L’esame della sideremia indica quanto ferro di trasporto è presente nel plasma e aiuta a capire se questo minerale viene assorbito correttamente dall’organismo.
Controllando i suoi valori è possibile individuare la presenza di alcune forme di anemia.
Sideremia: quali sono i valori nella media?
La sideremia fornisce un’indicazione della quantità di ferro che si trova nel plasma legato alla transferrina.
Ma cos’è la transferrina?
È una proteina che trasporta il ferro presente nel sangue in tutto l’organismo.
I valori di sideremia che rientrano nella media (che possono comunque subire una leggera variazione a seconda metodo utilizzato del laboratorio in cui vengono effettuate le analisi) sono variabili a seconda del sesso e dell’età:
- uomo: 75-160 microgrammi/dl
- donna: 60-150 microgrammi/dl
- bambino: 53-119 microgrammi/dl
- neonato: 30-70 c microgrammi/dl
E’ possibile misurare questi valori con un semplice prelievo del sangue eseguito a digiuno da almeno 12 ore. Gli esperti consigliano, nel caso in cui si stessero assumendo farmaci a base di ferro, di avvisare il medico perché i risultati dell’esame potrebbero essere compromessi (eventualmente il medico ne potrebbe richiedere la sospensione nei 2-3 giorni precedenti alle analisi).
Per avere un quadro completo delle condizioni di salute e per capire l’equilibrio del ferro nel sangue, oltre a questo valore, è necessario aggiungere anche altri due esami:
- dosaggio della transferrina (è legata all’assorbimento del ferro),
- dosaggio della ferritina (aiuta a capire il deposito di ferro nell’organismo).
I valori di transferrina nella norma risultano essere compresi tra:
- 215-365 mg/dl (negli uomini),
- 250-380 mg/dl (nelle donne),
con una saturazione pari al 20%-50% negli adulti, 16% nei bambini, ed una TIBC (Total Iron Binding Capacity, capacità totale di legare ferro) compresa tra 255-450 mg/dL.
I valori di ferritina nella norma risultano essere compresi tra:
- 24-336 mg/dl (negli uomini)
- 11-307 mg/dl (nelle donne).
Questi esami non rientrano nei controlli degli esami di routine, pertanto nel caso in cui dovessimo avere il sospetto, a seguito del manifestarsi di alcuni sintomi, di un’alterazione della quantità di ferro nel nostro organismo, parliamone al nostro medico e facciamoci consigliare gli esami corretti da eseguire.
Valori alti di sideremia
Quando i valori della sideremia superano negli adulti i 150-160 microgrammi/dl e nei bambini 119 microgrammi/dl, siamo di fronte ad uno stato di sideremia alta.
Questo eccessivo quantitativo di ferro nell’organismo potrebbe essere dovuto ad alcuni fattori come ad esempio ad un’alimentazione sbagliata, a trasfusioni, malattie come emocromatosi o talassemia, epatite virale acuta, o anche utilizzo di alcuni farmaci come la pillola anticoncezionale. Inoltre se si soffre di anemia si potrebbe avere un utilizzo ridotto del ferro e quindi un accumulo eccessivo nell’organismo.
Questa condizione potrebbe comportare sintomi a carico delle ossa, del sistema nervoso, del metabolismo e del cuore.
Alcuni dei disturbi che si potrebbero riscontrare nelle persone affette da sideremia alta sono:
- insufficienza cardiaca, angina pectoris, aritmia (legati al cuore);
- dolori alle articolazioni, osteoporosi, osteartrite (legati alle ossa);
- sonnolenza,
- caduta dei capelli,
- problemi alla tiroide,
- ingrossamento della milza e del fegato,
- impotenza.
Valori bassi di sideremia
La sideremia bassa, può dipendere invece da situazioni che possono essere circoscritte ad un particolare momento della propria vita dove il corpo necessita di maggiori quantità di ferro, come ad esempio la gravidanza o l’allattamento, periodi durante i quali si svolge un’elevata attività fisica, dopo abbondanti perdite di sangue, in caso di celiachia, di una scorretta alimentazione povera di ferro, disordini metabolici, emocromatosi, o anche aumentata motilità intestinale.
In tutti questi casi, si potrebbero manifestare sintomi come:
- emicrania,
- vertigini,
- debolezza,
- perdita di capelli,
- unghie fragili,
- tachicardia.
Sideremia: cosa fare se i valori non sono nella norma
Nel caso in cui, dopo aver effettuato le analisi, si siano riscontrati livelli di sideremia non nella norma, la prima cosa da fare è quella di individuare la causa.
Rivolgiamoci sempre ad un medico specialista esperto e a centri specializzati.
Se siamo di fronte a livelli alti di sideremia, il medico potrebbe consigliare dei farmaci “chelanti” che legano il ferro e ne permettono l’eliminazione; potrebbe richiedere anche di modificare la propria alimentazione riducendo la quantità di cibi ricchi di ferro, e aumentando la quantità di fibre presente ad esempio nei cibi integrali, che ne limitano l’assorbimento.
Se siamo di fronte a livelli bassi di sideremia, il medico potrebbe consigliare di integrare questa carenza con un’alimentazione corretta, introducendo quantità maggiori di cibi ricchi di ferro come ad esempio:
- legumi,
- carni rossi (fegato di manzo, carne di cavallo..)
- vongole,
- pesce,
- uova,
- cereali (avena),
- frutta secca come pistacchi,
- semi di zucca,
- amaranto,
- verdure (broccoli, carciofi..)
E’ importante però ricordare che non basta che un alimento sia ricco di ferro ma quello a cui bisogna fare attenzione è la sua biodisponibilità, ossia la percentuale di ferro che il nostro organismo è in grado realmente di assorbirne. Gli alimenti di origine animale hanno una biodisponibilità maggiore rispetto agli alimenti di origine vegetale.
Secondo gli esperti generalmente si assorbe circa il 10% del ferro presente degli alimenti, tra il 2% ed il 10% se di origine vegetale, tra il 10% e il 35% se di origine animale.
Esistono poi delle sostanze che ne aiutano l’assorbimento, come ad esempio la vitamina C (presente in molti alimenti come arance, kiwi, peperoni e rucola), l’acido citrico ed alcuni aminoacidi. Anche il beta-carotene (che è possibile trovare ad esempio nelle carote, nei peperoni rossi, nelle albicocche e nelle pesche) è di grande aiuto per l’assorbimento del ferro.
Altre sostanze, invece, possono ridurre l’assorbimento del ferro, come ad esempio i fitati (presenti negli spinaci e nella crusca dei cereali e nei legumi), i tannini presente nel caffè e nel tè, polifenoli (nel vino rosso).
Si potrebbero seguire alcuni accorgimenti per ridurre l’effetto “antinutriente” di queste sostanze, come ad esempio mettendo in ammollo i legumi prima di cuocerli, garantisce una riduzione della concentrazione dell’acido fitico presente.
Fonte:
http://www.abcsalute.it/analisi-di-laboratorio/ferro-sideremia.html