Negli ultimi anni sono state trovate molte terapie per la Fibromialgia che vanno da quelle prettamente farmacologiche a quelle non farmacologiche (omeopatia, biofeedback elettromiografico, terapie fisiche).
Di recente all’Università Federale di San Paolo (probabilmente anche sulla spinta delle recenti Olimpiadi di Rio 2016). I ricercatori hanno dimostrato come il nuoto sia efficace quanto, se non più, il camminare per migliorare la qualità della vita da chi è affetto da questa patologia.
Il responsabile di reumatologia dell’Università UNIFEP afferma come l’esercizio fisico sia una parte essenziale delle terapie per la Fibromialgia. Decine di studi hanno dimostrato come i benefici di un leggero lavoro aerobico, siano di gran lunga superiori ai pochi effetti negativi dello stesso.
Ovviamente non tutte le persone malate sono in grado di svolgere gli stessi esercizi, diviene quindi fondamentale conoscere e sfruttare quali sono gli altri sport che danno tali benefici.
Terapie per la Fibromialgia: camminare, nuotare e fare stretching
Addirittura già dal 2003 si sapeva che, ad esempio, tra le varie terapie per la Fibromialgia camminare fosse anche migliore dello stretching. Secondo i ricercatori questo dipende anche da fattori psicologici che inducono il malato a sentirsi meglio.
A questi fattori vanno aggiunti anche i benefici di tipo fisico e in modo particolare dal punto di vista cardiorespiratorio e motorio. Solamente di recente anche il nuoto è stato studiato come una delle possibili terapie per la Fibromialgia con risultati incoraggianti.
Lo studio in oggetto ha studiato 75 donne (malate di Fibromialgia) volontarie che avevano una vita considerata abbastanza sedentaria di età compresa tra i 18 e i 60 anni.
Sono state poi divise in due gruppi omogenei di 39 donne il primo e 36 donne il secondo.
Le 39 donne svolgevano un lavoro aerobico in piscina come del nuoto libero, mentre le restanti 36 svolgevano attività all’aria aperta come camminata o corsa leggera. Entrambi i gruppi si allenavano per tre volte alla settimana in sessioni di 50 minuti, seguite da esperti specializzati in reumatologia.
Le volontarie sono state poi valutate in base a una serie di parametri sia prima che dopo il periodo di allenamento durato ben 12 settimane. Il principale di questi parametri riguardava il dolore che aveva una scala da 0 a 10 in cui 0 rifletteva l’assenza di fastidi mentre il 10 un dolore forte non sopportabile.
Di media l’intensità del dolore nel gruppo di lavoro all’aria aperta è diminuito passando da 6.2 a un più sopportabile 3.6 mentre per il gruppo di lavoro in piscina è sceso da un 6.4 medio a un 3.1 (una diminuzione di 2 punti, secondi i ricercatori è il valore minimo di decremento nella scala del dolore per essere considerato clinicamente significativo).
Per quanto riguarda la qualità della vita sono stati utilizzati due questionari, di cui uno specifico per chi soffre di Fibromialgia. In entrambi i gruppi sono stati riscontrati dei miglioramenti equivalenti sia sul piano delle relazioni sociali che sul mentale con un incremento dei valori che determinano il parametro della qualità della vita
Terapie per la Fibromialgia: conclusioni sul nuoto
La Fibromialgia è una patologia, ad oggi, considerata incurabile e molto invalidante a causa del forte dolore che prova chi ne è affetto. La ricerca sta cercando una serie di nuovi e vecchi farmaci per diminuire al massimo la tensione muscolare e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Di certo le terapie con miorilassanti o altri medicinali hanno dimostrato una loro validità clinica ma affidarsi solo a questi potrebbe essere un errore. Svolgere, per quel che è possibile, attività fisica controllata (come abbiamo visto il nuoto ha la stessa valenza del camminare) è un elemento in più per affrontarla.
In caso si dovesse avere dei dubbi è utile consultare prima di tutto il medico di famiglia e poi rivolgersi a un reumatologo per capire in che modo combattere la Fibromialgia e i suoi fastidiosi e debilitanti sintomi.