Il varicocele è una patologia che colpisce l’apparato sessuale maschile provocando, se cronicizza e non viene curata, l’infertilità nell’uomo.
Per questo motivo, una volta diagnosticato, è opportuno tenerlo sotto controllo in modo da intervenire precocemente se la qualità del liquido seminale diminuisce sotto un livello critico.
La storia del varicocele
Il varicocele è stato diagnosticato scientificamente la prima volta nel lontano I secolo d.C. dal medico Aulo Cornelio Celso che ne fece un’accurata descrizione nella sua opera “De Medicina”: << le vene sono gonfie e attorcigliate al di sopra del testicolo che diventa più piccolo del suo compagno in quanto il suo nutrimento diventa insufficiente >>.
Il termine “varicocele”, invece, è stato introdotto nel 1843 da Curling.
La prima terapia per curare il varicocele, la legatura alta della vena gonadica, fu applicata nel 1948 da Palomo,.
Il legame tra varicocele ed infertilità maschile è stata ipotizzata per la prima volta nel 1952.
Le cause del varicocele
Nonostante numerosi studi, ancora non è stata definita con precisione la causa scatenante della patologia ma si pensa che alla base ci sia una debolezza congenita delle pareti venose e un problema di tenuta delle valvole interne. A causa di questi problemi, alla lunga, quando il pene è in erezione le vene tendono a dilatarsi e a non tornare alle dimensioni iniziali.
Ricordiamo che il varicocele è una dilatazione anomala delle vene del testicolo, ossia può essere definita una vena varicosa testicolare. In genere la vena interessata è la vena gonadica, che appartiene al principale circolo venoso del testicolo, e il disturbo porta ad una variazione della circolazione sanguigna al suo interno procurandone lentamente un danno.
Più precisamente questa alterazione del flusso del sangue porta diverse conseguenze all’apparato sessuale maschile:
- un aumento della temperatura locale del testicolo di qualche grado,
- una diminuzione di ossigeno,
- un aumento della pressione idrostatica,
- un ristagno del sangue (stasi venosa),
- un reflusso di sostanze nocive che provengono dal rene.
A causa di questi meccanismi, se il varicocele non viene trattato nel modo opportuno, porterà nel tempo ad alcuni danni anche permanenti:
- un aumento della morte cellulare (apoptosi),
- un incremento dei radicali liberi nel testicolo,
- frammentazione del DNA con relativo danno.
È stato dimostrato, da numerosi studi effettuati da importanti centri di ricerca, che l’aumento della temperatura (ipertermia) è il problema maggiore causato dal varicocele. Infatti è stato rilevato un abbassamento di circa 1 grado della temperatura del testicolo dopo che è stata effettuata un’operazione chirurgica risolutiva nei soggetti affetti da varicocele.
Se non curato il varicocele porterà ad avere problemi nella riproduzione che è strettamente legata ad un’alterazione nell’attività degli spermatozoi. Gli spermatozoi sono prodotti dai testicoli ma la loro produzione è molto sensibile e risente subito in maniera significativa di ogni piccola variazione delle condizioni ottimali. In particolare il liquido seminale inizierà ad avere un numero di spermatozoi sempre più basso fino a non essere più in grado di inseminare correttamente l’ovulo.
Fonte: Varicocele ed infertilità maschile: fisiopatologia ed indicazioni terapeutiche nell’era della procreazione assistita – G. Maio