Le ragadi anali sono piccole lacerazioni della pelle, situate nella parete interna del retto, che procurano molti fastidi a chi ne viene colpito.
Nonostante spesso si tratti di tagli dalle dimensioni ridotte, proprio a causa della posizione in cui si trovano, difficilmente riescono a guarire da sole. Per questo motivo è importante effettuare una visita di controllo per evidenziare le cause specifiche e sottoporsi a trattamenti adeguati.
La cura iniziale delle ragadi anali
Se il problema delle ragadi anali viene diagnosticato in tempo, il medico ci potrà consigliare alcuni accorgimenti che possono portarci alla guarigione in un paio di settimane senza interventi più seri.
Le terapie di seguito descritte hanno, principalmente, lo scopo di alleviare il dolore e rendere più semplice l’evacuazione in modo da evitare le contrazioni involontarie dello sfintere anale e portare gradualmente alla risoluzione del problema.
Ricordiamo che le ragadi anali tendono a non guarire da sole a causa delle contrazioni involontarie dello sfintere dovute al dolore durante l’evacuazione. Queste contrazioni irritano la pelle e non permettono alla ferita di rimarginarsi, quindi le cure iniziali per le ragadi anali avranno lo scopo di alleviare il dolore e la sensazione di fastidio.
Un primo effetto calmante può essere ottenuto con bagni di acqua calda e con una pulizia adeguata della parte interessata. Si raccomanda di evitare l’utilizzo di saponi che possono irritare ulteriormente la pelle.
Se il dolore non scompare, il proctologo ci potrà prescrivere delle pomate a base di un leggero anestetico, anche se questo rimedio temporaneo dovrà essere utilizzato solo per una settimana per non desensibilizzare troppo la pelle. Il rischio può essere che scompare il dolore ma non il problema che l’ha generato. Se l’infiammazione è importante il medico potrà optare per una crema a base di cortisone.
Queste appena descritte sono le prime cure per le ragadi anali da utilizzare sempre sotto il controllo di uno specialista. Sarà sempre il dottore a decidere di cambiare cura se non si ottengono miglioramenti della patologia.
Curare le ragadi anali con l’alimentazione
Anche l’alimentazione può essere una cura per le ragadi anali poco invasiva e che tutti possono seguire con relativa facilità. Anche in questo caso è sempre bene sottoporsi ad una visita medica di controllo e chiedere al medico quale è la dieta migliore da seguire.
Ricordiamo che una delle cause delle ragadi anali è la stitichezza che, per far defluire le feci troppo grandi e dure, procura le lacerazioni della parete interna dello sfintere anale. Quindi una prima cura delle ragadi anali riguarda proprio una corretta alimentazione che ha lo scopo di combattere la stitichezza e rendere le feci più morbide.
Saranno da preferire cibi ricchi di fibre come frutta, verdura, cereali, legumi e pasta integrale. Inoltre, per ammorbidire le feci, è importante bere molta acqua e prendere l’abitudine di bere anche quando non si ha sete. Da evitare le bevande alcoliche o ricche di caffeina che, al contrario, hanno un’azione disidratante.
Se i trattamenti descritti non portano miglioramenti e le ragadi anali diventano croniche, il medico dopo un attento esame potrà decidere di passare ad un trattamento chirurgico in modo da risolvere il problema in modo definitivo.
Fonte: www.italiasalute.it