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Attenti al sale: pressione sanguigna e invecchiamento precoce?

sale da cucinaChe il sale fosse il nemico numero uno della pressione sanguigna, era un fatto ormai scontato, ma che contribuisse anche all’invecchiamento precoce (soprattutto per i soggetti con problemi di peso) è una scoperta recente, rivelata da uno studio della Georgia Regents University di Augusta, Stati Uniti.
Il risultato della ricerca portata avanti dagli scienziati di questa Università, è che un consumo abbondante di sale negli adolescenti sovrappeso, produce una riduzione dei telomeri, nome che sta a indicare quella specie di cappuccio protettivo del DNA. Il progressivo accorciamento di questo cappuccio sembra che si leghi allo sviluppo della senescenza cellulare e allo sviluppo delle patologie tipicamente legate all’avanzare dell’età. Questo effetto degenerativo, però, non è stato individuato nei giovani che seguono una dieta povera di sale.
Come sostiene Fabrizio d’Adda di Magagna, ricercatore di oncologia molecolare all’Ifom-Ieo di Milano, diventano sempre più convincenti i dati che indicano le alterazioni di queste frequenze alle estremità dei telomeri come responsabili del calo della durata e della qualità della vita. Le più recenti osservazioni e i più accurati studi sull’uso e il consumo del sale, dimostrano come eccessive concentrazioni saline possano provocare direttamente danni irreparabili al genoma.
I telomeri, in definitiva, si stanno rivelando ai nostri occhi come dei regolatori biologici votati alla funzione protettiva dei cromosomi. L’uso smodato di sale sembrerebbe alterare questa funzione, riducendo la capacità riproduttiva delle cellule e anticipandone l’invecchiamento e la morte.

Articolo di Redazione
Fonte: Io Donna, 17 aprile 2014