Il Beriberi è una patologia dovuta ad una carenza di tiamina, conosciuta più comunemente come vitamina B1. La carenza di questa vitamina nell’organismo per periodi molto lunghi potrebbe avere conseguenze negative sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso.
Il nome di questa malattia deriva dal malese “biri-biri” che significa “pecora”. Questo animale tende a muoversi con un andamento barcollante, sintomo tipico delle persone affette da questa patologia. Scopriamo in quali alimenti è presente la vitamina B1 e quali fattori possono ridurne l’assorbimento.
Beriberi: un po’ di storia
Questa patologia ha origini molto antiche, conosciuta già in Cina nel 2600 a.C., era diffusa soprattutto tra le popolazioni che erano solite consumare un’alimentazione a base di riso brillato, alimento carente di vitamina B1.
Gli studiosi hanno effettuato numerose ricerche ed esperimenti per studiare il beriberi:
- nel 1929 Christian Eijkman, medico e patologo olandese, vinse il Premio Nobel per la medicina, insieme al biochimico britannico Frederick Gowland Hopkins, per aver individuato che il beriberi era collegato ad una carenza alimentare. Constatò che questa malattia colpiva anche il pollame se si alimentava con riso brillato, mentre scompariva reintegrando l’alimentazione con le parti del riso scartate con il processo di raffinazione. Capì che quella parte che veniva sottratta al riso conteneva in realtà degli elementi indispensabili per la vita.
- Nel 1911 Casimir Funk, biochimico polacco emigrato in America, isolò questi elementi indispensabili della parte del riso grezzo, chiamandole per la prima volta “vitamine”.
- Nel 1926 Jansen e Donath, due scienziati olandesi isolarono la tiamina pura.
Beriberi e vitamina B1
La vitamina B1 è un elemento molto importante per il nostro organismo che la assume con l’alimentazione e l’assorbe per mezzo dell’intestino tenue. Da qui il sistema circolatorio la trasporta al fegato, ai reni e al cuore.
Le sue principali caratteristiche sono:
- partecipa al processo di conversione del glucosio in energia, intervenendo come enzima per trasformare gli zuccheri in energia,
- è indispensabile per la formazione e la conservazione dei globuli rossi,
- è importante per lo sviluppo in età infantile,
- interviene sul sistema nervoso,
- protegge il cuore,
- migliora il tono muscolare dell’intestino e dello stomaco
Ma qual è il fabbisogno quotidiano di vitamina B1?
Gli adulti necessitano di 1,2 mg di vitamina B1 per gli uomini, 0,9 mg per le donne, mentre per i bambini varia dai 0,6 mg ai 0,9 mg in base al peso e all’età.
Alcuni fattori possono ridurre l’assorbimento della vitamina B1 come ad esempio:
- l’eccessivo consumo di alcol,
- il caffè,
- la cottura degli alimenti,
- il pesce crudo.
In quali alimenti possiamo trovare questa vitamina?
La vitamina B1 è presente nel riso integrale, nei semi di arachidi, nei semi di girasole, nella soia, nella frutta secca, nel frumento integrale, nella carne di maiale e nelle interiora.
Beriberi: tipologie
Viene classificato in base a tre tipologie:
- umido, che coinvolge il sistema cardiovascolare,
- secco, che coinvolge il sistema nervoso,
- infantile, può manifestarsi nei neonati di un’età compresa tra i 2-3 mesi.
Esiste poi una forma rara di beriberi genetico a carattere ereditario che si manifesta generalmente in età adulta, caratterizzata da difficoltà dell’organismo di assorbire la tiamina.
Beriberi: diagnosi
E’ importante effettuare una corretta diagnosi precocemente per evitare danni irreversibili che il beriberi potrebbe provocare al sistema nervoso ed al muscolo cardiaco.
Il medico generalmente richiede alcuni esami, come ad esempio:
- esame delle urine,
- esame del sangue,
- esame neurologico
- controlli dell’apparato cardiaco.
Beriberi: sintomi
Il beriberi si può manifestare con numerosi sintomi, i più comuni sono:
- difficoltà nel camminare,
- gambe gonfie,
- disturbi della memoria,
- mancanza di appetito,
- convulsioni,
- diarrea,
- tachicardia,
- edema,
- cefalea,
- vertigini,
- svenimenti,
- stanchezza,
- difficoltà respiratorie,
- insonnia,
- nervosismo,
- ritenzione idrica.
Beriberi: cause
Le cause di questa patologia sono molteplici spesso legate ad una carenza di tipo alimentare o a particolari situazioni in cui il corpo necessita una maggiore quantità di vitamina B1, come ad esempio durante la gravidanza e in allattamento. Anche chi è soggetto a situazioni molto stressanti o ad attività fisica eccessiva potrebbe richiedere una maggior quantità di tiamina.
Oggi è diffuso maggiormente nei paesi Orientali a causa del grande consumo di riso brillato tipico della loro alimentazione, che rispetto al riso integrale , viene privato della parte più esterna del chicco ricco di tiamina. Lo stesso vale anche per altri alimenti raffinati, come farine e lo zucchero bianco.
Nei paesi occidentali, invece, una delle cause più comuni legate a questa patologia è l’alcolismo, che può comportare sia un cattivo assorbimento della vitamina B1 a seguito dell’introduzione nell’organismo di etanolo, sia un’alimentazione scorretta, conseguenze sull’attività del fegato nel convertire la vitamina B1 nella sua forma attiva.
Gli esperti hanno inoltre notato un collegamento tra questa malattia e le persone che assumono diuretici in eccessive quantità e anche con persone che ricevono la dialisi.
Il beriberi infantile, invece, può essere causato nel lattante da una carenza di vitamina B1 della mamma che allatta.
Beriberi: cure
Le cure per il beriberi si basano generalmente sull’introduzione di tiamina per sopperire alla grave carenza nell’organismo, sia per via orale sia per iniezione (endovenosa o intramuscolo). I miglioramenti saranno visibili già dopo solamente un’ora dall’inizio della cura. Spesso è anche necessario integrare liquidi che in genere vengono persi a seguito della diarrea, sintomi che spesso si manifesta con questa patologia.
Beriberi: prevenzione
E’ possibile fare prevenzione dal punto di vista alimentare, seguendo una dieta bilanciata, ricca di cibi integrali, crusca, carne, legumi, uova, verdure a foglia verde e latte. Evitando cibi raffinati come riso bianco, farine e pasta non integrali. Anche l’abuso di alcol è tra i fattori che possono essere la causa del beriberi, quindi consumiamo alcol con moderazione!
Fonte:
http://www.chimica-online.it