Hai mai pensato alla tua statura? Da quando inizi a crescere? La definizione della nostra statura altezza viene stabilita già durante il concepimento e si conclude subito dopo lo sviluppo completo della nostra sessualità. Si cresce molto rapidamente (circa il 50%) all’età di 1 anno, poi a 2 anni si subisce un rallentamento pari a circa 1cm al mese.
A 3 anni assistiamo ad una stabilizzazione della statura che arriva al periodo pre-puberale con un aumento che si aggira intorno ai 5 cm annui.
Nella fase pre-puberale si tende a rallentare nuovamente, per recuperare velocemente dai 10 ai 14; c’è da considerare che le donne sviluppano un po’ prima dell’uomo: dai 9 ai 10 cm annui per più o meno 2 anni – scatto puberale (growth spurt) . Il growth spurt dura mediamente 2 anni, durante i quali la donna può crescere fino a 18-20cm e l’uomo fino a 20-25.
Quali sono i fattori che influenzano la crescita?
Ebbene sono molteplici e dipendono dalle diverse fasi dello sviluppo dell’uomo: quando si è ancora nell’utero materno, l’accrescimento è dettato da fattori genetici, dall’alimentazione, dall’ossigenazione e da ormoni quali il lattogeno placentare (chiamato con acronimo quale HPL) e l’insulina.
Appena nati, dunque nella fase neonatale e post-natale sono altri ormoni ad influenzare la crescita e in particolare si tratta dell’ormone della crescita (GH=Growth Hormon), degli ormoni tiroidei, dell’insulina e i glucocorticoidi.
Facendo un distinguo tra uomo e donna, ci sono poi gli ormoni sessuali maschili e femminili (androgeni ed estrogeni) fondamentali non solo della crescita corporea ma anche dello sviluppo osseo.
Questi ultimi ormoni, ovvero gli ormoni sessuali sono anche importanti per lo sviluppo del nostro scheletro, dei nostri muscoli e delle nostre cartilagini; va detto che una qualsiasi alterazione o malfunzionamento o addirittura l’arresto di questo processo evolutivo potrebbe comportare problemi di crescita nel bambino.
Oltre a queste condizioni, ci sono anche i fattori ambientali, carenze alimentari, igiene abitativa, basso reddito, scarsa attività fisica, regioni insalubri.
Anche se molto importanti, certamente non sono solo gli ormoni sessuali che influiscono sulla crescita, ma va precisato che le condizioni ambientali sono determinanti: se favorevoli, possono migliorare il potenziale genetico di circa l’80% e quelle sfavorevoli lo abbassano al 60%.
Quando si parla di bassa statura?
La statura è calcolata in base a precisi percentili ovvero, per esempio, se un bambino si trova al 50° percentile vuol significare semplicemente che 50 bambini coetanei sono più alti e 50 più bassi.
Se il bambino si trova invece al 3° percentile ovvero 3 sono i bambini di altezza inferiore e 97 di altezza superiore, si inizia a parlare di bassa statura bambini (ipostaturismo).
Va comunque precisato che la crescita staturale ha subito nel corso degli anni un incremento con un’altezza adulta raggiunta più precocemente. Oltre alle varie fasi di accrescimento corporeo è importante valutare lo sviluppo osseo e conseguentemente è consigliabile valutare con una lastra alla mano le ossa del bambino, poiché si saprà l’età ossea non appena compaiono e si formano.
Come si effettua la diagnosi di bassa statura nei bambini?
Per escludere anomalie genetiche, è necessario valutare la mappa cromosomica nella quale potrebbero essere evidenziate patologie cromosomiche (sindrome di Down, sindrome di Turner o altre malattie cromosomico-genetiche). Se fosse presente una sproporzione tra la lunghezza del tronco e gli arti inferiori va indagato su eventuali malattie ossee; se invece dovesse comparire un malassorbimento come per esempio la celiachia o simili vanno eseguiti accertamenti a livello di anticorpi.
A queste patologie o anomalie è consigliabile escludere la presenza di malattie cardiache, renali, malattie respiratorie croniche.
Se poi si dovessero trovare problemi a livello endocrino, è necessario controllare il funzionamento della tiroide per capire come mai la tiroide non funziona correttamente.
Si può curare un deficit staturale?
Forse sì, forse no! In alcuni casi è possibile, in altri no.
Per ottenere il massimo dalla terapia va, quanto prima, individuata la ragione per cui si verifica il deficit. Nel caso di ritardo dovuto a varianti fisiologiche che impediscono il pieno sviluppo puberale non esistono attualmente rimedi e terapie che permettono la correzione dell’anomalia.
Se dipende da una malattia come la celiachia, talvolta si può migliorare eliminando il glutine. Talvolta il miglioramento nella nutrizione o delle condizioni igienico-ambientali potrebbero aiutare nella crescita.
Discorso a parte va fatto per le malattie endocrine ovvero se il difetto di crescita è dovuto ad una di queste malattie, si possono ottenere i risultati migliori.
Ciò è dovuto al fatto che è disponibile l’ormone della crescita il cui uso non dà effetti collaterali.
Tanto più precocemente si inizia, tanto più si recupera. La terapia andrebbe seguita almeno fino al raggiungimento della saldatura completa delle ossa, ma è raccomandabile protrarre anche in età adulta.
Fonte
Pediatria pratica a cura di Gianni Bona-Roberto Miniero 2013.