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Aumento di peso e durata del sonno: l’insonnia fa ingrassare?

insonnia e dietaInsonnia e disturbi correlati: in evidenza il rapporto tra durata del sonno e aumento dell’appetito.

Esiste un’associazione tra l’aumento di peso, l’obesità e la durata del sonno: sembra tutto correlato, tramite la corrispondenza tra gli stimoli del sonno e dell’appetito.

Già da tempo gli studi di neurologia e patologie relative al riposo si sono occupati della questione “durata del sonno”. Per molti pazienti diventa una problematica, anche perché spesso le aspettative delle famose 8 ore di sonno non sono rispettate… eppure ci si sente riposati. Oppure, al contrario, anche con un sonno di lunga durata, troppi intervalli e dormiveglia possono creare disturbi e rendere stanchi già di prima mattina!
In ogni caso, sembra che spuntini notturni e colazioni troppo abbondanti siano diffusi.

Una ricerca condotta già diversi anni fa, presso il centro di medicina preventiva del St. Luke’s International Hospital a Tokyo, andava avanti nelle indagini cliniche, mettendo in luce un fattore di correlazione tra le ore di sonno dormite e un aumento del peso corporeo.

Durata del sonno, aumento di peso e obesità sono stati valutati nelle loro possibili correlazioni per almeno 3 anni, su circa 21.000 soggetti dai 20 anni in su. Le ricerche sono state indicative per identificare gli individui con problemi di obesità e soggetti ad aumento di peso, valutando la possibilità di una correlazione con le ore di sonno effettivamente.
Sono stati valutati anche i consumi di alcol, fumo, attività psichica (disturbi di ansia e depressione)… e dai risultati sembra che gli individui che dormano meno di 5 ore per notte siano soggetti ad ingrassare e sviluppare problemi di obesità.

Le alterazioni del sonno che contribuiscono all’obesità sono valutabili nell’insonnia come una restrizione del riposo cronica, con una durata del sonno sempre minore delle 5 ore, oppure un sonno eccessivo altro disturbo opposto all’insonnia.

Esistono poi delle alterazioni della cosiddetta “architettura del sonno” come la frammentazione del sonno stesso, dovuti anche a volte ad apnea notturna (apnea ostruttiva del sonno), così come alle interruzioni del sonno dovute a turni (interruzioni del ritmo circadiano). I motivi, sono dai dalla corrispondenza dei livelli ormonali che regolano sonno e appetito.

Obesità, insulino-resistenza e diabete: una “colpa” ce l’hanno anche i disturbi del sonno.

insonnia disturbiDiverse ricerche in merito continuano, condotte per valutare se i disturbi del sonno possano provocare anche conseguenze metaboliche e glicemiche più serie, sia negli adulti che nei bambini.
Secondo studi recenti dell’Università di Chicago (sezione di Endocrinologia, Diabete e Metabolismo), i disturbi del sonno hanno favorito negli ultimi decenni la prevalenza dell’obesità, patologie come l’insulino-resistenza e l’insorgenza del diabete di tipo 2 – diabete mellito – in particolare nei bambini.

Le ore di sonno sono importanti per un bambino, maggiormente che per un adulto. Insonnia o scarso riposo notturno, sono tra i fattori che stimolano a livello fisico il bisogno di cibo e il senso di sazietà del bambino.

Esiste un riscontro biologico che rendere le ore di sonno breve correlate all’obesità infantile, in particolare riguardo ai livelli degli ormoni che regolano l’appetito.

Con l’insonnia o in presenza di disturbi del sonno:

  • diminuiscono i livelli di leptina – ormone che regola il senso di sazietà secreto dal tessuto adiposo; la sua funzione è alterata dalla mancanza di riposo dato che la leptina non segnala più correttamente il bisogno calorico, inviando un falso segnale di carenza energetica e senso di fame.
  • aumentano i livelli di grelina – ormone che regola il senso di fame, prodotto nel tratto gastro-intestinale.
  • aumento del cortisolo – coinvolto come ormone nella risposta dell’organismo allo stress, ha conseguenze sul controllo dell’appetito e sulla risposta dell’organismo in caso di ipoglicemia.
  • aumenta, conseguentemente, l’appetito.

Per questi motivi i disturbi del sonno sono stati riconosciuti come un contributo notevole a queste modificazioni del senso di fame e appetito, in particolare nei più piccoli. Inoltre, tali disturbi possono svolgere un ruolo nel controllo glicemico riguardo al diabete di tipo 1, con particolare attenzione per il diabete infantile.

La mancanza di sonno comporta anche effetti metabolici: dormire sempre meno di 7 ore può comportare un valore più alto di massa corporea (BMI – body mass index), a causa della alterazioni delle funzioni metaboliche e immunitarie, oltre che endocrine. Nella correlazione che si instaura, le persone caratterizzate da un metabolismo lento, subiscono infatti una minore quantità e qualità del sonno.

Sonno e ipotalamo: il bioritmo del benessere.

bambini insonniaGli sbalzi ormonali accadono perché l’ipotalamo, la ghiandola che li produce, ha necessità delle giuste ore di sonno per lavorare a ritmi naturali – i bioritmo del benessere e della salute.

Se la questione è rilevante per i bambini, che hanno difficoltà a regolare autonomamente sonno e cibo, gli adulti hanno un margine più alto per controllare un alimentazione scorretta e la sensazione di fame e appetito derivante dal poco sonno.

Per i più piccoli invece, è consigliabile che i genitori cerchino di impostare gli impegni della giornata con un equilibrio costante tra riposo e veglia, e regolare la cena in modo che la digestione sia avvenuta prima che prenda sonno. Lasciando che il bambino si stanchi fisicamente, con attività e sport durante la giornata, si eviteranno disturbi del sonno e insonnia infantile.

 

Fonti
http://link.springer.com/article/10.1007/s11325-011-0583-0?wt_mc=Other.Other.10.CON871.ALMjournalmega_ment_335