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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

La dieta mediterranea, benefici a portata di mano

dieta_mediterraneaNel 2013 la famosa e rinomata rivista, ormai portale di informazione, “The Guardian” ha pubblicato una ricerca alquanto “sconvolgente”: la dieta mediterranea fa bene e, incredibile a dirsi, chi la segue ha, in media, il 30% di possibilità in meno di avere attacchi di cuore o malattie cardiovascolari.

Per quanto possa sembrare ironico per noi italiani queste informazioni sono, per molti all’estero, delle novità. Anche nel nostro Bel Paese capita spesso che non ci si renda conto delle proprietà benefiche che ha la dieta mediterranea su tutto l’organismo umano.

In questo studio si poteva notare come chi, per almeno cinque anni, seguisse questa tipologia di regime alimentare, notasse chiari benefici per quanto riguarda soprattutto l’apparato circolatorio.

La ricerca è stata commissionata dallo stato spagnolo (e pubblicata sul New England Journal of Medicine) alle università di Barcellona, Malaga e Navarra. Valutando quindi i risultati di una dieta mediterranea ricca di olio d’oliva, verdure e prodotti tipici dei Paesi mediterranei.

Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità.

Nel 2010 l’UNESCO ha iscritto ufficialmente la dieta mediterranea tra i patrimoni culturali dell’umanità. Tale riconoscimento è rivolto non solo al tipo di alimenti assunti, ma anche allo stile di vita delle zone del mediterraneo in dieta_mediterranea_UNESCOcui hanno importanza determinati valori come:

  • Il pasto come momento di aggregazione e non solo per nutrirsi.
  • I valori familiari.
  • Il vivere in modo sano a contatto con la natura.
  • Un’alimentazione corretta, variegata e povera di grassi.

La dieta mediterranea, secondo l’UNESCO, è quindi qualcosa di più del semplice cibo. C’è da dire che la vera dieta mediterranea ormai è quasi totalmente scomparsa a causa, o grazie, alla globalizzazione che ha portato sulle nostre tavole tanta diversificazione di prodotti e cucine.

Uno dei fondamenti della dieta nostrana, ad esempio, è il consumo di prodotti di stagione, cosa che ormai viene fatta in minima parte, altri sono:

  • Consumo di cereali sia grezzi che derivati.
  • Utilizzo di olio d’oliva ma in minime quantità. Infatti era un prodotto di grande valore che veniva utilizzato con parsimonia.
  • Pesce o prodotti ittici.
  • Anche lo stesso vino rosso, in modiche quantità, che forniva alcune sostanze nutritive.
  • Sale
  • Legumi e ortaggi di stagione.
  • Latte e prodotti come il formaggio venivano consumati in modiche quantità.
  • Anche uova e carne, specialmente quella bianca erano rari nella vera dieta mediterranea.

La decisione dell’Unesco di inserire la dieta mediterranea tra i patrimoni culturali dell’umanità, oltre che per i suoi valori nutrizionali, è dato anche dal fatto che essa si basa su elementi come il rispetto del territorio, la sua valorizzazione e importanza della biodiversità.

La dieta mediterranea va vista più come un insieme di conoscenza, cultura e pratiche locali che, nel corso di molti secoli, hanno aiutato a intessere rapporti e relazioni come punto di incontro e di condivisione.

La dieta mediterranea secondo la scienza.

Nel 1993 la famosa università americana di Harvard il World Health Organization hanno per la prima volta schematizzato la piramide alimentare della dieta mediterranea.

Questo strumento, dopo molti anni, ancora è la base per insegnare e spiegare i principi alimentari “migliori” che offrano un miglioramento della qualità della vita attraverso una corretta e variegata alimentazione.

Lo schema nasce dagli studi svolti, guarda caso, proprio in Italia e in Grecia negli anni ’60. In questo periodo aumentavano a dismisura i problemi cardiaci, tranne, appunto, in questi Paesi.

Il fattore di successo, secondo i dietologi, della dieta mediterranea è senza dubbio la diversità degli alimenti consumati che permette all’organismo di ricevere tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

In più l’apporto di grassi è molto basso, diminuendo di conseguenza, il rischio di obesità, di infarto e di altre malattie correlate all’eccessivo consumo di lipidi.

La dieta nostrana offre un elevato contenuto nutrizionale di elementi fondamentali per il corretto e sano funzionamento dell’organismo umano:

  • Tutte le tipologie di Vitamine
  • Acidi grassi come gli Omega 3 ad esempio.
  • Sali minerali.
  • Antiossidanti, come ad esempio i polifenoli).
  • Fibre alimentare.
  • Senza dimenticare proteine e carboidrati in quantità, però, non eccessive.

Infatti nella “modernadieta mediterranea, che non è molto vicina a quella “vera”, il consumo di pasta, pane e carni risulta spesso eccessivo e dannoso.

Molte nuove diete non sono altro che una “rivisitazione” commerciale della vera dieta mediterranea, costruite ad hoc per dare un’idea di salute piuttosto che veri e propri benefici.

La dieta mediterranea, sostengono gli esperti, non è una dieta per dimagrire, ma un corretto stile di vita e alimentare volto alla salute completa delle persone attraverso la buona tavola e buone abitudini.

Cosa non mangiare.

La dieta mediterranea è nata soprattutto nelle zone marittime in cui era necessario avere un buon apporto di nutrienti a basso costo che permettesse il lavoro nei campi, o anche sui pescherecci, dalla mattina alla sera, senza appesantire e dare calorie sufficienti per essere produttivi.

Essa enfatizza il consumo di:

  • Frutta, vegetali.
  • Cereali.
  • Legumi.
  • Olio di oliva.
  • Vino rosso(massimo 1 o 2 bicchieri giornalieri).
  • Noci.

dieta_mediterranea_olioAd esempio in Grecia si consumavano anche sei pasti al giorno ricchi di frutta e verdura contenenti antiossidanti.

Purtroppo la vera dieta mediterranea sta quasi scomparendo, rimangono solo alcune zone in cui ancora resiste. La maggior parte delle persone che pensano di seguirla in realtà fanno soltanto un’inutile quanto deleterio abuso di pasta e pane.

Al contrario frutta, verdura e cereali sono poco consumati e spesso ricchi di altre sostanze per renderli “più gustosi”.

Anche il pesce, una volta alla base delle dieta mediterranea, si è trasformato da bene di consumo comune a bene di lusso i cui costi, a volte, risultano assolutamente proibitivi.

Quello surgelato, oltre ad essere trattato con vari conservanti, ha anche delle proprietà nutrizionali spesso alterate che lo rendono meno “valido” di quello fresco appena pescato.

In più, a scapito della vera dieta mediterranea, è aumentato il consumo di carne e in modo particolare di quella rossa ricca di grassi. Tutto questo ha portato ad un aumento incontrollato delle calorie ingerite, a fronte di una vita sempre su sedentaria, con conseguenti problemi di salute.

I nutrizionisti e dietologi sostengono, da anni e spesso inascoltati, che seguire un corretto stile di vita ed un regime alimentare valido, variegato e con pochi grassi è il modo migliore per stare in salute, in pratica sostengono l’importanza ed efficacia della dieta mediterranea tout court.