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Dermatologia e Venereologia

Sifilide, decuplicati i pazienti

In Italia, tra le malattie per trasmissione sessuale, quella che preoccupa maggiormente è la sifilide, che ha registrato un consistente incremento negli ultimi anni. Si è infatti passati dai 150 casi registrati intorno al 2000, a ben 1500 nel 2010, che significa una decuplicazione bella tonda. L’incremento deriva senz’altro dai costumi sessuali più liberi e dall’aumento dei flussi migratori ma, qualunque siano i motivi, il dato è allarmante.
Si consideri che, per fare un esempio, soltanto a Bergamo nei primi dieci mesi del 2010 i casi trattati all’Ambulatorio per le malattie sessualmente trasmissibili degli Ospedali Riuniti sono stati già 90, tra cui 15 donne in gravidanza, dieci giovani con meno di 25 anni e tre con meno di venti.
La sifilide, che si credeva ormai scomparsa dai nostri orizzonti, è una patologia in crescita, soprattutto a causa dei costumi sessuali più liberi e dell’aumento dei viaggi e dei flussi migratori, specialmente da quei Paesi dove la malattia è endemica, come gli stati africani, l’est europeo e l’America centrale e meridionale. Rapporti sessuali non protetti, con più partner e prostitute è la principale causa di diffusione di una malattia molto contagiosa e ancora troppo poco stigmatizzata, ma che se diagnostica ai primi stadi è facilmente curabile con due iniezioni di penicillina. I primi sintomi non sono così eclatanti e spesso i pazienti li sottovalutano, perché regrediscono spontaneamente, salvo poi interessare gli organi interni con conseguenze molto più gravi, come infarti, ictus e cecità.
Per questo è importante diagnosticare la sifilide precocemente, rivolgendosi tempestivamente a uno specialista o agli ambulatori MTS presenti in ogni capoluogo di provincia se si teme di aver contratto la malattia, anche se non si rientra nelle categorie considerate a rischio. Le armi per combattere la malattia sono quindi l’educazione dei giovani a comportamenti responsabili e alla consapevolezza del rischio e l’attenzione da parte dei medici per una diagnosi precoce. Basta un semplice prelievo di sangue per identificare con precisione la malattia.

Articolo di redazione
Fonte: Libero, 10/11/2010