Quando, in relazione alla fertilità, parliamo di “borsa vuote” ci riferiamo ad un problema chiamato in medicina criptorchidismo che colpisce soltanto gli uomini. Il termine deriva dal greco kruptos ed orkus ossia “nascosto” e “testicolo”. Quest’assenza può essere relativa ad uno solo dei due o ad entrambi; in base alla situazione, la fertilità dell’uomo può essere compromessa o ridotta.
Cosa sappiamo del criptorchidismo?
Ebbene è una patologia che affligge il genere maschile: già a partire dalla decima settimana, nel feto dovrebbero comparire al di sotto del rene e nel terzo trimestre dovrebbero raggiungere lo scroto dopo un lungo percorso. L’operazione si completa però al compimento del primo anno di età; nei neonati a termine, cioè nati dopo le 40-42 settimane, i testicoli vengono a mancare nell’1% dei neonati, mentre in quelli nati prematuramente la percentuale è più alta.
L’assenza o la presenza è dovuta alla spinta o mancata spinta da parte dell’ipofisi fetale; talvolta il viaggio non inizia affatto o il testicolo si ferma prima nel canale inguinale; un altro problema che influisce riguarda l’insufficienza ormonale o un altro ostacolo che potrebbe far deviare il testicolo stesso dando luogo all’ectopia testicolare.
A cosa è dovuto il criptorchidismo?
Le ragioni potrebbero essere di tipo genetico ossia è causato da qualche alterazione del cariotipo, da disfunzioni ormonali o più precisamente una sensibilità anomala alle gonadotropine o una produzione insufficiente di testosterone. Oltre a queste cause potrebbe essere dovuto ad una cattiva influenza dell’Insulin like factor 3 a sua volta dovuta a problemi genetici.
Vanno aggiunte poi l’ipospadia ed il micropene alle possibili cause del criptorchidismo: la prima riguarda un’anomalia a livello congenito che blocca il completo sviluppo dell’uretra; la seconda, invece, si verifica quando la misura del pene è inferiore a 2,5 cm. Infine può verificarsi la torsione del testicolo, come causa e complicanza del criptorchidismo stesso.
Il criptorchidismo non dà sintomi particolari e lo si scopre soltanto durante una visita pediatrica e l’osservazione materna durante il bagnetto. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalla mancata individuazione: durante l’età adulta potrebbero insorgere problemi di impotenza, di ipogonadismo, lieve difficoltà di deambulazione e più raramente un’evoluzione di tipo neoplastico.
Prima di formulare la diagnosi di criptorchidismo, lo specialista di solito non ha bisogno di esami specifici ma solo di quello obiettivo; le analisi andrebbero richieste solo in caso di ipospadia o criptorchidismo bilaterale per controllare i valori del LH, del FSH così come l’esame che prevede lo stimolo del testosterone per calcolare la quantità di Hcg.
In caso di assenza totale (anorchia), anche con l’ecografo non si riescono ad individuare e potrebbe essere necessaria la laparoscopia in anestesia generale.
Quali sono le terapie più consigliate?
Una volta accertato il criptorchidismo, si può iniziare ad intervenire a partire dal 2 anno di età: bisogna intervenire sulla produzione e il rilascio delle gonadotropine iposifisarie o corioniche provando un intervento di tipo medico-farmacologico per poi ricorrere alla chirurgia in caso di insuccesso.
Nel 20-30% dei casi si riesce a favorire la discesa del testicolo o dei testicoli.
Se si tratta di criptorchidismo in cui il testicolo è ad ascensore o retrattile alla nascita, solitamente il problema si risolve da sé al momento della pubertà e non è necessario né il trattamento medico o chirurgico.
Conclusioni
Il criptorchidismo va individuato in tempo durante la normale visita pediatrica. Se trascurato, il criptorchidismo si trasforma in un problema più serio che causa l’infertilità ovvero l’impotenza o l’ipogonadismo se non raramente neoplasie testicolari.
Talvolta la terapia precoce non garantisce il successo ossia la maturazione degli spermatozoi, specie se il problema è di tipo congenito.
La chirurgia si utilizza solo in caso di mancata risposta alle terapie farmacologiche per evitare si arrivi alla torsione del testicolo, alla neoplasia testicolare o a problemi di natura psicologica.
FONTE: Salute.gov