Il cuore, si sa, oltre che l’ispiratore di poeti e musicisti, è l’organo motore del nostro fisico e, per questo, richiede una particolare attenzione e manutenzione, se si vuole avere una vita sana ed equilibrata. A ogni inizio di un nuovo ciclo (capodanno, ritorno dalle vacanze estive, etc.) alzi la mano chi non ha fatto propositi di cambiamenti di vita e nuovi stili di comportamento: palestra, camminate, diete, gite in bicicletta, sono tutte le promesse che facciamo a noi stessi e agli altri, salvo poi ricadere nella routine sedentaria e dannosa. E lo dimostra il fatto che una percentuale troppo alta di connazionali sia in soprappeso e assolutamente refrattaria ad ogni tipo di esercizio fisico.
Ce lo rivela una ricerca dell’Università Cattolica di Roma, condotta su circa mille volontari, intervistati e visitati durante la campagna Controlla il Colesterolo. Il dottor Francesco Landi del Dipartimento di Geriatria del Policlinico Gemelli, coordinatore della ricerca, spiega che i fattori protettivi da infarti e ictus sono i soliti, sette come le note del pentagramma: dieta, movimento, divieto di fumo, peso corporeo, glicemia, colesterolo e controllo della pressione sanguigna.
Eppure, secondo lo stesso Landi, nonostante tutti gli avvertimenti e consigli, sembra che solo due italiani su cento li rispettino tutti, mentre la maggioranza si limita a rispettarne 4 su 7. Il parametro più rispettato è la glicemia (96%), poi ci sono i comportamenti salutari (rinuncia al fumo (84%), consumo di frutta e verdura (76%): Dove le percentuali si abbassano terribilmente è nel campo dell’attività fisica, praticata con una certa regolarità solo dal 50%, e, non a caso, la stessa percentuale si riscontra anche nelle persone soprappeso; il 30% dei connazionali, invece, ha il colesterolo fuori controllo e la pressione con valori non adeguati.
Rimane molto da fare, quindi, per prevenire problemi al cuore e al sistema circolatorio e, uno dei tasti più sensibili, è proprio quello ci combattere la sedentarietà che, complice anche l’invasività delle nuove tecnologie, sembra aumentare pericolosamente anche tra le giovani generazioni.
Articolo di Redazione
Fonte: Io Donna, 11 gennaio 2014