Le apnee notturne si presentano durante il sonno manifestandosi come numerosi e ripetuti episodi che alterano la normale funzione respiratoria, situazione che potrebbe avere conseguenze negative sul cuore e sul cervello.
Un nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede delle restrizione per i conducenti che soffrono di questa patologia. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Apnee notturne: cosa sono
Si sente spesso parlare di apnee notturne, ma, nello specifico, cosa sono?
Le apnee notturne, denominate in inglese “SAHS” (sleep apnea hypopnea syndrome), consistono nella sospensione ripetuta per alcuni secondi del respiro durante il sonno, comportando una carenza di ossigeno ciclica nel sangue. Per rientrare nella “sindrome da apnea notturna” gli episodi devono manifestarsi almeno 10-15 volte a notte.
Le conseguenze possono essere di entità diversa: si passa da una leggera stanchezza durante il giorno, ad una sonnolenza più grave che, delle volte può, essere la causa anche di incidenti stradali o nel lavoro. Queste alterazioni notturne possono provocare anche deficit di memoria (quando si arriva a 30 apnee in un’ora) e disturbi al cuore.
Non dobbiamo assolutamente sottovalutarle!
I soggetti che ne sono più colpiti sono:
- persone in sovrappeso (questo perché il grasso tende ad ostruire le vie respiratorie),
- chi soffre di alcuni tipi di allergie respiratorie,
- chi presenta alcuni difetti anatomici,
- chi ha familiari che soffrono di questo disturbo.
Inoltre, secondo il parere degli esperti, anche chi ha una lingua ed un collo molto grossi, tende ad essere soggetto a questo disturbo. Durante le apnee notturne il muscolo cardiaco rallenta improvvisamente la sua attività per poi riprenderla in modo più veloce: queste alterazioni di certo non fanno bene al nostro cuore!
Apnee notturne e patente: cosa dice il decreto che modifica il d.l. 59 del 2011
Proprio per cercare di limitare gli incidenti che le apnee notturne possono causare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto del 22 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 13 gennaio 2016.
Il decreto ha apportato alcune modifiche al decreto n. 59 del 2011, tra le quali l’introduzione di un nuovo paragrafo, il paragrafo H, dedicato alle “malattie neurologiche e sindrome delle apnee ostruttive del sonno”.
In particolare, il provvedimento cita nel paragrafo H2:
“La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.
Il soggetto verrà sottoposto ad una valutazione medica (in base all’art.119, comma 2 del Codice della strada), che se si concluderà con la constatazione dell’assenza di questa patologia o la presenza di una sonnolenza diurna solamente di lieve entità, non comporterà al conducente limitazioni alla guida.
Nel caso in cui, invece si manifestino dubbi sull’idoneità e sulla sicurezza di guida, si demanda l’accertamento alla commissione medica locale, la quale può “autorizzare alla guida i soggetti affetti da sindrome da apnee ostruttive notturne moderate o gravi che dimostrino un adeguato controllo della sintomatologia presentata con relativo miglioramento della sonnolenza diurna, se del caso confermato da parere specialistico di strutture pubbliche”.
La patente rilasciata o rinnovata avrà una validità ridotta (da uno a tre anni).
Questo decreto cerca di essere di aiuto per migliorare la sicurezza stradale; i conducenti che a seguito di controlli specifici manifestino la presenza della sindrome delle apnee notturne con una conseguente grave forma di sonnolenza diurna, potranno seguire dei trattamenti mirati ai fini di una guarigione da questa patologia e potranno raggiungere, successivamente, l’idoneità alla guida.
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