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Ginecologia e Ostetricia

Prevenzione tumori all’utero, gli esami da conoscere e da fare.

prevenzione tumori uteroVuoi sapere quali esami sono utili per prevenire alcuni tumori dell’apparato genitale femminile?

Scopri quali esami sono necessari per una corretta prevenzione tumori all’utero: il pap-test, l’ecografia pelvica e la colposcopia.
Sono gli esami più conosciuti e abbastanza efficaci per la prevenzione tumori, se abbinati alla vaccinazione contro il virus HPV, eseguiti secondo i consigli del vostro ginecologo.

Cos’è il pap-test?

Si tratta di un esame semplice, indolore, ma altamente efficace nel prevenire i tumori del collo dell’utero. Il pap-test viene consigliato a tutte le donne, già a partire da sei mesi dopo l’inizio dell’attività sessuale, in quanto indaga le alterazioni delle cellule di collo e cervice dell’utero, e individua le possibili infezioni batteriche, virali o micotiche, tra le malattie sessualmente trasmesse.

Sarebbe opportuno ripeterlo, secondo quanto lo specialista stabilisce in base all’esito, fino all’età di 70-75 anni.

Come prepararsi al pap-test.

È consigliabile non avere rapporti sessuali nei due giorni precedenti all’esame, così come non è opportuno usare creme, gel o ovuli le 12 ore prima dell’esame, poiché queste potrebbero compromettere o falsarne l’esito.
Si ricorda che l’uso di contraccettivi orali (pillole) o intrauterini (per esempio la spirale) non influisce sul risultato; pertanto possono essere usati o rimanere dove stanno.
L’esame può essere effettuato anche durante la gravidanza in quanto non danneggia il feto.

È importante avvisare lo specialista di eventuali allergie al lattice poiché i guanti usati sono composti da quel materiale.

Modalità dell’esame pap-test e visita ginecologica.

Il ginecologo, dopo aver messo in evidenza il collo dell’utero attraverso l’introduzione in vagina di uno strumento chiamato speculum, raccoglie con una spatola o un cotton fioc il muco presente nel collo dell’utero e nel canale cervicale.

Una volta effettuato il prelievo, il muco viene posto su un vetrino. Il vetrino verrà poi consegnato al citologo, che dovrà analizzarlo e valutare la presenza o meno di anomalie cellulari.

Quando il risultato non crea problemi e quando, invece, è spia di qualche anomalia pericolosa.

L’esame è negativo ovvero non desta alcuna preoccupazione se non si riscontra alcuna anomalia o se la presenza di flora batterica, infiammazione (flogosi) etc. è a basso rischio.

L’esame è positivo e dunque indice di pericolo se l’anomalia cellulare presente è abbondante e già tumorale.

Quando ripetere il pap-test.

L’esame va generalmente ripetuto ogni 2-3 anni.
Il Pap-test dovrebbe essere integrato, e spesso attualmente lo è, con la ricerca del virus che determina il carcinoma del collo dell’utero (ovvero l’HPV); qualora risultasse assente il virus, la paziente può ripeterlo dopo un lasso maggiore di tempo (circa 3 anni).
L’introduzione del vaccino anti hpv – come per altri vaccini che hanno debellato altre malattie infettive come il vaiolo, la difterite, la poliomelite – ha portato alla scomparsa della possibilità di contrarre il Virus e della conseguente mortalità delle donne.

Quali patologie può prevenire?

L’esame del pap-test è finalizzato a scoprire le anomalie delle cellule che rivestono il collo dell’utero o il suo canale (canale cervicale). Dall’iniziale alterazione cellulare c’è un lungo percorso, costituito da varie tappe così classificate:

CIN 1: displasia lieve

CIN 2: displasia moderata (viene generalmente consigliata la ripetizione dopo 6 mesi 1 anno, ma è importante il parere dello specialista in merito).

CIN 3: displasia severa o grave (è meglio ripeterlo seguendo il consiglio del ginecologo, può essere ripetuto anche dopo 3 mesi).

I tempi di progressione del tumore all’utero (l’avanzamento negli stadi) varia da 3 a 5 anni da uno stadio all’altro, ma questo dipende dal tipo di tumore.

Quali patologie può individuare?

Al citologo spetta il compito di riferire il grado di purezza vaginale, e la presenza o meno di una flora batterica normale o inquinata da germi patogeni.

Chi può effettuare il pap-test?

Tutte le donne in età fertile. Per quanto riguarda le donne che non hanno iniziato l’attività sessuale (le donne vergini) è inutile che lo eseguano, in quanto non corrono il rischio di tumore al collo dell’utero e al canale cervicale.

ecografia pelvicaAltri esami per la prevenzione tumori utero.

L’ecografia pelvica è finalizzata ad individuare patologie presenti nell’apparato genitale femminile e permette di indagare l’utero, le tube, la vescica, le ovaie e lo spazio che intercorre tra il retto e l’utero.

Il ginecologo la consiglia, generalmente, quando si presentano disturbi del flusso mestruale (amenorrea, dismenorrea etc. ) o dolori nella parte inferiore dell’addome che potrebbero essere spie di fibromi-miomi, cisti ovariche, iperplasie benigne o maligne, e così via.

Esistono due tipologie di ecografia pelvica.

  • Ecografia transaddominale – non invasiva, indolore e rapida eseguita con una sonda ad ultrasuoni collegata ad un ecografo dove viene registrato tutto ciò che trova la sonda.
  • Ecografia transvaginale – più invasiva ma sempre indolore che attraverso la sonda inserita all’interno (via vaginale) permette un esame più approfondito.

Un’altra differenza tra le due è data dal fatto che per l’ecografia transaddominale è necessario che la paziente beva almeno 1 litro di liquidi (acqua, the, coca-cola, qualsiasi bevanda) circa 1 ora prima dell’esame, per mettere meglio in evidenza sullo schermo gli organi da esaminare ed in particolare la parete uterina e le ovaie.

Colposcopia e biopsia, gli esami ulteriori.

Oltre all’ecografia, per esaminare in modo approfondito l’apparato genitale ed in particolare per verificare se nella vulva, nel perineo, nella cervice e in vagina sono presenti lesioni c’è la colposcopia.

L’esame è indolore ed è consigliabile in caso di esito positivo del pap-test o meglio in caso di CIN 1 (displasia lieve) o più grave.
Talvolta per essere più sicuri non si tratti di cellule tumorali, alla colposcopia può seguire una biopsia, per una maggiore prevenzione tumori utero.

È il caso quindi di provvedere a questi controlli, che evitano di scoprire troppo tardi neoplasie che possono avere esiti clinici estremamente gravi.
Ovviamente, bisognerebbe effettuare i controlli annuali per sapere come e quando eseguire gli esami diagnostici più adeguati alla prevenzione tumori dell’utero.


Fonti
:
Atti Convegno SIGO 2014: Requisiti essenziali per il trattamento delle neoplasie ginecologiche.
www.ecografia.it