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Allergologia e Immunologia

Animali velenosi e gravidanza

Molti animali possiedono delle ghiandole del veleno che secernono sostanze che paralizzano le prede di cui si alimentano, ma talvolta pur non essendo aggressivi nei confronti dell’uomo se vengono disturbati o calpestati si difendano mordendo o pungendo.

Quali sono i più comuni animali velenosi?

I più noti sono gli scorpioni, i ragni, i centopiedi, gli insetti, i serpenti ed alcuni animali marini.

Le conseguenze dopo un morso da parte di ognuno di questi animali varia da animale ad animale.

Procediamo con ordine: lo scorpione. Questo aracnide è diffuso in tutto il continente, ma vivono nascosti sotto le pietre, nell’interstizio delle pareti o dei muri ed escono solo per procurarsi la preda. Nell’ultimo segmento posseggono un aculeo collegato alle ghiandole del veleno. In Italia vivono numerose specie ma sono per lo più inoffensive e gli effetti delle loro punture sono paragonabili a quelli di una vespa. Ovviamente le cose cambiano in caso di allergie alle sostanze iniettate dall’animale.

I ragni, presenti in tutto l’habitat del pianeta, si dividono in 40.000 specie, tra le quali solo poche sono o possono essere nocive e pericolose per l’uomo: la vedova nera appartiene alla specie velenosa.

Questa si trova soprattutto in Sud America, ma è presente anche in Europa; in Italia vive sotto i sassi e nascosta sotto le sterpaglie; è conosciuta nel nostro paese col nome di tarantola per gli effetti sulle persone punte: irrequietezza e spasmi muscolari (persona tarantolata).

I centopiedi sono artropodi dal corpo allungato e appiattito, costituito da numerosi segmenti, ciascuno dei quali munito di zampe. Quelle del primo segmento presentano una tenaglia che ha all’apice il dotto del veleno; generalmente si possono trovare anch’essi sotto sassi, o sotto le radici e il tronco degli alberi. Possono confondersi con altri animali dall’aspetto simile che però emettono dal loro pelo solo sostanze urticanti.

Tra gli insetti, le larve di alcune farfalle (bruchi) hanno il corpo coperto di peli e spine che se vengono a contatto con la cute, inducono una reazione irritativa infiammatoria spesso a carattere orticariode. Il caso più noto è quello della processionaria del pino, i cui peli trasportati dal vento causano reazioni di tipo infiammatorio; potrebbero infastidire alcune mucose e la congiuntiva oculare.

Tra i coleotteri, c’è la cantaride o mosca spagnola di colore verde metallico con riflessi dorati: se questi insetti vengono schiacciati con le mani scoperte su di esse potrebbero comparire delle vescicole provocate dalla sostanza che questi emanano.

Tra gli imenotteri, ritroviamo l’ape comune e i vespidi (vespe e calabroni), le cui punture determinano reazioni che vanno da ponfi più o meno fastidiosi e dolorosi a shock anafilattico (nei casi delle persone sensibili e allergiche al veleno).

Appartengono a tale specie di insetti, anche altri animali che si trovano in casa ed in particolare si parla di tarli che si nutrono del legno o di insetti simili a formiche che attaccano sia i tarli che l’uomo.

Le punture di tali insetti causano un dolore simile a forte bruciore, poi una reazione eritematosa che potrebbe durare per 10 giorni.

Numerose sono le eruzioni cutanee ossia ponfi, seguite e accompagnate da forte prurito provocate da quelle che vengono chiamate “pulci” del legno o “pidocchi” dei libri conservati in biblioteca.

I rettili: in Italia, gli unici serpenti velenosi e pericolosi sono le vipere, presenti in tutto il territorio nazionale, tranne sembra in Sardegna. Il morso della vipera ha come conseguenza un forte ed intenso dolore della parte offesa, bolle all’interno con siero talvolta emorragico ed una sintomatologia sistemica rappresentata da cefalea, malessere generalizzato, astenia ed abbondante sudorazione; più raramente, ematurie e problemi cardiocircolatori (problemi di coagulazione intravascolare) se non si interviene in tempo.

Animali marini: numerosi sono gli animali anche se consideriamo quelli più comuni che sono ospitati nel Mediterraneo e in altri mari; le meduse sono di colore lattescente/trasparente e galleggiano o nuotano più in profondità; le seconde preferiscono stare nascoste sotto la sabbia del fondo marino, venendo fuori se toccate o per nutrirsi. Le meduse causano reazioni diverse a seconda del tipo di contatto: se sfiorate e toccate velocemente, il bruciore conseguente è facilmente controllabile e di breve durata, se invece il contatto è diretto sul piede, sul braccio, sulle mani o sulla schiena – punti dove più frequentemente si viene colpiti – il dolore è più intenso poiché il bruciore è piuttosto forte e le vescicole danno prurito difficilmente controllabile. I pesci ragno noti anche con il nome di tracine e frequenti nei nostri mari come le meduse, sono dotati il più spesso si è punti da un aculeo piuttosto aguzzo agli arti inferiori. Le soluzioni sono diverse e se si segue la natura: è raccomandabile l’immersione della zona in acqua calda per circa 30 minuti, lavare il piede in acqua dolce o infine mettere di solito il piede sotto la sabbia rovente dal sole poiché il calore distrugge la sostanza velenosa iniettata. In Egitto, dove questi animali sono diffusi consigliano di spremere i pomodori che con la loro acidità riducono dolore e gonfiore. Esistono tuttavia creme anti-medusa da mettere a scopo protettivo e difensivo ed altre da applicare sulle vescicole una volta punti; non è però sbagliato rivolgersi al bagnino, in caso soprattutto di puntura di pesce ragno poiché potreste aver bisogno di creme al cortisone o di un’antitetanica se la parte era completamente nuda.

Rimanendo ai nostri mari, andrebbero menzionati numerosi pesci provvisti di ghiandole contenenti sostanze velenose, ma ricorderemo quelli più conosciuti come il pesce gatto, la razza, il pesce tigre e il pesce zebra.

In gravidanza come sarebbe meglio comportarsi?

Per evitare problemi o conseguenze spiacevoli, sarebbe il caso di pensare a come prevenire la puntura o il morso di animali velenosi. Questo perché talvolta la sintomatologia può essere generalizzata e confusa con un prurito o un eritema dato dall’epatogestosi o nell’herpes gestazionale.

La prevenzione consigliata consiste in alcune regole dettate per lo più dal buon senso: evitare o ridurre al massimo prati dove organizzare pic-nic che richiedono qualche ora in mezzo all’erba o vicino ai tronchi, non recarsi in zone frequentate da cani o dove è noto il passaggio di cani, altri animali (pecore) o infine boschi con una ricca fauna rappresentata da volatili, insetti o serpenti. Un’altra attenzione è l’uso di abiti di colore chiaro e l’uso moderato di profumi e sostanze inclusi saponi molto profumati o il non avvicinarsi troppo ad alberi da frutta con i frutti già maturi o alla frutta fresca troppo matura venduta nei mercati e nei supermercati; preferibilmente si dovrebbe comprare frutta fresca già confezionata.

La prevenzione relativa a tarli, pulci del legno e pidocchi andrebbe fatta otturando i fori visibili sui mobili iniettando o spruzzando specifici insetticidi.

Le meduse si possono evitare, cercando mari dove si vedono più raramente rinunciando a quelli più “puri” e incontaminati (per esempio l’isola di Pianosa nell’arcipelago toscano per ricordarne una, notoriamente ricca di meduse). 

Per gli insetti come ragni, centopiedi e similari è opportuno non sollevare pietre o sassi in prossimità di luoghi lacustri (vicino a laghi o ai fossi). Infine per proteggersi dal morso delle vipere dovreste portare pantaloni lunghi, stivali o scarponcini ed ovviamente tenere in mano un bastone durante la passeggiata.

Come si curano le punture di insetti?

Solitamente si tende ad assumere antistaminici per le punture di insetti o se si seguono i metodi naturali anche impacchi di thè ovvero di teina possono aiutare a far sgonfiare i ponfi. Si possono utilizzare anche creme cortisoniche che richiedono maggior tempo per fare effetto; talvolta vengono associate a creme lenitive ed astringenti.

Conclusioni

Riferendosi in particolare alle gestanti va sottolineato che è importante mantenere un sano stile di vita e seguire alcune regole con prudenza: se si decide di fare una passeggiata, i luoghi da visitare o da esplorare vanno scelti con cautela così come gli abiti e le calzature da indossare (pantaloni lunghi e scarponcini o stivali). I rimedi per curare ci sono e vanno dagli antistaminici a medicinali cortisonici, ma se si vuole seguire l’omeopatia e soprattutto se è sufficiente, si possono trovare creme lenitive.

Nei casi di allergia è utile portarsi con sé una borsetta di pronto soccorso contenente uno strumento che permetta l’iniezione di adrenalina al fine di evitare lo shock anafilattico; la borsetta è caldamente consigliata se si aspetta un bambino.

FONTE: Parassitologia medica illustrata a cura di Gabriella Cancrini.