Molti uomini, oltrepassata la soglia dei sessant’anni, sembrano inclini a ‘gettare la spugna’, cioè a rinunciare ad una vita sessuale soddisfacente. Che questo sia un errore è ormai convinzione diffusa tra la maggioranza degli specialisti in andrologia. Il sesso viene infatti sempre più raccomandato dai medici come un efficace rallentamento dell’invecchiamento e come un potente antidoto contro la paura della morte.
Gli ultrasessantenni che continuano ad avere una vita sessuale soddisfacente sono infatti più attivi e pieni di interessi, e molto più curati nell’aspetto fisico, al punto da attrarre spesso anche donne molto giovani.
Inoltre un rinnovato interesse per la vita sessuale fa bene anche alla salute, riducendo molto, secondo alcuni, il rischio di patologie cardiovascolari. In particolare, secondo le ultime ricerche, bisognerebbe raggiungere almeno due orgasmi alla settimana. Una buona attività sessuale aumenta infatti la frequenza cardiaca e riduce della metà il rischio di infarto. D’altra parte anche nel deprecabile caso che si sia stati vittima di un episodio di infarto non è consigliabile sospendere l’attività sessuale. Infatti il rischio di incorrere in un secondo attacco cardiaco a causa del sesso – nonostante ciò che comunemente si crede – è in realtà molto basso.
Chi è stato vittima di un infarto potrebbe, anzi dovrebbe, riprendere tranquillamente l’attività sessuale dopo circa tre-quattro mesi dall’attacco cardiaco.
Articolo di redazione
Fonte: “KataWeb, Psicologia e sessualità”