Negli ultimi anni si è verificato un sensibile aumento del numero delle persone con allergie e intolleranze alimentari. Purtroppo non si tratta di moda, ma effettivi problemi che costringono a cambiare radicalmente stile di vita. Grazie ad esami ed analisi sempre più precisi ora è possibile stabile un’eventuale allergia o intolleranza senza rischio.
Innanzitutto dobbiamo fare chiarezza sulla differenza tra allergia e intolleranza, due termini spesso usati con superficialità o confusi tra loro, ma che indicano due problemi differenti.
Si parla di allergia quando il sistema immunitario risponde in maniera esagerata ad un determinato alimento, riconoscendolo come estraneo all’organismo e pericoloso. La reazione all’introduzione di quell’alimento è immediata e varia per gravità in base alla risposta immunitaria dell’organismo e alla quantità dello stesso alimento ingerito. A questo proposito però va chiarito che in caso di allergia, l’organismo reagisce già a dosi minime.
Quando si parla di intolleranza, invece, si è di fronte ad una incapacità dell’organismo di “digerire” e “gestire” un determinato alimento. Una mal digestione che porta effetti indesiderati che possono variare da persona a persona. Talvolta lo stesso alimento porta un disturbo ad un soggetto, e il disturbo opposto ad un altro ( è il caso, per esempio, di due soggetti intolleranti al lattosio, il primo soggetto potrebbe avvertire dolori addominali e diarrea, il secondo invece meteorismo e stitichezza).
Facciamo un esempio: chi è allergico alle arachidi avrà una reazione allergica anche grave solo mangiandone una. Chi è intollerante alle arachidi avrà una reazione di malessere (con relativi disturbi, diversi da soggetto a soggetto) dopo averne mangiate una bella manciata.
Tra le varie intolleranze, una delle più diffuse è l’intolleranza al glutine.
Cos’è il glutine? E dove si trova?
Il glutine è una proteina che ha origine dal frumento, e da cereali simili, ed è quindi presente in tutti gli alimenti che li contengono.
Contengono glutine: Frumento, Segale, Orzo, Farro, Farro verde, Avena, Kamut…
Celiachia e intolleranza al glutine non sono la stessa cosa.
Chi è allergico al glutine viene denominato Celiaco, termine che deriva dal greco e significa “addominale”.
L’intolleranza al glutine, in realtà, non è un’allergia: infatti manca l’implicazione di anticorpi specifici delle allergie e non si corre il rischio di anafilassi.
L’intolleranza al glutine provoca complicazioni a livello dell’intestino e viene definita una condizione parafisiologica, infatti l’organismo, in assenza di glutine, risulta sano. Con l’assunzione di glutine invece, viene ad instaurarsi un quadro patologico con sintomi variabili da persona a persona, sia per tipo che per gravità.
Quali sintomi potrebbero farci pensare di essere intolleranti al glutine?
- Dolore del tratto digestivo
- Costipazione cronica oppure diarrea
- Anemia
- Mancata crescita nei bambini
- Stanchezza
Qual è la conseguenza principali di un’intolleranza al glutine?
Carenze vitaminiche: il glutine, nei soggetti intolleranti, causa un accorciamento dei villi intestinali che rivestono la mucosa dell’intestino. Il mancato o mal funzionamento dei villi intestinali, provoca un malassorbimento delle sostanze nutritive, portando l’organismo ad una carenza vitaminica importante.
Cosa fare quando si ha il dubbio di essere intolleranti al lattosio?
Innanzitutto è bene non improvvisarsi medico e nemmeno seguire le indicazioni che un medico ha dato ad un parente o un amico.
Per capire se si è allergici o intolleranti al glutine ci sono due esami fondamentali:
- La ricerca di specifici anticorpi tramite un prelievo ematico
- Una biopsia del tratto intestinale.
Sarà un medico ad indicarci la strada migliore da percorrere in base ai risultati degli esami effettuati. Infatti eliminare il glutine dalla tavola solo per un sospetto, porta ad un benessere nell’immediato (facilità di digestione, meno gonfiore….) ma diviene pericolosa sul lungo periodo in quanto l’assenza di glutine nella dieta comporta un malassorbimento di determinate sostanze.
Quindi: no a diete fai da te e diagnosi di parenti e amici, rivolgersi sempre al proprio medico per avere risposte sicure e i giusti consigli.
Fonte: www.coeliac.org.uk