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Cardiologia

Aritmia: ascoltiamo il nostro cuore

aritmia ascoltiamo il nostro cuoreL’aritmia è  un’alterazione del ritmo cardiaco che riguarda sia il numero dei battiti del cuore sia la propagazione dell’impulso che li genera.

L’aritmia potrebbe manifestarsi in un cuore del tutto sano, o anche essere conseguenza di altre patologie. Nel caso in cui dovessimo riscontrare i sintomi propri dell’aritmia sarebbe bene sottoporci ad una visita cardiologica in cui il medico specialista cercherà di stabilire la causa del problema e sottoporci alle dovute terapie. 

Aritmia: come funziona il nostro cuore

aritmia come funziona il nostro cuoreGrazie all’azione del cuore, il sangue circola nel nostro organismo seguendo un ciclo ben preciso, trasportando ossigeno e altre sostanze vitali,  e rimuovendo gli scarti, come l’anidride carbonica, dai tessuti e dagli organi.

Il nostro cuore, situato al centro del torace, è un muscolo formato da un lato destro e un lato sinistro; ogni lato è composto da due camere, atrio e ventricolo.

Il sangue proveniente da tutto il corpo, povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica, arriva al cuore attraverso le vene ed entra nell’atrio destro, che contraendosi, pompa il sangue al ventricolo destro; quest’ ultimo si contrae e pompa il sangue ai polmoni che lo “ossigenano”. A questo punto il sangue arriva all’atrio sinistro, che a sua volta si contrae e lo pompa verso il ventricolo sinistro; quest’ultimo si contrae e pompa il sangue nell’aorta e da questa in tutte le arterie che lo distribuiscono in tutto il corpo. I tessuti e gli organi del nostro corpo traggono ossigeno dal sangue, così, quest’ultimo ricomincia il suo ciclo.

Si contraggono contemporaneamente prima gli atri, poi i ventricoli, creando un ritmo tra i 60 e 100 battiti al minuto (frequenza normale di un adulto a riposo).

Ma che come fa il cuore a pompare il sangue?

Il tessuto muscolare del cuore, detto miocardo, è caratterizzato da alcune cellule particolari con due proprietà eccezionali:

  • l’automaticità (riescono spontaneamente ad iniziare l’attività di contrazione auto generando l’impulso nervoso),
  • la ritmicità (regolarità dell’impulso nervoso).

Queste cellule sono raggruppate in alcuni punti del cuore detti centri segnapassi (o anche pacemaker). Il primo tra questi è il “nodo seno atriale”, posizionato nell’atrio destro, punto d’origine dell’impulso.

Le diverse tipologie di Aritmia

Esistono tre tipologie di alterazione che possono determinare un’aritmia:

  • irregolarità del ritmo cardiaco,
  • spostamento del centro segnapassi,
  • disturbo nella diffusione dell’impulso.

Nel primo caso si possono presentare battiti troppo lenti, cioè inferiori ai 60 battiti al minuto (bpm), e quindi ci troviamo di fronte a un’aritmia chiamata bradicardia, oppure battiti troppo veloci, cioè superiori ai 100 bpm, e quindi si tratta di una tachicardia.

Nel secondo caso, dovuto a una diminuzione o completa perdita della automaticità del centro segnapassi primario (nodo seno atriale), si può andare incontro ad un’extrasistole detta comunemente palpitazione (quando è limitato a pochi cicli) o a fibrillazioni ventricolari o atriali (per più cicli); queste ultime sono da non sottovalutare.

Nel terzo caso l’impulso può trovare difficoltà nel propagarsi dal centro segnapassi principale a quelli secondari.

I sintomi che ne conseguono possono essere delle volte del tutto impercettibili (può accadere che ci si accorge di avere un’aritmia solo a seguito di un elettrocardiogramma), altre volte ci si trova di fronte a diverti sintomi a seconda della tipologia dell’aritmia come:

  • sensazione di un aumento o diminuzione dei battiti,
  • vertigini,
  • affanno,
  • affaticamento,
  • confusione mentale,
  • aumento della sudorazione,
  • dolore al torace,
  • perdita di coscienza (solo nei casi più gravi).

Aritmia: da cosa dipende?

Le cause dell’aritmia sono molteplici; alcuni fattori che la possono determinare sono:

  • uso eccessivo di caffeina, nicotina o alcool,
  • uso di droghe,
  • forte stress,
  • forti stati emotivi,
  • utilizzo di farmaci “bradicardizzanti”,
  • carenza di minerali (come il potassio),
  • disfunzioni della tiroide,
  • squilibri elettrolitici.

Aritmia: le terapie

aritmia le terapieNel caso in cui dovessimo riscontrare frequenti aritmie, dovremmo sottoporci ad una visita medica cardiologica. Il medico specialistica ci ausculterà il cuore, rileverà i battiti dal polso e se lo riterrà necessario, ci chiederà di sottoporci ad un elettrocardiogramma (ECG) per misurare l’attività del cuore e cercare di identificare le cause dell’aritmia.

Non sempre si riescono a catturare tutte le informazione necessarie durante un ECG, in alcuni casi , il medico potrebbe richiederci di sottoporci ad un ECG di 24 ore (ECG portatile Holter), per avere il quadro completo della situazione.

Non tutte le aritmie richiedono necessariamente una terapia particolare;  sarà il cardiologo che valuterà, a seconda dei casi, la necessità o meno di trattare questo disturbo. Potrebbe prescriverci:

  • farmaci leggermente sedativi,
  • farmaci antiaritmici (che controllano la frequenza cardiaca),
  • farmaci anticoagulanti.

In alcuni casi gravi di aritmia potrebbe essere necessario l’impianto di un pacemaker artificiale, un piccolo dispositivo che stimola elettricamente la contrazione del cuore, o l’ablazione attraverso le vene (per via endoscopica) dei circuiti elettrici anormali.

Aritmia: i rimedi naturali

Esistono anche dei rimedi naturali per curare le aritmie come l’assunzione di:

  • Omega3,
  • biancospino (ricco di flavonoidi e procianidine),
  • tiglio,
  • valeriana (azione calmante e rilassante),
  • camomilla,
  • ganoderma (fungo molto utilizzato in Cina contro lo stress e come tonico del cuore).

Sebbene la maggior parte di aritmie siano spesso del tutto temporanee e innocue (ad esempio dovute a stati d’ansia, timori o eccessivi sforzi fisici), in alcuni casi estremi potrebbero invece portare al danneggiamento degli organi vitali, quindi non bisogna sottovalutarle.