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Scossa elettrica in gravidanza

L’attraversamento della corrente elettrica attraverso il corpo di un individuo, determina un insieme di effetti biologici definiti elettrocuzione.
La carica elettrica artificiale è detta folgorazione, quella naturale, invece, fulminazione.
Circa il 60-70% delle lesioni da folgorazione è dovuto a correnti a bassa tensione e sono la causa dell’1% degli incidenti domestici di natura accidentale. La maggior parte delle scosse elettriche è data da una corrente di 110-200 volt ed è a sua volta dovuta a guasti ad utensili o apparecchiature elettriche o all’utilizzo di elettrodomestici di piccole o grandi dimensioni (asciugacapelli, piastra x capelli, lavastoviglie, lavatrice etc.) collocati involontariamente vicino ad una sorgente di acqua.
Le lesioni causate da folgorazione sono piuttosto rare – da qui deriva l’espressione “Questo è un fulmine a ciel sereno” per indicare sorpresa di fronte ad un evento inaspettato – se vogliamo dare comunque una percentuale, si può dire che per quanto rare, nel caso in cui si verifichino, la mortalità è di circa il 30% ed inoltre le complicanze che seguono potrebbero essere rilevanti e significative.

Cosa determina l’entità delle lesioni da corrente elettrica?

Per rispondere a tale domanda bisognerebbe conoscere i seguenti aspetti:

Tipo di corrente: la corrente alternata usata in ambienti domestici o industriali è a parità di tensione 4 o 5 volte più pericolosa della corrente continua poiché la “vittima” subisce una contrazione involontaria dei muscoli e una forte sudorazione cutanea che impediscono di mollare la presa, ossia di staccare la mano dalla spina o dalla presa.

Intensità di corrente: si misura in Amper e corrisponde alla quantità di corrente elettrica che attraversa la sezione di un organismo (che rappresenta il conduttore) in un’unità di tempo. È in relazione con la tensione (voltaggio) e la resistenza offerta al suo passaggio. Le reazioni e le sensazioni differiscono andando in modo proporzionale alla quantità di Amper: se è bassa, si può avere un formicolio, un dolore più forte, una contrazione muscolare che blocca l’istintivo rilascio volontario della presa elettrica; se è alta, si può arrivare fino ad uno shock ed arresto cardiaco.

Tensione di corrente: è misurata in volt. Le tensioni maggiori sono le più pericolose poiché più gravi sono le lesioni causate. Va fatta attenzione però alle scosse di corrente elettrica per uso domestico a 220v perché il formicolio e il blocco muscolare impediscono l’immediato distacco e portano alla formazione di vescicole o bolle di diversa dimensione.

La resistenza: è misurata in Ohm attraverso un tester o multimetro. Questa è data dalla cute e varia a seconda del suo spessore. Nei tessuti biologici la resistenza al passaggio della corrente si riduce con l’aumentare del contenuto in acqua.

Tragitto della corrente: Il tragitto attraverso il corpo può essere più o meno lungo ossia da mano-mano o mano–piede. È fondamentale valutare il tragitto dal momento che le persone possono andare incontro ad arresto cardio-respiratorio o ad ustioni che provocano evidenti cicatrici.

Tempo di contatto: è variabile e soggettivo poiché chi è colpito da scossa ha una resistenza diversa ed una risposta diversa; la reazione permette di valutare il tempo in cui si è in contatto con la presa.

Quali possono essere le manifestazioni cliniche della scossa elettrica?

A subire più conseguenze sono il cuore e l’apparato cardio-respiratorio: si potrebbe verificare un episodio di fibrillazione ventricolare, un arresto cardiaco così come uno spasmo a livello della glottide.
A carico dell’apparato vascolare si possono avere trombosi.
Quanto al sistema nervoso, le manifestazioni più frequenti sono la perdita della coscienza o crisi convulsive.
I nostri muscoli soggetti ad una corrente ad alta tensione, possono subire danni alle fibre muscolari.
Infine, abbastanza raramente potrebbe presentarsi un’insufficienza renale acuta.

Cosa si verifica se si è colpiti da un fulmine?

Il più spesso si ha un arresto cardiaco che può recuperare spontaneamente con il ripristino della circolazione e delle cellule cardiache.
Qualche volta potrebbe venir meno il respiro e talvolta non riuscendo a reagire si perde la vita.
Se è coinvolto il sistema nervoso, le complicanze sono notevoli: si ha una perdita dello stato di coscienza, convulsioni, perdita della vista momentanea e paralisi quasi sempre transitorie.
Le lesioni cutanee sono quelle meno pericolose perché in genere sono abbastanza superficiali.

E in gravidanza, cosa fare?

È consigliabile o meglio raccomandabile che una gestante colpita da qualsiasi forma di scossa si rechi dal ginecologo che constaterà e monitorerà la situazione riguardante la madre e il feto. È importante l’esame del liquido amniotico, poiché rappresenta un conduttore di energia elettrica e dunque va controllato se c’è stata reazione sul nascituro.
Se si tratta di una piccola scossa da incidente domestico durante il quale la tensione non era molto alta e il contatto breve, l’ecografia è opportuna anche se il feto non dovrebbe aver subito alcuna conseguenza.
La cosa più importante da fare è visitare la mamma e portarla ad una condizione di fuori pericolo poiché anche in gravidanza possono insorgere quei problemi ai vari apparati e sistemi del nostro organismo.
Già 120 V se corrente continua e 50 se alternata, sono abbastanza pericolose perché di solito necessitano di un intervento per rianimare l’apparato cardiopolmonare. Se poi la gestante lamenta dolori al petto e si sospettano aritmie, andrebbe effettuato anche un esame cardiotocografico, una Tac o una RNM per escludere problemi alla mamma e al feto. Se ha difficoltà respiratorie ed ha perso coscienza, un’ECG ed un esame sia ematico che delle urine si rivelano essenziali.
Effettuati tutti i controlli, la mamma o futura mamma dovrebbe sottoporsi a regolari check-up con ricorrenza più frequente rispetto alla normale gestazione: con un particolare riguardo andrebbe esaminata la placenta o altre situazioni potenzialmente pericolose di tipo patologico.

Conclusioni

Colui o colei che hanno subito traumi ovvero scosse, folgorazioni o fulminazioni che fossero se non stanno vivendo la gravidanza, possono a seconda della tensione, tempo e gravità risolvere spontaneamente o con qualche pomata locale suggerita dal medico, meglio se dermatologo; in caso di scossa non superficiale che coinvolge uno degli altri apparati descritti in precedenza, è opportuno recarsi o farsi portare da cardiologi, neurologi, e centri specializzati per effettuare Tac o RNM ed altri esami.
In gravidanza bisogna prestare attenzione sia in caso di superficiali scosse elettriche sia in quelle che danno conseguenze più gravi e possono coinvolgere anche il bambino. Si suggerisce di recarsi dal ginecologo per poter effettuare i dovuti esami che vanno dall’ecografia ad un monitoraggio accurato per esempio l’esame del liquido amniotico e il controllo del battito cardiaco fetale.

FONTE: Medicina dell’Emergenza a cura di I. Casagrande e G. Ghiselli 2017