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Neurologia

Formicolii e crampi: ecco a chi rivolgersi

A chi non è mai capitato di avere la sensazione di un formicolio o di un crampo durante il giorno o la notte? Certamente molti di voi non hanno dato particolare importanza all’episodio, ma vi siete mai chiesti perché accada e se o quando è il caso di preoccuparsi?

La sensibilità somatica normale è l’espressione di un processo di monitoraggio continuo che impegna in ogni momento una porzione notevole del nostro sistema nervoso.

In condizioni normali, solo una piccola parte di questa attività raggiunge la consapevolezza del soggetto ovvero non ce ne accorgiamo; se, però insieme al formicolio o al crampo si aggiunge il dolore, il ricorso al medico è consigliabile soprattutto se perdura per un tempo relativamente lungo.

Come si dividono i fenomeni sensitivi anomali?

Essi si dividono in due categorie, positivi e negativi: appartengono ai primi i formicolii, ai secondi, invece, l’intorpidimento. In aggiunta al formicolio, i fenomeni positivi sono rappresentati da dolori simili a trafitture/pugnalate, bruciori o scosse elettriche.

Da cosa dipendono tali sensazioni?

I fenomeni positivi sono il risultato di una serie di impulsi che nascono da una via nervosa del cervello o dalla periferia. La natura e la gravità di una sensazione anomala dipendono dal numero, dalla frequenza e dall’intensità degli impulsi.

I fenomeni negativi sono caratterizzati dalla perdita della sensibilità e dell’intorpidimento poiché ad essere interessate sono le fibre nervose del cervello o i sensori somatosensitivi cerebrali.

Come si definiscono scientificamente tali sensazioni?

Parestesie e Disestesie: le parestesie sono fenomeni positivi in quanto corrispondono a quello che nel linguaggio comune viene definito formicolio o sensazioni simili a punture d’ago. Le disestesie riguardano tutte le sensazioni anomale, specie se dolorose.

L’ipoestesia è la riduzione della sensibilità cutanea; anestesia è la completa assenza di sensibilità, iperestesia indica una risposta dolorifica anche a stimoli lievi.

I disturbi della sensibilità profonda che originano da muscoli, tendini ed articolazioni e comportano perdita dell’equilibrio specie ad occhi chiusi ed instabilità nella marcia si chiamano atassia.

Come avviene il fenomeno della sensibilità e come si misura?

La cute presenta una ricca varietà di recettori e ciascun tipo ha il proprio ambito. Le fibre nervose sensitive costituiscono la zona parietale della corteccia. La sensibilità può essere esaminata attraverso alcune prove che comprendono la sensibilità al dolore, al tatto, alle vibrazioni, alla posizione delle articolazioni al freddo e al caldo. L’esaminatore deve basarsi sulla risposta soggettiva del paziente quando utilizza stimoli cutanei (puntura, tocco, vibrazioni caldo e freddo); se il paziente presenta un intorpidimento deve delimitare le aree intorpidite. È essenziale il confronto fra la reazioni in entrambi i lati del corpo in modo simmetrico.

Quanto alla sensibilità dolorifica è testata attraverso uno spillo o un ago.

La s. termica viene provata usando provette piene d’acqua a diversa temperatura. La sensibilità tattile viene valutata con un batuffolo di cotone. La determinazione del senso di posizione articolare viene valutata, chiedendo al paziente di chiudere gli occhi e rispondere alla domanda dell’esaminatore ovvero se le dita del piede sono estese o piegate verso il basso.

La sensibilità vibratoria è accertata con il diapason fatto vibrare su una prominenza ossea. Con il termine stereoagnosia si definisce la capacità del paziente di riconoscere la forma di un oggetto.

Quando è presente un’anomalia sensitiva, come si accerta la causa?

I sintomi di tipo sensitivo possono essere la conseguenza di lesioni al sistema nervoso centrale all’interno della corteccia cerebrale, lungo il decorso dei nervi affluenti al cervello. Nel caso di lesioni tronco nervose, le anomalie vengono localizzate facilmente poiché i confini sono ben definiti.

Le lesioni delle radici chiamate radicolari provocano forte dolore perché spesso legate ad ernie o ad una compressione di alcune vertebre, che a loro volta, causano l’infiammazione del nervo sciatico.   

Nella polineuropatia nella quale sono interessati più nervi, il deficit è simmetrico ed inizia dai piedi per risalire verso le gambe e le dita delle mani. La polineuropatia interessa piccole fibre nervose che danno dolori urenti simili dunque a bruciori.

Se sezioniamo il midollo spinale trasversalmente, si perde ogni tipo di sensibilità sotto il livello della sezione e può accadere che si abbiano problemi a livello vescicale ed intestinale oltre alla limitata funzione motoria.

L’emisezione del midollo comporta l’assenza della sensibilità termica e dolorifica.

In caso di lesioni a livello della corteccia cerebrale nel lobo parietale, i sintomi più rilevanti consistono nella perdita della sensibilità laterale. Le lesioni presenti nel cervello possono causare crisi sensitive rappresentate da una combinazione di intorpidimento e formicolio. Questi dolori accompagnati da scosse come avviene anche nelle crisi epilettiche possono durare alcuni minuti.

Conclusioni

Lo specialista a cui rivolgersi è il neurologo dal quale è necessario andare quando si hanno molto spesso dolori muscolari con le caratteristiche descritte in precedenza. Lo specialista analizzerà la sensibilità attraverso un esame chiamato elettromiografia per valutare il grado di reazione dei nervi agli stimoli di piccolissimi aghi posti in punti precisi dell’arto interessato.

Spesso, se una disestesia nel mignolo e nella metà anulare, fa pensare ad una lesione a carico dell’ulna e del radio (lesione ulnare); Se l’irradiazione è nel nervo mediano può essere dovuta ad un’infiammazione del tunnel carpale che si estende dal polso alle dita della mano.

La diagnosi differenziale si avvale di esami come TAC, RNM nonché l’elettromiografia. È raccomandabile considerare per tempo il problema per prevenire alcune malattie del midollo quali le mielopatie.  

FONTE: HARRISON. Manuale di Medicina interna. 19° Edizione.