Sindrome vescica iperattiva. È un problema complesso, che ha luogo quando si presentano contemporaneamente molteplici sintomi che causano l’urgente necessità di urinare di frequente (più di 8 volte) in un arco di 24 ore (se avviene di giorno, prende il nome di pollachiuria); se l’urgenza della minzione e l’eventuale perdita di urina avvengono di notte, si definisce nicturia; l’insieme delle urgenze altro non è che vescica iperattiva. Spesso è concomitante all’incontinenza urinaria, ossia una sindrome mista.
Quanto alla sua diffusione va precisato che dopo i 40 anni, generalmente, la percentuale è pari al 12-22% ed interessa numericamente circa 50.000 individui tra uomini e donne nel mondo; in Italia interessa intorno a 4.000 individui.
Sindrome vescica iperattiva, le basi: qual è il meccanismo dell’urinazione?
I reni filtrano ogni giorno 180 litri di sangue e producono da 1.000 a 1.500 cc di urina. Dal bacino renale l’urina scende attraverso due tubicini (gli ureteri) nella vescica, che come un palloncino si distende, ossia si riempie per poi svuotarsi: se la vescica è piena per almeno 2/3, si sente un bisogno impellente di urinare. Il rilassamento della vescica durante la fase di riempimento è sotto il controllo del sistema nervoso e della corteccia cerebrale.
Sindrome vescica iperattiva: quali sono le cause?
I motivi possono essere vari e talvolta sconosciuti (cause idiopatiche), ma in alcuni casi non si può escludere una ragione legata a problemi del sistema nervoso centrale, per esempio nei casi del Parkinson o nella sclerosi multipla. Talvolta il danno può essere a livello midollare (trauma, mielite trasversa). Nei pazienti obesi o diabetici l’aumento del bisogno della minzione è spiegabile dalle stesse condizioni: c’è più volume e peso o problemi di glicemia che appunto favoriscono il fenomeno.
Devono essere aggiunte poi le ragioni legate a patologie ginecologiche: poliposi uterina, una calcolosi vescicale, infezioni urinarie (per esempio, cistite), alterazione della sensibilità vescicale e pregressi interventi in zona pelvica. Infine va detto che è una sindrome che appartiene molto spesso alla menopausa, poiché la carenza di estrogeni influisce sull’elasticità della mucosa uterina e la necessità di urinare è impellente ed improvvisa. Talvolta la gravidanza e il parto potrebbero influire e recare allo sfintere problemi di lieve o grave entità; in questo caso, si hanno problemi di incontinenza e quindi la vescica iperattiva è legata a questa.
È utile poi ricordare che assumere alcuni farmaci come i diuretici, bere una quantità eccessiva di caffeina o di alcool può aumentare e aggravare il disturbo della vescica iperattiva.
Si aggiungano quindi la stitichezza e, solo nell’uomo, problemi di prostata.
La fuga di urine avviene quando la pressione vescicale supera quella uretrale – cosa frequentissima con l’avanzare dell’età -, la vescica diviene più piccola e i muscoli che reggono la pavimentazione pelvica diventano meno elastici.
Sindrome vescica iperattiva: come si capisce di esserne soggetti?
La prima cosa da fare nel caso in cui si manifesta spesso e in tempi recenti il bisogno irrefrenabile di urinare è quello di recarsi dal ginecologo, se si è donne, o dall’urologo (sia donne che uomini).
Dopo la visita, dall’anamnesi generale emergeranno i motivi alla radice del problema, partendo dall’esclusione di alcune patologie (infezioni urinarie, neoplasie dell’apparato urinario o blocchi intestinali o dell’apparato urinario stesso.
Se si è donne, la visita consisterà nell’analisi dell’apparato genitale ed addominale e un invito a sottoporsi all’analisi delle urine ed in particolare all’urinocultura; per gli uomini, l’indagine potrebbe coinvolgere il retto e tutta la massa intorno alla prostata con conseguente richiesta del PSA (antigene prostatico specifico).
Se i problemi non riguardano né il ginecologo, né l’andrologo e nemmeno l’urologo, è consigliabile una visita dal neurologo o fare altri esami più specificamente indicati a scoprire le cause: test uro-dinamico con il quale si studia il comportamento della vescica, l’uroflussometria con la quale si esamina la velocità e il volume del flusso urinario, come altri esami uro-dinamici (cistometria ed uretrocistoscopia).
Sindrome vescica iperattiva: come si cura o la si riduce?
Si potrebbero dare alcuni suggerimenti per ridurre il problema relativo al numero delle minzioni e i consigli riguardano principalmente lo stile di vita e il cambiamento della dieta alimentare.
Inizierei con il dire che il controllo e la diminuzione del peso sono basilari e attuabili da tutti: oltre a perdere peso, andrebbe ridotta l’assunzione di liquidi, diminuito o eliminato il consumo di caffè e sostanze eccitanti o contenenti dolcificanti.
Anche il fumo è da mettere sotto controllo, poiché provoca un’infiammazione alla gola e tosse che a sua volta stimolano la “pipì”. Oltre all’alimentazione, e al ritorno a sane abitudini, ci sono alcuni esercizi come i cosiddetti esercizi di Kegel per aiutare la muscolatura a riprendere elasticità, o un esercizio di doppia minzione ravvicinata e ginnastica per restituire tonicità ai muscoli pelvici.
Passiamo ad altri dispositivi che si possono mettere autonomamente come per esempio mini cateteri ad intervalli regolari che hanno come inconveniente la formazione di infezioni frequenti delle vie urinarie. Un’altra soluzione è l’uso di assorbenti di vari livelli di assorbenza e grandezza, che potrebbero creare magari imbarazzo ma non hanno particolari controindicazioni, soprattutto se usati in modo adeguato e se sono seguiti da un’accurata igiene intima.
Le soluzioni fin qui descritte possono mitigare le condizioni psico-fisiche di pazienti che non soffrono di altre patologie. Ma agli altri pazienti cosa raccomandare?
Sindrome vescica iperattiva: cosa raccomandare ai pazienti che soffrono di altre patologie ad essa legate?
Partiamo dunque dai diabetici: è opportuno seguano tutte le indicazioni fornite loro dal diabetologo che prescriverà farmaci appropriati. Per altre patologie, l’urologo o il ginecologo sapranno indicare i farmaci per trovare la migliore e più efficace terapia farmacologica. Tra i farmaci più recentemente individuati si dovrebbero menzionare quelli contenenti il principio attivo mirabegron, approvato dall’EMA (Agenzia europea dei medicinali) e dall’AIFA (Associazione italiana del Farmaco). Questo principio attivo agisce direttamente sulla vescica ed è generalmente assunto per bocca; tra i pochi effetti collaterali troviamo la secchezza delle fauci, la riduzione della lacrimazione oculare e la stipsi.
Tuttavia alcuni urologi preferiscono utilizzare il botulino iniettato localmente, che permette di ridurre la contrattilità vescicale per qualche mese.
Nonostante siano state trovate soluzioni farmacologiche efficaci, l’unico neo è rappresentato dagli alti costi e dalla reperibilità: è possibile trovarlo nelle farmacie ben fornite o, se si vuole essere sicuri e si vive a Roma, si può andare presso la farmacia della città del Vaticano previa ricetta medica da presentare all’entrata.
In casi estremi potrebbe essere consigliabile far ricorso alla chirurgia, ma è preferibile evitare.
Dal momento che le soluzioni non mancano, sta a voi optare per la scelta più adatta da concordare con lo specialista, ginecologo o urologo che sia.