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Malattie prostatiche

È giusto sapere che la prostata è una ghiandola dell’apparato riproduttivo dell’uomo ed ha la funzione di secernere un liquido durante l’eiaculazione e quindi ha un ruolo rilevante nella motilità degli spermatozoi. La sua forma è simile a quella di una castagna, si trova tra la vescica e il retto dietro la sinfisi pubica ed è attraversata dall’uretra. È divisa in 5 lobi: uno centrale, 2 laterali, uno anteriore ed uno posteriore; talvolta le 5 parti vengono chiamate zona centrale, zona di transizione e zona periferica.

A quali patologie potrebbe andare incontro?

Possono registrarsi problemi di tipo fisiologico che si manifestano nello svolgimento delle sue funzioni. La prostata, se aumenta di dimensioni, può provocare disturbi nella minzione, può infiammarsi con i conseguenti fastidi o dolori; nel peggiore dei casi potrebbe verificarsi la comparsa di neoformazioni benigne o maligne. In altre parole, i fattori quali l’aumento di volume, l’infiammazione o forme neoplastiche facilitano la diagnosi, in quanto portano lo specialista a diagnosticare le tre possibilità: rispettivamente si tratta di ipertrofia prostatica benigna, prostatite o neoplasia prostatica.
Ma esaminiamole con ordine partendo dalla prima situazione ovvero dall’ipertrofia prostatica.

Ipertrofia prostatica

La cosiddetta ipertrofia prostatica o prostata ingrossata è una malattia che non genera particolari preoccupazioni, poiché quasi sempre ha una natura benigna ed è dovuta ad una proliferazione nel volume del tessuto prostatico. Ricorre a partire dai 40-50 anni e può spiegarsi con ragioni di tipo ormonale, poiché la produzione diminuisce e varia durante l’invecchiamento. I primi sintomi che fanno pensare ad ipertrofia sono: disturbi nel momento in cui si urina, un aumento nello stimolo diurno e notturno, una ridotta forza nel getto, un senso di bruciore durante e dopo lo svuotamento come se fosse rimasto ancora qualcosa da eliminare.
Qualche volta l’iperplasia è asintomatica e la diagnosi si basa dopo aver eseguito esami specifici con i quali si chiarisce il livello di gravità ossia da quello lieve a quello più grave. Solitamente, il trattamento è di tipo farmacologico e un’osservazione dell’evoluzione dei fenomeni, ma si può avere necessità dell’intervento chirurgico per risolvere in modo permanente il problema.

Prostatite

La prostatite è rappresentata dall’infiammazione della ghiandola prostatica. Le cause che la determinano possono essere molteplici e tutto parte dall’identificazione del tipo di batterio che crea l’infiammazione. Con gli esami mirati si può capire se l’infezione è stata portata dai germi, che si trovano generalmente nelle feci, come l’Escherichia Coli, un altro vettore può essere un catetere così come rapporti sessuali non protetti. A questa tipologia batterica vanno aggiunti fattori che non hanno nulla a che vedere con l’infezione, ma sono piuttosto dovuti a periodi particolarmente stressanti, problemi immunitari, traumi o lesioni nella zona interessata. In altri casi non si esclude uno stile di vita scorretto e un errato regime alimentare con abuso di fumo ed alcool o un frequente uso di moto e motocicli per lungo tempo.
Quanto ai sintomi si riscontra: bruciore e presenza di una certa quantità ematica nelle urine o nello sperma, dolore nei rapporti sessuali, febbre e dolori del basso addome o nella zona tra l’ano e il pene. Più tardi si manifestano i sintomi, più lieve ma più lunga è la prostatite; se sono acuti, la loro durata è più breve.
Ed ora arriviamo ai tumori della prostata.

Come si manifesta e quanto è frequente il tumore alla prostata?

Ebbene nella fascia over 40, questo tipo di tumore è abbastanza frequente e segue quello cutaneo ossia il melanoma e quello polmonare.
Le cause che lo comportano non sono poi così chiare anche se vi sono alcune condizioni di rischio tra cui familiarità. Altri fattori di rischio da menzionare sono: la razza o meglio l’etnia afro-americana, infiammazioni croniche prostatiche, disfunzioni ormonali come un aumentato valore degli ormoni maschili, il fumo, l’obesità, una scorretta alimentazione con troppi grassi animali come burro o carni rosse particolarmente grasse; questi alimenti dovrebbero essere sostituiti da antiossidanti, pomodori per il licopene, dalla soia.
Esistono diverse forme: da quelle che si sviluppano lentamente a quelle più aggressive che sono molto veloci e quindi maligne e più pericolose che possono portare ad una metastizzazione in altri organi ed apparati.
È piuttosto difficile diagnosticare in tempi brevi un tumore, perché inizialmente la sintomatologia è simile a quella dell’iperplasia o della prostatite. Vanno sempre riferiti i sintomi all’urologo, specie se frequenti ed acuti. Il più delle volte viene individuato in fase avanzata e augurandosi di non avere metastasi, si interviene chirurgicamente.

Conclusioni

L’uomo a partire da una certa età, ovvero dai 40 in poi se ci sono stati problemi in famiglia o dai 50 anni, se non appartiene alle persone che rischiano di più dovrebbe sottoporsi a dei controlli ad intervalli regolari stabiliti dallo specialista. La prostata con il passare degli anni potrebbe andare incontro a problemi ed è raccomandabile ai primi sintomi ripetuti in tempi ravvicinati recarsi dall’urologo. La prevenzione è importante, poiché alcuni disturbi o disordini prostatici sono asintomatici o presentano caratteristiche simili ad altre infezioni virali come la febbre o i dolori addominali; ciò significa che, in caso di neoformazioni benigne o maligne che siano, è possibile diagnosticarle per tempo e dunque sono più facilmente risolvibili. Del resto l’urologo e l’andrologo per l’uomo hanno lo stresso ruolo del ginecologo per la donna; così come si raccomanda alla donna di eseguire il pap-test annualmente o almeno ogni tre anni a seconda dell’esito e dei consigli dello specialista, anche gli uomini dovrebbero farsi controllare a scopo preventivo.

FONTE: Recent advances in prostate development and links to prostatic diseases. Ginny L. Powers, Paul C. Marker.