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Senologia

Ginecomastia: un disturbo del tessuto mammario maschile

La ginecomastia è un ingrossamento del tessuto mammario negli uomini, spesso dovuto ad uno squilibrio ormonale o all’assunzione di alcuni farmaci.

Oltre a causare disturbi fisici, può essere infatti accompagnato da dolore, spesso può essere causa di disagi psicologici. Scopriamone le cause e le cure.

Ginecomastia: un po’ di storia…

ginecomastiaIl termine ginecomastia deriva dal greco gynec (femminile) e mastos (seno), è stato coniato da Galeno, indiscusso padre della medicina, e si riferisce ad una condizione caratterizzata da un eccessivo sviluppo del tessuto del seno nel sesso maschile.

Sin dai tempi più antichi si parla di trattamenti chirurgici per ridurre questa condizione di forma di seno femminile negli uomini: Paolo da Egina, medico bizantino, sperimentò un tipo di intervento simile alla mastoplastica dei giorni nostri. Successivamente, nel 1800, si trovano testimonianze di altri trattamenti chirurgici per risolvere questo disturbo.

Oggi le cure di tipo chirurgico si basano su una riduzione del tessuto adiposo in eccesso mediante la liposuzione, ed una riduzione del tessuto ghiandolare mediante asportazione chirurgica diretta.

L’intervento di liposuzione può essere effettuato sia in anestesia locale che in anestesia generale; sarà il chirurgo a stabilire l’anestesia più adatta per il paziente.

Ginecomastia: tipologie

La ginecomastia si può suddividere a seconda delle seguenti tipologie:

  • ginecomastia congenita, è dovuta a cause ereditarie spesso associata ad altre patologie come ad esempio la sindrome di Klinefelter, è determinata da una maggiore sensibilità del tessuto mammario maschile alle alterazioni ormonali.
  • ginecomastia indotta: dovuta all’assunzione di alcuni tipi di farmaci, che possono interferire con l’attività ormonale come antiandrogeni, ergotamina, spironollatone.
  • ginecomastia neonatale: può accadere che nei bambini maschi appena nati si manifesti una situazione di ingrossamento delle mammelle a causa della presenza estrogeni della mamma (nella placenta e nel latte materno), ma generalmente entro pochi giorni dalla nascita si ristabilisce il normale equilibrio.
  • ginecomastia puberale: le alterazioni ormonali tipiche dell’età puberale possono provocare un aumento delle ghiandole mammarie dei ragazzi, che però tende a regredire di solito entro due anni.
  • ginecomastia senile: è un disturbo che si manifesta in età avanzata a seguito della diminuzione dei livelli di testosterone. Ne possono essere colpite soprattutto le persone obese.

La ginecomastia viene anche distinta in:

  1. ginecomastia falsa: è dovuta ad un aumento del tessuto adiposo nella zona mammaria,
  2. ginecomastia vera: è dovuta da un aumento della componente ghiandolare,
  3. ginecomastia mista: è dovuta sia ad un aumento del tessuto adiposo, che della componente ghiandolare.

Questa patologia può manifestarsi ad ogni età, ma, soprattutto se si manifesta in età adolescenziale, può avere conseguenze psicologiche anche molto forti.

Per cercare di nascondere questo difetto fisico, generalmente, si tende a modificare la corretta postura del proprio corpo, assumendo ad esempio una posizione caratterizzata da spalle ricurve.

Purtroppo i genitori o gli insegnanti del ragazzo soggetto a ginecomastia, non sempre comprendono la gravità del disagio e l’imbarazzo che viene provato, e quindi non sono di grande supporto psicologico, in un momento in cui invece dovrebbero essere invece di sostegno.

Gli esperti consigliano quindi di non trascurare oltre ai disturbi fisici, il grande disagio psicologico che questa patologia può comportare e di rivolgersi sempre a persone esperte per ottenere i migliori consigli per migliorare questa condizione.

Ginecomastia: cause

ginecomastia causeLa ginecomastia può essere causata da una scorretta quantità di testosterone rispetto agli estrogeni a seguito di modifiche ormonali del tutto naturali, o dovute alla presenza di alcune patologie come ad esempio ipogonadismo o tumori testicolari.

Inoltre tra le cause si possono annoverare anche:

  • abuso di alcune sostanze come droghe o alcol,
  • uso di particolari farmaci come ad esempio anti-androgeni, steroidi anabolizzanti, antibiotici e antidepressivi.

Ginecomastia: prevenzione

Per fare una corretta prevenzione è possibile analizzare le cause che la possono determinare e quindi ad esempio evitare alcune  sostanze che ne possono aumentare il rischio, come droghe, alcol e alcuni tipi di farmaci.

Ginecomastia: sintomi e diagnosi

In presenza dei sintomi propri della ginecomastia (rigonfiamento del torace, sviluppo anomalo delle dimensioni della mammella maschile in modo monolaterale o bilaterale), sarebbe opportuno recarsi da un medico specialista per effettuare una corretta diagnosi e risalire alle cause scatenanti, per escludere l’eventuale presenza di un tumore alla mammella.

Il primo sintomo che si manifesta è una maggiore sensibilità nella zona delle mammelle, compaiono poi delle protuberanze sotto al capezzolo.

L’aumento del seno è dovuto da un aumento negli adipociti (tessuto adiposo) e del tessuto stromale e duttale (tessuto ghiandolare). Successivamente si manifesta, quindi, un aumento del tessuto adiposo e ghiandolare ed quindi un rigonfiamento.

Il medico effettua inizialmente una palpazione, poi potrebbe prescrivere degli esami del sangue ed alcune ecografie (ecografia mammarie e ecografia testicolare) per effettuare alcuni accertamenti.

Ginecomastia: cure

ginecomastia cureUna volta individuata la causa il medico potrà prescrivere le cure più adatte al nostro caso. In genere, se la patologia si trova ancora nel suo stadio iniziale e non si è ancora formato del tessuto fibroso, è possibile risolvere con l’assunzione di alcuni farmaci come:

  • antiestrogeni,
  • diidrotestosterone
  • inibitori dell’aromatasi.

Nel caso in cui, invece, si è già formato il tessuto fibroso, la cura è esclusivamente di tipo chirurgico e consiste in un intervento di chirurgia estetica che prevede la rimozione del tessuto in eccesso che si è formato.

Generalmente questo tipo di intervento non richiede un esame istologico del tessuto rimosso.

È importante rivolgersi ad un chirurgo plastico qualificato, per ottenere i migliori risultati.

Fonte:

http://www.ginecomastia.it