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Tiroide e gravidanza: come metterle d’accordo?

Tiroide e gravidanza vanno messe d’accordo perché una donna, quando aspetta un bambino, vive delle trasformazioni che coinvolgono proprio la tiroide, specie se si hanno problemi in famiglia di ipo-ipertiroidismo e si soffre prima della gravidanza di tali disfunzioni tiroidee. Questo potrebbe ripercuotersi sullo sviluppo cerebrale del nascituro, e il tutto va tenuto pertanto sotto controllo.

Tiroide e gravidanza: com’è fatta e come funziona la tiroide?

La tiroide ha la forma di una farfalla ed è situata nella regione anteriore del collo, precisamente nei due lobi anteriori connessi fra loro da un istmo.
L’unità elementare è il follicolo rivestito da uno strato di cellule: i tiroiciti, che producono una sostanza colloide chiamata tireoglobulina. Tra i follicoli si trova un altro tipo di cellule che producono la calcitonina. I tiroiciti sono deputati alla funzione di captare lo iodio presente negli alimenti e di guidarlo verso la colloide; alla fine del passaggio inizia un processo che porta alla formazione degli ormoni tiroidei. Se c’è qualcosa che impedisce il regolare processo, lo si evidenzia attraverso la scintigrafia, che permette anche di controllare l’omogeneità nella distribuzione. L’ecografia, l’eco-color doppler sono gli esami finalizzati a scoprire eventuali noduli e la loro vascolarizzazione; una volta identificati e localizzati, è preferibile procedere con l’ago aspirato per scoprire la loro natura.

Tiroide e gravidanza: cosa significa se la tiroide non funziona come dovrebbe?

tiroide e gravidanza foto copertinaLa funzione per difetto è definita ipotiroidismo, quella per eccesso ipertiroidismo.
Lo iodio è l’elemento indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei e una sua deficienza provoca la formazione del gozzo. In gravidanza, l’ipotiroidismo può compromettere lo sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro e il cretinismo è una delle manifestazioni più gravi dovute a disfunzioni tiroidee insieme a sordomutismo, nanismo o altri deficit neuromotori. L’ipotiroidismo può essere prevenuto con l’introduzione della giusta quantità di iodio, che, se normalmente è pari a 150-200 mg, in gravidanza aumenta notevolmente.
È necessaria la prevenzione e l’assunzione di iodio, poiché la gestante potrebbe inoltre andare incontro ad interruzioni involontarie di gravidanza, anomalie congenite, gozzo e nascita di bimbi con ritardo di sviluppo mentale e psico-motorio. Si raccomanda pertanto, già all’inizio della gravidanza, uno screening tiroideo e il controllo dell’FSH.
La sindrome ipotiroidea con il procedere della gravidanza dà luogo a problemi di tipo cardiovascolare (per esempio bradicardia), sonnolenza, alterazioni dell’umore; talvolta più complesso è il problema della ritenzione dei liquidi dei tessuti. Alla nascita i bimbi potrebbero essere più piccoli e pesare meno rispetto alla norma, avere labbra e mucose particolarmente sviluppate, pelle squamosa, testa più grande della norma.

In caso di ipertiroidismo, ovvero un eccesso di produzione di ormoni tiroidei, si manifesta come una malattia autoimmune con la seguente sintomatologia: un alto livello di psicolabilità, profusa loquacità, dolori al collo, sudorazione profusa, tremore, episodi diarroici, tendenza ad affaticarsi facilmente ed astenia. Si aggiungono inoltre problemi cardiaci come la tachicardia o la preeclampsia ovvero l’ipertensione gravidica.
E al nascituro cosa potrebbe accadere? In primo luogo, la sua nascita potrebbe avvenire prima del termine previsto a causa di un distacco placentare; i figli sono di solito sottopeso. Presumibilmente l’ipertiroidismo è legato, cosa che accade abbastanza spesso, alla malattia Graves- Basedow che fa produrre anticorpi contro i recettori tiroidei e fa stimolare l’attività endocrina della tiroide.

Tiroide e gravidanza: quali terapie e soluzioni in caso di ipotiroidismo e ipertiroidismo?

Se si è in presenza di pazienti affetti da tali disfunzioni tiroidee, si procede con le terapie più adeguate per la cura dell’ipotiroidismo e dell’ipertiroidismo.
Per quanto riguarda l’ipotiroidismo, gli endocrinologi sono tendenzialmente favorevoli a far assumere determinati farmaci concordati con il ginecologo che segue la gravidanza, da integrare con una dieta sana.
Al fine di evitare le conseguenze peggiori dell’ipotiroidismo su di sé e sui nascituri, si assumono solitamente: la Levotiroxina sodica con il controllo periodico dei livelli di ormoni tiroidei; se si assumono farmaci con questa sostanza, è caldamente consigliato ridurre integratori di calcio e di ferro o medicine contenenti la Liotironina, la cui molecola si metabolizza più velocemente e va presa ogni 24 ore. Una dieta basata su pesce (inclusi molluschi) con una ricca quantità di iodio, sulle uova, sul latte e sul giusto apporto di fibre per favorire l’equilibrio intestinale. I cibi da evitare, possibilmente, sono: broccoli, cavolfiori, rape e ravanelli.

E l’ipertiroidismo?
È essenziale stabilire la causa scatenante prima di intraprendere una qualsivoglia terapia. La terapia potrebbe essere farmacologica, ed essere basata su farmaci che bloccano e riducono la produzione tiroidea, radioattiva con l’uso iodio 131 o nei casi più estremi qualora le altre terapie non siano efficaci, la chirurgia (asportazione parziale o totale della tiroide stessa – rimedio estremo che vale anche per l’ipotiroidismo). I farmaci si basano sull’azione del metimazolo o tiamazolo, ma si parla anche, quindi, di betabloccanti per impedire episodi di fibrillazione con tachicardia.
Anche in questo caso una dieta guidata aiuterebbe a combattere l’ipertiroidismo e ad uscire da tale disfunzione: i prodotti alimentari dovrebbero ridurre l’attività dell’ormone tiroideo. I carboidrati si dovrebbero ridurre, e si dovrebbero mangiare verdure, ricche di iodio come i broccoli, i cavolfiori, gli spinaci e le rape così come la frutta.

Conclusioni su tiroide e gravidanza

Ipo ed ipertiroidismo possono essere curati e soprattutto in gravidanza andrebbero prese delle misure preventive. In caso di problemi tiroidei preesistenti di tipo congenito, è opportuno eseguire alcuni test ematici all’inizio della gravidanza. Va monitorata la produzione dell’ormone tiroideo e bisogna intervenire in caso di disfunzioni per difetto (ipotiroidismo) o per eccesso (ipertiroidismo).
Ovviamente, a seconda del problema si devono assumere farmaci che sostituiscono la funzionalità della tiroide o che invece ne blocchino l’iper-produttività. È importante la diagnosi, poiché le complicanze sulla gestante durante la gravidanza o sul feto e sul nascituro sono piuttosto serie: per quanto riguarda le mamme, queste vanno incontro ad aborti non voluti, patologie cardiache (bradicardia in caso di ipotiroidismo e tachicardia in caso di iper), come anche a preeclampsia ed ipertensione in caso di ipertiroidismo.
Sonnolenza ed alterazioni dell’umore appartengono alle conseguenze di poca rilevanza, mentre il ritardo di crescita, il sordomutismo e il cretinismo nei feti prima e nei bambini poi, assumono una notevole significatività: si potrebbe evitare tutto questo o almeno si potrebbe ridurre il rischio di andare incontro a tali complicanze. Perché dunque non prevenire?