari. In entrambe non si riscontrano segni o cicatrici.
Come si manifesta l’orticaria nei bambini?
Solitamente nei bambini l’orticaria è di tipo acuto ed è causata da problemi alimentari, respiratori o da punture di insetto (in particolare se allergici a tale puntura). Se dovesse essere cronica potrebbe trattarsi di un bambino celiaco, poiché l’intolleranza a tutti i derivati del grano può comportare anche forme di orticaria. Infine, il soggetto potrebbe avere problemi di ipo o iper tiroidismo che danno anch’essi tali effetti sulla pelle.
Quali sono i sintomi?
I sintomi più comuni sono: prurito di lieve o grave entità, piccoli pomfi in rilievo sulla pelle di dimensione varia, macchie singole o a gruppi in aree più o meno estese.
Se l’orticaria è acuta o è cronica, quali sono le cause?
In questo caso, l’orticaria è il più spesso dovuta ad allergie alimentari o a qualche farmaco, nonché allergie che investono l’apparato respiratorio, infezioni batteriche o virali. E per la cronica?
Talvolta non è possibile risalire ad una causa precisa, altre può trattarsi di effetti da malattie autoimmuni, infezioni ai denti (gengiviti, piorrea), infezioni del tratto urinario o infine dell’apparato gastrointestinale.
Come si può giungere ad una diagnosi?
Se si parla di orticaria pediatrica, lo specialista visita il bambino facendo un test: si passa uno strumento particolare sulla schiena per esaminare la reazione della cute durante o dopo lo sfregamento, prescrive analisi ematiche, delle urine e delle feci per escludere infezioni o fa eseguire un’ortopanoramica dentaria se si sospettano problemi ai denti. Se, invece, lo specialista pensa si tratti di infezione gastrointestinale potrebbe essere richiesta un radiografia del torace.
L’orticaria, come detto, potrebbe derivare da intolleranze alimentari ed in questo caso il pediatra può velocemente capire senza richiedere alcun esame, poiché basterà fare la prova con un alimento o il farmaco responsabile.
Come si può alleviare il prurito?
Per ottenere un immediato sollievo il bimbo va tamponato con acqua fredda e poi va fatto un bagnetto con amido. Se non passa possono essere assunti antistaminici pediatrici per via orale o se il medico lo ritiene necessario e compatibile con l’età del bambino si possono utilizzare farmaci a base di cortisone.
Come si previene l’orticaria?
Si potrebbe tentare di evitare tutto ciò che la provoca e conoscere gli alimenti o i farmaci che in passato hanno dato determinate reazioni. Esistono poi cerotti sui quali viene posto l’allergene per sapere quali sostanze provocano allergie per esempio il lattice o determinati farmaci.
Conclusioni
L’orticaria è una manifestazione cutanea dovuta a diversi problemi dall’allergia ad alimenti o farmaci a malattie autoimmuni, ad infezioni batteriche o virali. Può essere acuta o cronica, ma entrambe non lasciano segni particolari; ciò che cambia è la durata poiché nel primo caso dura circa 2 mesi, nel secondo può durare anche anni.
La sintomatologia è caratterizzata da bruciore o prurito locale dovuti alla formazione di pomfi, arrossamenti e vescicole. Si può prevenire principalmente evitando alimenti, e farmaci, quali si è stati allergici in passato.
FONTE: www.farmacoecura.it