Un qualsiasi placebo sembra sia in grado di ingannare il cervello e convincerlo a prendere sul serio l’assunzione del finto farmaco come se questo fosse il vero farmaco. Fosse confermata la teoria esposta nello studio pubblicato sulla rivista European Neuro-psycho-pharmacology, si rivelerebbe una valida alternativa all’uso degli psicofarmaci e ai loro gravi effetti collaterali nella cura di una malattia così diffusa come la depressione. A suggerire che un qualsiasi placebo possa ingannare il cervello delle persone depresse e farlo reagire come se fosse trattato da un vero farmaco è uno studio dell’Università della California a Los Angeles (UCLA), coordinato dalla psichiatra Aimee Hunter. Secondo quanto emerso dallo studio, utilizzando un placebo il cervello può essere ingannato e spinto a rispondere nello stesso modo di quando si assume un antidepressivo, poiché si va ad agire su un ricordo pregresso creato dall’assunzione del farmaco vero.
I ricercatori dell’UCLA hanno reclutato ottantanove persone con diagnosi di depressione e li hanno divisi in due gruppi a caso. Successivamente un gruppo ha seguito un trattamento con gli psicofarmaci e l’altro un trattamento con un placebo. In questo caso, il gruppo placebo assumeva il ruolo primario e non di semplice confronto come avviene nella maggioranza delle ricerche scientifiche. I risultati hanno mostrato come, in virtù di una precedente memoria da farmaco antidepressivo, il cervello possa reagire come se il placebo contenesse gli stessi principi attivi. La ricerca rileva che l’uso di un placebo possa avere un effetto benefico sui pazienti depressi che precedentemente siano già stati sottoposti ad una terapia tradizionale.
Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa, 29/03/2012