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Andrologia

Eiaculazione precoce per 4 milioni di italiani

La maggioranza non ne parla per pudore e imbarazzo, ma le statistiche e gli studi in proposito rivelano che circa quattro milioni di italiani soffrano di questo disturbo. Il risultato è che col silenzio il problema può aggravarsi e rendere impossibile l’armonia della vita di coppia. Il 64% degli uomini riporta molta o moltissima frustrazione, una percentuale assai maggiore rispetto alle persone senza eiaculazione precoce. Oltre il 30% prova scarsa soddisfazione sessuale durante i rapporti e lamenta difficoltà nel rapporto di coppia, il 50% si sente meno sicuro di se e delle proprie capacità sessuali.
E ancora, il 50% avverte che il disturbo nuoce alla relazione di coppia. Un impatto negativo che coinvolge anche la donna, che spesso non solleva il problema per timore di urtare la sensibilità del partner. Ma nella donna il disturbo può creare ansia, rabbia, frustrazione, perdita dell’intimità, fino al rifiuto definitivo del proprio partner. Solo il 53% delle partner raggiunge infatti sempre o quasi l’orgasmo. E solo il 38% delle partner si definisce soddisfatta nel rapporto sessuale.
La soluzione è dunque rivolgersi a un andrologo, ma chi soffre di eiaculazione precoce è spesso riluttante ad affrontare il problema: il 76% degli uomini con questo disturbo ritiene la propria condizione imbarazzante, ancor più della disfunzione erettile. Tanto è vero che solo il 42% ne ha parlato nell’ultimo anno e chi lo ha fatto si è aperto con la partner e non con il medico. In questo quadro sconfortante, l’unica azione positiva può e deve essere svolta dall’andrologo, la sola figura delegata a intervenire su un problema così ricco di implicazioni fisiche, psicologiche ed emotive.
La salute sessuale, infatti, è ormai un diritto acquisito tanto per gli uomini che per le donne e l’eiaculazione precoce con le sue implicazioni sul piano della soddisfazione sessuale (personale e di coppia) può realmente e gravemente compromettere questo diritto. Sarà quindi compito dell’andrologo assicurare questo diritto, mettendo a disposizione la sua professionalità, la sua attenzione e le soluzioni terapeutiche offerte dalla medicina. E, soprattutto, di fronte all’insorgere del problema, evitare scorciatoie tipo pillole magiche, rimedi fai da te o, peggio ancora, consultazione con maghi, sciamani e guaritori vari.

Articolo di redazione
Fonte: Corriere della sera