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Cardiologia

Coronarografia: come controllare le arterie conorarie

La coronarografia è una metodica diagnostica che viene effettuata per controllare la funzionalità delle arterie coronarie, vasi specializzati che trasportano il sangue ricco di ossigeno dall’aorta al miocardio.

Le arterie coronarie, così chiamate perché circondano il cuore come a formare una corona, possono presentare in alcuni punti dei restringimenti che possono essere causati da placche aterosclerotiche, che impediscono il corretto flusso del sangue.

Quando è indicata la coronarografia?

coronarografiaLa coronarografia è un’indagine indicata nel caso in cui si ha il sospetto della presenza di malattie alle arterie coronarie. Quando il soggetto presenta alcuni sintomi come ad esempio dolori al torace, insufficienza cardiaca, difetti congeniti del cuore o problemi cardiovascolari, il medico potrebbe richiedere questo esame.

Va comunque considerato che questo è un esame invasivo e quindi deve essere effettuato solamente se il medico lo ritiene necessario e se altri esami come l’elettrocardiogramma, test da sforzo o ecocardiogramma hanno evidenziato alcune problematiche.

Alcune delle cause che possono determinare malattie alle coronarie sono:

  • fumo,
  • obesità,
  • diabete mellito,
  • ipertensione,
  • sedentarietà,
  • ipercolesterolemia.

Se la coronarografia conferma un restringimento superiore al 50% è possibile procedere con alcuni trattamenti come ad esempio un intervento chirurgico di bypass aortocoronarico, un’angioplastica coronarica o una terapia medica.

Come viene effettuata la coronarografia

coronarografia esameLa coronarografia viene effettuata in un laboratorio denominato “laboratorio di emodinamica”, dove sono presenti attrezzature specifiche anche per affrontare eventuali complicanze che potrebbero presentarsi durante l’esecuzione.

La coronarografia viene effettuata introducendo un catetere nelle tre arterie principali:

  1. arteria radiale (polso),
  2. arteria femorale (inguine),
  3. arteria brachiale (braccio).

Per introdurre il catetere si procede con una puntura in una di queste tre sedi per mezzo della quale viene inserito un piccolo tubicino del diametro di circa 1 o 2 millimetri e della lunghezza di 12 cm. Vengono quindi introdotte delle piccole sonde che rilasceranno all’altezza delle arterie coronarie un mezzo di contrasto visibile ai raggi X.

Il mezzo di contrasto, percorrendo le arterie coronarie, permette di visualizzarne il percorso con l’aiuto di una strumentazione radiologica. L’analisi del percorso permette di individuare eventuali restringimenti delle arterie e di studiare il flusso ematico.

Le immagini vengono registrate e salvate generalmente su un supporto informatico (cd) che verrà consegnato al paziente, il quale dovrà portarlo nelle visite di controllo successive perché fonte di informazioni importanti sulla propria condizione cardiologica.

Il paziente durante questo esame viene fatto sdraiare su di un lettino e deve mantenere la posizione supina e ferma per tutto il tempo. Generalmente non viene accusato dolore perché viene effettuata un’anestesia locale.

È possibile che vengano percepite vampate di calore, a seguito dell’introduzione del mezzo di contrasto; nel caso in cui dovessero invece comparire disturbi come difficoltà respiratorie, prurito, dolore al torace è importante riferirli al personale medico presente nel laboratorio.

Ad esame terminato, nel caso in cui il catetere sia stato introdotto dal polso o dal braccio, è possibile alzarsi dal lettino dopo circa un’ora; se, invece, il catetere è stato introdotto dall’inguine, è necessario rimanere fermi senza muovere la gamba e non alzarsi nelle 6 ore successive all’intervento.

L’esame può durare dai 30 ai 60 minuti. Nell’ora successiva all’intervento il paziente non potrà mangiare ma potrà invece bere per facilitare l’eliminazione del mezzo di contrasto.

Le complicanze gravi successive a questo tipo di esame sono molto rare ma, in alcuni casi, potrebbero comparire reazioni anafilattiche al mezzo di contrasto, ictus celebrale o embolizzazione nelle arterie periferiche.

E’ un esame importante che deve essere sempre eseguito da personale medico esperto e qualificato.

Fonte:

http://www.ausl.vda.it/homepage.asp?l=1