Il linfodrenaggio è una tecnica di massaggio terapeutica che ha lo scopo di facilitare la fuoriuscita della linfa e dei liquidi ristagnanti negli spazi interstiziali indirizzandoli verso le vie linfatiche.
È una pratica che deve essere necessariamente eseguita da mani molto esperte perché chi la effettua deve conoscere perfettamente il sistema linfatico. Affidiamoci quindi sempre a personale qualificato.
Linfodrenaggio: che cos’è
Il linfodrenaggio è un metodo terapico eseguito manualmente tramite manipolazioni sulle zone della cute soggette ad alcune particolari patologie come cellulite, edemi, cicatrizzazione di ulcere e cisti linfatiche. Per migliorarne l’efficacia, in base al tipo di disturbo da trattare, gli esperti consigliano di utilizzare i trattamenti di linfodrenaggio parallelamente ad altri tipi di terapie, come ad esempio la mesoterapia o i fanghi termali, praticando inoltre sport con regolarità e seguendo un’ alimentazione equilibrata ed uno stile di vita sano.
Non tutti i soggetti sono adatti a questo tipo di trattamento, ma per alcuni, è altamente sconsigliato, come ad esempio, per le persone:
- soggette a ipotensione e ipertensione,
- affette da tumori maligni,
- colpite da infiammazioni gravi,
- asmatiche,
- affette da trombosi venosa profonda,
- soggette a scompenso cardiaco,
- con disturbi della tiroide,
- donne nel periodo del ciclo mestruale.
Linfodrenaggio: come si esegue
Il linfodrenaggio richiede un’altissima esperienza da parte del tecnico che lo esegue: è infatti fondamentale un’ottima conoscenza delle vie linfatiche per poter guidare i liquidi in eccesso verso una possibile fuoriuscita dall’organismo.
Esiste una procedura particolare per effettuare la tecnica di linfodrenaggio in modo corretto, che inizia con dei massaggi nella zona del collo, dove sono presenti alcuni linfonodi, e prosegue con le altre parti del corpo.
Il paziente, durante il linfodrenaggio, deve assumere una posizione tale da permettere un rilassamento completo dei muscoli del corpo, la stanza in cui viene effettuato il massaggio deve avere una temperatura piacevole (né troppo calda, né troppo fredda), e anche le mani del massaggiatore, che è in genere un fisioterapista, devono essere calde.
Il paziente subito dopo il trattamento dovrebbe rilassarsi per circa 15 minuti.
Gli esperti consigliano di non utilizzare creme o oli per ungere le mani del fisioterapista perché è importante che si crei una buona “aderenza” con la pelle del paziente per facilitare il movimento dei liquidi ristagnanti sotto la cute.
Il massaggio va effettuato delicatamente, con un leggero aumento della pressione in modo graduale e con movimenti ripetuti. Dopo il massaggio le aree trattate non devono presentare segni o arrossamenti, inoltre le aree non interessate dai massaggi, durante il trattamento, devono essere coperte.
Oltre al linfodrenaggio tradizionale che viene effettuato manualmente, esiste anche un linfodrenaggio di tipo “meccanico” che viene praticato per mezzo di un’apparecchiatura specifica che stimola la circolazione linfatica.
Esistono diverse scuole che dettano procedure specifiche per effettuare questi massaggi: le più importanti sono la scuola Vodder e la scuola Leduc, che differiscono per la tipologia ed il numero di manovre.
La scuola Vodder, che prende il nome dal fondatore Emil Vodder, nasce nella prima metà del XX sec., ed è caratterizzata da una tecnica basata su:
- movimenti circolari a cerchi fermi,
- movimenti a pompaggio,
- movimenti erogatori,
- movimenti rotatori.
La scuola Leduc si basa invece su:
- manovre di richiamo, che hanno il compito di allontanare i liquidi dalla zona edematosa,
- manovre di riassorbimento, per facilitare il passaggio dei liquidi nei vasi linfatici,
- bendaggio delle zone colpite da edema.
Il linfodrenaggio apporterà i dovuti benefici dopo un numero di sedute diverso a seconda della patologia da trattare, è bene sempre comunque affidarsi alle indicazioni del proprio medico.
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