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Il bambino non dorme? Quale sarà il motivo?

L’acquisizione di un’organizzazione stabile del ciclo del sonno si ottiene dopo 3 mesi dalla nascita. Un lattante dorme in media 16-17 ore in frazioni di 3 ore ugualmente distribuite tra giorno e notte.
Dopo i primi 3 mesi, l’intervallo nella notte si allunga e il piccolo riesce a dormire per 7 ore consecutive poi arriva a 13 ore e solo verso i 4 anni il sonnellino pomeridiano tende a scomparire.

Perchè si parla di insonnia infantile?

Nel primo anno di vita possiamo distinguere un’insonnia comune legata a problematiche di accrescimento ed educazione: orari dei pasti rigidi, eccesso di alimentazione, coliche gassose, cattivo isolamento acustico, difficoltà nel rapporto tra madre e neonato. Un’altra insonnia va definita insonnia ostinata che può essere sia calma che agitata; quest’ultima potrebbe essere un sintomo di autismo o una sensazione di paura di non sentirsi sufficientemente protetto.
Tra i 2 e i 5 anni la difficoltà nel prendere sonno può essere causato dalla mancanza del giusto insegnamento nell’alternanza tra le ore di sonno e di veglia. Bisogna inoltre considerare che in questo periodo potrebbero comparire sentimenti di angoscia, paura del buio, timore di essere abbandonati; tutto ciò lo si può evitare con il giusto atteggiamento dei genitori.

Cosa si potrebbe fare?

Se volete qualche consiglio sarà opportuno seguire qualche semplice regola di istinto materno: la lettura di adeguate favole che fanno prendere sonno in modo sereno, brani musicali in forma di cantilene, assecondare bimbi vogliosi di coccole e tenerezza, mettere in mano del bambino pupazzetti o animali a cui loro affezionati.
Ma il problema è diverso se l’insonnia è dovuta alla preoccupazione per la nascita di un fratellino o di una sorellina o ad un cambio di casa e di scuola come anche alla separazione fra i genitori. In questi casi, sarebbe opportuno preparare il bimbo all’evento dando le spiegazioni più plausibili e comprensibili ad un bambino prestando molta attenzione al tono della voce e alla gestualità.

Quali tipi di insonnia o alterazioni del sonno esistono?

Si conoscono tipi diversi: il pavor nocturnus, il sonnambulismo, gli incubi, lo scuotimento del capo.
Il pavor nocturnus avviene durante la notte mentre il bimbo è nel sonno più profondo. Si manifesta con iperattività del bambino, che non ascolta e non risponde agli stimoli consolatori dei genitori; talvolta urla e respira affannosamente, contraendo la muscolatura. Al risveglio, il bimbo non ricorda più nulla. Questo episodio si potrebbe verificare tra i 4 e i 12 anni quasi sempre quando esiste una certa famigliarità nei genitori che ne hanno sofferto in passato, ma è un fenomeno transitorio che tende a trovare presto una soluzione.
Il sonnambulismo è caratterizzato da una serie di comportamenti complessi come il camminare o il parlare da soli ad alta voce. Al risveglio, è comunque amnesia totale. Si verifica nel 3-5% dei bambini che hanno un’età tra i 4 e gli 8 anni in cui sono presenti casi analoghi nel ramo familiare. Il bambino ha un’espressione vuota e si sente perso, ma tende a scomparire durante la pubertà.
Gli incubi sono sonni in cui anziché sognare, si vivono momenti di ansia e difficoltà che ti fanno risvegliare. Di solito i bambini ricordano i “brutti sogni” e si lasciano consolare.
Lo scuotimento del capo è un disturbo benigno della prima infanzia. Il bimbo muove ritmicamente il capo in senso antero posteriore o laterale. Non ha molto significato e scompare a breve.

Conclusioni

I disturbi del sonno nel neonato e nella prima infanzia sono molto comuni e richiedono il giusto inquadramento. Dopo il primo anno, i genitori possono lamentarsi che il loro bambino non si addormenta facilmente se non viene avvicinato al seno materno e del fatto che il bimbo vuole andare a giocare o a dormire nel loro letto.
Altri problemi sono legati ad un approccio e ad un’educazione poco consona da parte dei genitori nei confronti dei neonati. Sarebbe opportuno ascoltare i consigli dei pediatri, dei ginecologi e degli psicologi per essere ben preparati al significato della maternità e dell’essere diventati genitori. L’educazione dei bambini è essenziale per evitare disturbi del sonno che parte dal non imporre rigidi orari e stabilire una regolarità nei pasti e nell’andare a letto. Dovrebbe esserci una certa sincronia ed armonia tra genitori e neonati nell’organizzare la vita giornaliera e il riposo notturno, considerando le varie fasi della crescita del bimbo e le ore che dovrebbero dormire in base all’età.

FONTE: Argomenti e Neuropsichiatria infantile a cura di C. Ciampi e M. Guarnieri