La diagnosi di stipsi cronica si ha quando si verificano meno di tre defecazioni a settimana e se in almeno un’evacuazione su quattro si avvertono fastidi come feci dure e aride, sforzo eccessivo, sensazione di svuotarsi in modo incompleto o un’impressione di ostruzione e pesantezza all’addome che viene solo in parte risolta dopo essere stati in bagno.
Stando ai risultati dell’indagine Aigo la stitichezza è particolarmente “pesante” nei pazienti in cui si associa al colon irritabile: in questi casi il dolore peggiora in modo ancor più significativo la qualità della vita, così i medici prescrivono più spesso farmaci antispastici e antimeteorici oltre alla terapia standard che, nel 90 per cento dei pazienti, parte innanzitutto da una revisione dello stile di vita.
Sintomi
Chi soffre di intestino pigro solitamente prova gonfiore nell’area addominale, con dolore e crampi. La permanenza delle feci nel tratto intestinale causa la sensazione di essere pieni anche dopo aver evacuato.
Questa situazione può portare alla presenza di ulteriori sintomi, come alito cattivo al mattino a causa del gas che rimane nell’intestino nel corso della digestione, emorroidi per lo sforzo durante i tentativi di evacuazione, mal di testa, cellulite a causa della riduzione della quantità di sangue verso gli arti inferiori.
Possono verificarsi inoltre alcune patologie come la sindrome dell’intestino irritabile, il diabete e la colite, in merito alle quali si rimanda in ogni caso al parere del proprio medico curante.
Conseguenze dell’intestino pigro possono essere anche le cistiti, per la presenza di enterobatteri nell’intestino, la diverticolite, malattia del colon che si presenta a causa delle feci troppo dure che permangono eccessivamente nel tratto intestinale e causano irritazione e proliferazione dei batteri, il fecaloma, un accumulo di feci nel retto che si verifica solitamente nell’anziano
Diagnosi
Se i sintomi dell’intestino pigro compaiono improvvisamente e sono accompagnati da dolori molto forti, è fondamentale rivolgersi al medico, che potrà prescrivere degli esami diagnostici, anche per escludere eventuali altre patologie. Si potrebbero effettuare un esame del sangue per il controllo del calcio, una radiografia addominale, una colonscopia o lo studio della peristalsi, un esame che dovrà essere effettuato solo se tutte le altre indagini hanno dato un esito negativo.
Alimentazione
Gestire nel migliore dei modi l’alimentazione è importante; una corretta e sana alimentazione è, senza dubbio, uno dei rimedi più efficaci per affrontare la condizione di intestino pigro. Sapere cosa mangiare e cosa non mangiare è fondamentale anche per una corretta prevenzione.
Tra i cibi consigliati ci sono quelli che presentano una grande quantità di fibre, garantita, ad esempio, dai cereali integrali e dalla crusca,; anche la frutta e la verdura (ad esempio le prugne) riescono a stimolare l’attività intestinale. Da non trascurare,infine, anche il consumo di legumi, come soia e fagioli, e di cereali integrali. Tra i condimenti grassi è meglio utilizzare l’olio extravergine d’oliva.
Seguire una corretta dieta significa anche mangiare lentamente e non sottoporre l’organismo ad orari senza regole; sarebbe importante effettuare i pasti ad orari ben definiti, per favorire la regolarità intestinale. E’ importante anche bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
È necessario evitare gli alcolici, le spezie, i condimenti troppo pesanti e il cioccolato. E’ bene limitare il consumo di dolci, salse, carni grasse, latte intero e formaggi grassi, crostacei e prodotti ricavati da farina raffinata, come il pane bianco.
Rimedi naturali
Se l’alimentazione corretta non basta, meglio chiedere aiuto alla natura e alle sue erbe dalle utili proprietà. La liquirizia, per esempio, combinando l’azione antinfiammatoria a quella lassativa, facilita il transito intestinale e l’arrivo a destinazione degli “scarti” della digestione. La radice è la parte più ricca di fibre alleate dell’intestino: ottimo ingrediente di tisane, infusi e decotti.
Al mattino, subito dopo il risveglio, sarebbe utile bere un bicchiere d’acqua tiepida con un po’ di miele, per pulire il tratto intestinale e favorire l’eliminazione delle scorie. Durante la giornata, per lo stesso motivo, si potrebbe bere qualche bicchiere di acqua calda con un po’ di succo di limone, ricco di proprietà benefiche.
Molto utile per regolarizzare il flusso digestivo è inoltre la tisana al finocchio, un toccasana per il tratto intestinale e un aiuto naturale per risolvere i problemi di gonfiore addominale che spesso si accompagnano alla stipsi.
Se è lo stress la causa principale della comparsa della stipsi è bene allora intervenire anche con alcune pratiche di rilassamento, come la meditazione o la respirazione yoga. Privilegiare quando possibile l’assunzione di un infuso, come nel caso della radice di liquirizia, ricorrendo a tisane contenenti camomilla, passiflora, melissa e valeriana.
Terapia farmacologica
Oggi, le opzioni terapeutiche sono rappresentate principalmente dai lassativi che – non sempre però – portano benefici risolutivi. Secondo lo studio, solo un paziente su 5 è soddisfatto della terapia, mentre la percentuale di insoddisfatti va dal 35% per i pazienti di grado moderato al 50% per quelli più severi. Oggi è disponibile un farmaco appartenente ai procinetici – una molecola che favorisce la motilità dell’intestino attraverso un miglior coordinamento dei movimenti peristaltici che facilitano la normale evacuazione..