Come viene definita la contraccezione d’emergenza?
Per la risposta ci si avvale della definizione riportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “metodica contraccettiva… che può solo prevenire e non interrompere una gravidanza già in atto”.
In altre parole si tratta del gruppo di contraccettivi da utilizzare nel caso in cui abbiate bisogno di un supporto dopo un rapporto sessuale senza alcuna protezione o con una protezione la cui efficacia non è garantita (ad esempio nel caso di un rapporto sessuale con rottura o presenza di fori nel condom).
Si potrebbe aggiungere ulteriormente che la contraccezione d’emergenza è di supporto in quanto non è considerato metodo contraccettivo primario, ma mezzo da utilizzare solo in caso di necessità saltuaria o di urgenza al fine di ottimizzare l’efficacia.
Non esistono solo contraccettivi orali e vedremo poi quale alternativa c’è.
Cosa bisogna tenere in considerazione se si usa la contraccezione d’emergenza?
E’ quasi verosimilmente intuibile che la contraccezione d’emergenza, praticata quasi esclusivamente in caso di rapporti non “sicuri”, comporta un rischio eventuale di contrarre le malattie sessualmente trasmesse (MST) o di gravidanze indesiderate. Tuttavia non è stato ancora dimostrato un rischio maggiore di contrarre una MST in donne che usano la contraccezione d’emergenza: c’è chi desidera avere rapporti, sapendo di poter intervenire tempestivamente in caso di “incidente” (si premuniscono preventivamente della contraccezione d’emergenza), ed anche in questo caso il rischio di malattie sessualmente trasmesse è pari al normale rapporto “libero” senza preventiva contraccezione.
Così come la possibilità che le donne possano avere gravidanze ectopiche (o extra uterine) è bassa, poiché la pillola d’emergenza riduce il concepimento; in caso si aspettasse già un bambino e si ricorresse per sbaglio alla contraccezione d’emergenza, non si corre generalmente il rischio che tale assunzione possa influire sul feto o sul futuro allattamento.
E’ raccomandabile fare attenzione a questi farmaci di emergenza durante l’allattamento, poiché andrebbero assunti dopo aver dato il latte o dopo almeno 8 ore dall’assunzione.
Se l’incidente dovesse ripetersi, posso riassumere la contraccezione d’emergenza?
In realtà sarebbe preferibile evitare il doppio o il triplo utilizzo della contraccezione orale di questo tipo, anche se sembra non essere stata dimostrata alcuna perdita di efficacia o sicurezza; non essendoci la possibilità di saperlo con sicurezza è preferibile seguire il consiglio di evitare la ripetizione o di parlarne in caso con lo specialista.
Cosa succede dopo aver assunto la pillola del giorno dopo o d’emergenza?
Innanzitutto andrebbe detto che due sono le pillole in commercio, una più economica e più conosciuta e facilmente reperibile in farmacia con o senza ricetta (di solito, ma non sempre), l’altra, più costosa ma più efficace: stiamo parlando della prima ovvero il Levonorgestel, e della seconda, l’Ulipristal.
Partiamo dalla premessa, che entrambe non sono state incluse fra i farmaci abortivi secondo l’AIFA (Associazione Italiana del Farmaco), ma tra i farmaci contraccettivi.
Detto questo, vediamo la loro azione: se assunta la prima dopo non più di 72 ore dal rapporto la prima e entro almeno 5 giorni la seconda, la loro azione è quella di bloccare l’ovulazione, non coinvolgono l’annidamento dell’ovulo anzi impediscono la formazione dell’ovulo e di conseguenza può essere prescritta dai medici obiettori di coscienza.
La reazione all’assunzione delle due pillole non è uguale per tutte le donne in quanto, anche se la sintomatologia più comune è caratterizzata da nausea o vomito, semplice mal di pancia, talvolta non si ha nulla di tutto questo ma qualche perdita di sangue nella forma di spotting o una semplice mestruazione o infine nulla fino al mese successivo nel quale si avranno le mestruazioni.
Può comunque succedere che la mestruazione si presenti in ritardo se si hanno le perdite o al momento giusto se non si hanno sintomi. In presenza di sintomi non bisogna allarmarsi, poiché sono segni che il farmaco sta avendo successo e che è stato assorbito.
E’ consigliabile comunque dopo circa 15 o 20 giorni effettuare per sciogliere ulteriori dubbi effettuare un test di gravidanza.
Contraccezione d’emergenza: chi può farne uso e come si possono assumere?
Ci sono alcune controindicazioni per donne che soffrono di asma, di epatopatie croniche ed intolleranze gravi al lattosio. Se si assumono alcuni antibiotici si può avere un’efficacia ridotta.
Si potrebbe usare in donne con cicli regolari, solo se il rapporto a rischio è avvenuto nei primi 14 giorni prima del ciclo mestruale; in caso di cicli irregolari va assunta in ogni caso; il punto principale è la consapevolezza che sia già avvenuta l’ovulazione o debba ancora avvenire e dunque può essere bloccata. Se si vuole ottenere l’efficacia massima è fondamentale il controllo dell’ovulazione o meglio che non si abbia ancora avuta.
Esistono solo le pillole come contraccezione d’emergenza?
No, sono le più frequentemente scelte per la loro praticità e facilità nel reperimento, ma se parlate con il ginecologo saprà e potrà consigliarvi anche lo “IUD” o spirale che è considerato un metodo di emergenza particolarmente efficace ed applicabile fino a 5 giorni dopo dal rapporto. E’ piuttosto attendibile come metodo, anche se possono esservi effetti sul ciclo mestruale, quali ritardi o altre irregolarità ed infine perdite più o meno abbondanti.
Concludendo, la contraccezione di emergenza è ignorata dalla fascia di età adolescenziale, più o meno tra i 15 e i 19 anni. Talvolta è la paura del suo effetto o delle sue complicanze rappresentate da cicli abbondanti, irregolarità mestruali, vomito e nausea, a frenare le donne più giovani e remore religiose a bloccare alcune donne più mature. Non è da trascurare che, il non sapere che esiste questo metodo e soprattutto la mancata consapevolezza che esso possa rappresentare una buona soluzione (anche se non priva di effetti collaterali) che non compromettono però l’efficacia, potrebbe frenare alcune donne di qualsiasi età nell’arco dell’età fertile.
Un consiglio che si potrebbe dare a tutte le donne che si recano dal ginecologo ed hanno una vita di relazione è quello di farsi prescrivere a scopo preventivo la pillola del giorno dopo o dei 5 giorni dopo, poiché si potrebbe avere difficoltà a farsela dare negli ospedali o presso alcune farmacie, se non si mostra una ricetta.
Meglio essere prudenti!
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