Attenzione alle nostre ossa: qualche consiglio per evitare le fratture più comuni.
Ad esserne colpite sono maggiormente le donne e soprattutto in menopausa e in età senile, perché tali condizioni fisiche-fisiologiche portano ad una fragilità ossea maggiore rispetto all’età fertile.
Vediamone le cause.
Di cosa parliamo riguardo alle fratture?
Dagli ultimi dati è emerso che sono circa 100.000 o più i casi di frattura ed in particolare si tratta di rottura del femore o dell’anca; si aggiungono comunque anche fratture dell’omero o della spalla / clavicola. Come si sa, questi casi richiedono l’intervento chirurgico e più o meno lunghi periodi di immobilità a letto seguiti da fisioterapia adeguata.
Il periodo in cui si è bloccati differisce di caso in caso, ma di media sono necessari 3 o 6 mesi per il ritorno alla vita quotidiana che si faceva prima.
Oltre alle donne la frattura capita anche agli uomini o ai giovani che fanno attività sportiva (spesso si hanno fratture al ginocchio) o in anziani con reumatismi ovvero quasi sempre a causa di artrosi (anche in questo caso femore ed anca sono gli arti più colpiti).
Perché accade la frattura
Tra le cause principali c’è l’osteoporosi, patologia da ritardare e prevenire se si vogliono evitare spiacevoli cadute.
Le nostre ossa sono costituite dall’80% da osso corticale che caratterizza gli arti inferiori e superiori e internamente da tessuto simile a spugna, osso trabecolare più leggero e delicato delle altre. Con il passare degli anni assistiamo ad un processo di indebolimento delle struttura e degli ingranaggi che permettono la nostra stabilità; di conseguenza il nostro scheletro non ha più la capacità di sopportare normali pesi quotidiani ed è facilmente portato a subire ogni piccolo trauma.
Talvolta l’osteoporosi potrebbe presentarsi anche in età giovanile e va necessariamente contrastata.
Quando vengono a mancare anche piccole parti del nostro tessuto che ricopre le ossa si assiste ad una graduale riduzione della massa ossea; questa condizione patologica prende il nome di osteoporosi; durante la fase menopausale e post-menopausale questo processo è per così dire fisiologico.
Classificare l’osteoporosi
Se partiamo dalla classificazione più semplice, l’osteoporosi si distingue in primaria (primitiva) e in secondaria a seconda dell’età e da altri fattori; il primo caso si verifica appunto principalmente nella menopausa e rappresenta circa l’80% delle osteoporosi e in età senile.
Il secondo caso, l’osteoporosi secondaria, si manifesta in circa il 20% ed include quella causata dall’assunzione di alcuni farmaci che presentano cortisone (GIO), come anche eparina, anticoagulanti, antiepilettici, diuretici o infine quelli che si è costretti a prendere per anormalità nel funzionamento della tiroide. Motivi scatenanti della osteoporosi secondaria sono anche altre malattie croniche, un’immobilizzazione forzata e prolungata, l’artrite reumatoide, la celiachia ed alcune neoplasie. A tutto ciò si aggiunge ovviamente che anche un peso corporeo eccessivo (l’obesità) provoca l’osteoporosi.
Come difendersi dall’osteoporosi e dalle fratture, se si può?
Partendo dalla premessa che l’età media dell’uomo e della donna è aumentata e dunque si vive più a lungo tutti, il rischio di fratture aumenterà in modo incontrollato se non si corre a qualche rimedio. Sarebbe meglio individuare con l’aiuto di ortopedici, neurologi ed altri specialisti, inclusi ginecologi, dietologi e pediatri, terapie mirate in soggetti con alta probabilità di soffrire di osteoporosi.
In altre parole sin dall’infanzia sia i bambini, sia soprattutto le bambine dovrebbero seguire una dieta equilibrata e praticare attività fisica; nell’adolescenza sono da evitare fumo ed alcool. Particolare attenzione va rivolta ai bambini il cui quadro familiare presenti più fratture (nonni, genitori)o che vivono in ambienti poco salubri.
Ne consegue che si può combattere o ritardare la comparsa dell’osteoporosi: riducendo la probabilità di fratture sia con un alimentazione basata sull’assunzione di vitamina C e D, mantenendo un peso corporeo giusto o inferiore alla norma, non abusando di fumo ed alcool, limitare l’uso di corticosteroidi, controllare l’età in cui compare la menopausa, eseguendo la MOC in menopausa o in età post-menopausale.
Quali rischi se l’osteoporosi non è diagnosticata?
Dal momento che l’osteoporosi è asintomatica ossia non provoca dolore e può comparire anche senza traumi, per esempio nelle fratture vertebrali. Il cosiddetto “colpo della strega” che provoca un dolore acuto ed improvviso e si accentua se si sollevano pesi e ci si muove, è un caso. Oltre a questo vi sono le frequenti rotture del collo femorale molto frequenti in età post-menopausale, che possono essere anch’esse improvvise. Oltre alla MOC alle donne si consiglia una radiografia della colonna ed altri esami di laboratorio specifici.
È opportuno, comunque, associare a tutto ciò un’esposizione al sole per fissare la quantità di calcio.
Con questi consigli di massima non si ha la sicurezza si possa sempre prevenire, ma è giusto incoraggiare sin dall’inizio bambini, giovani e donne in menopausa a mantenersi giovani e soprattutto a condurre una vita sana fatta di dieta mediterranea e sport.
Cosa succede se l’osteoporosi non è curata?
Oltre all’aumento del rischio di fratture degli arti inferiori o superiori, si cade di più e l’incidenza di morte in cadute di questo tipo è quasi come nelle donne affette da neoplasie alla mammella. Inoltre, va detto che anche dopo una frattura e il conseguente intervento vanno eseguiti controlli periodici, ripetuti esami come la MOC, seguire una dieta ad alto contenuto di calcio per evitare un’altra caduta.
La raccomandazione è prevenire con il proprio ginecologo l’osteoporosi molto frequente in menopausa, seguire sempre i propri figli evitando che siano in sovrappeso e invitare i nostri nonni ad eseguire radiografie o esami che permettono di conoscere a fonde le nostre ossa.
Fonte
www.my-personaltrainer.it