Il Pacemaker è un piccolo dispositivo che viene utilizzato in caso di anomalie del battito cardiaco per ristabilizzare il normale battito del cuore, viene installato sotto pelle per mezzo di un semplice intervento chirurgico effettuato generalmente in anestesia locale.
L’intervento per pacemaker in genere non presenta rischi particolari ma è importante effettuare dopo l’impianto visite regolari per controllare lo stato della batteria e il regolare funzionamento.
Intervento per pacemaker: come avviene
Il chirurgo procede all’intervento per il pacemaker dopo aver effettuato alcuni esami di controllo come un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma, test da sforzo e Monitor Holter, indagini che servono per avere un quadro generale dello stato di salute del paziente.
L’intervento per pacemaker viene eseguito generalmente in anestesia locale, effettuando una piccola incisione di circa 2-3 cm in una zona al di sotto della clavicola e posizionando un elettrocatetere nell’atrio o nel ventricolo destro, in caso di intervento di tipo bicamerale in entrambe le cavità.
Questa procedura viene effettuata sotto il controllo radiografico che serve come guida per il chirurgo per un corretto posizionamento dell’elettrocatetere. Viene eseguita poi un’incisione per creare una “tasca” ossia uno spazio sottocutaneo per posizionare la scatoletta metallica del pacemaker (che viene collegata agli elettrocateteri), all’interno della quale sono posizionati la batteria ed il generatore.
Il chirurgo, una volta installato il pacemaker, effettua delle prove di controllo e se tutto risulta essere perfettamente funzionante, satura l’incisione. Il paziente dovrà essere tenuto sotto osservazione in ospedale almeno per la notte successiva all’intervento in modo tale da potere essere controllato dallo staff medico.
Dopo l’intervento potrebbero presentarsi alcuni disturbi che potrebbero essere alleviati con l’assunzione di alcuni farmaci prescritti dal medico, i disturbi più comuni sono:
- gonfiore della zona di installazione del pacemaker,
- dolore sulla ferita,
- fastidio.
I rischi legati all’intervento di pacemaker sono in genere molto bassi, ma potrebbero comunque presentarsi alcune conseguenze come reazioni allergiche ai farmaci somministrati durante l’operazione, febbre e stato di stanchezza, infezioni o ematomi nell’area di impianto del pacemaker, fuoriuscita di liquido dalla ferita, lesioni ai vasi sanguigni e nei casi più gravi anche un collasso polmonare.
Intervento per pacemaker: le indicazioni dopo l’installazione
Dopo l’intervento per pacemaker il paziente riceverà dal medico tutte le indicazioni che dovrà seguire per far si che il pacemaker funzioni senza problemi; verrà rilasciato una scheda identificativa personale che riporta la tipologia di pacemaker che è stato impiantato da portare sempre con sé in caso di necessità. Il medico, se lo dovesse ritenere necessario, potrebbe associare all’impianto del pacemaker una terapia farmacologia.
Sarà necessario effettuare dei controlli regolari per controllare lo stato di carica delle batterie, per accertarsi che tutti i cavi siano rimasti regolarmente attaccati e non abbiano subito spostamenti, e per verificare il regolare funzionamento del pacemaker.
Quando le batterie necessiteranno di una sostituzione, in genere in un arco di tempo che va dai 5 ai 10 anni circa, verrà effettuato un piccolo e rapido intervento chirurgico per sostituirle.
Il paziente dovrà fare attenzione ai dispositivi che producono elevati campi magnetici, cercando di tenersi a dovuta distanza. In particolare dovrà evitare di posizionare il telefono cellulare o il lettore MP3 proprio sulla zona di impianto del pacemaker, dovrà fare attenzione ai metal detector, ai cavi ad alta tensione e ad alcuni tipi di elettrodomestici che potrebbero interferire con i segnali elettrici del pacemaker. Se ci si sottopone ai controlli aeroportuali è importante riferire al personale di servizio che si è soggetti portatori di pacemaker.
Fonte:
www.cardioaritmie.com