Per una corretta difesa dell’organismo a livello cardiocircolatorio, diversi fattori sono importanti per la prevenzione di malattie cardiovascolari, ictus, infarti e altre possibili patologie.
Quali? Oltre ad un’adeguata alimentazione e controlli periodici (visite cardiologiche e angiologiche), sappiamo che l’attività fisica regolare è un fattore di protezione contro i disturbi cardiovascolari.
Diversi studi negli ultimi anni, hanno confermato che l’aumento dell’attività di fitness è inversamente proporzionale all’aumento della ipertensione arteriosa.
Più sport, meno ipertensione!
Uno progetto di indagine medica cardiologica, finanziato dal Ford Hospital Institutional Review Board, citato come Henry Ford ExercIse Testing (FIT Project), ha confermato l’ipotesi con dati statistici.
Esaminando l’associazione tra l’attività fisica, fitness, e l’incidenza dell’ipertensione, in oltre 57.000 partecipanti al progetto, che è stato attivo dal 1991 al 2009, è stata verificata la connessione tra sport e ipertensione, in modo inversamente proporzionale.
Tra i pazienti erano coinvolti, ce n’erano sia alcuni con una storia clinica di ipertensione alle spalle, sia altri privi di problematiche legate all’alta pressione sanguigna.
La conclusione del progetto di ricerca, negli anni, ha evidenziato come l’aumento dell’attività di fitness sia associato ad una minore probabilità dell’insorgere di disturbi legati all’ipertensione.
Gli esercizi fisici, in particolare, aumentano la produzione di ossido nitrico sintasi endoteliale, un enzima che catalizza la formazione di monossido di azoto nel tessuto endoteliale, che regola numerosi fattori vascolari. Inoltre, diminuisce la rigidità aortica e aumenta la sensibilità insulinica in tutto il corpo.
Il campione preso in esame riguarda soggetti con un’età media di 53-56 anni, sia uomini che donne, che hanno dimostrato come dopo i 50 anni sia fondamentale combattere sintomi come la pressione alta attraverso l’attività fisica, coniugata ad un’alimentazione adeguata a mitigare l’aumento della pressione arteriosa.
A Bergamo un convegno su malattie cardiovascolari e pressione alta.
Un tema importante quello del rischio correlato alla ipertensione arteriosa, che sarà trattato anche qui in Italia il 24 gennaio, durante un convegno a Begamo a tema “La cardiologia e il territorio” che si terrà nel Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni. Il focus principale, verterà sulle malattie cardiovascolari come seconda causa di decesso nel mondo e, in particolare, sui livelli di pressione alta arteriosa, correlati al rischio di eventi cardiovascolari, cerebro-cardiovascolari (ictus) e metabolici.
Anche in questo caso si analizza la situazione attuale e l’attenzione alle statistiche: le strategie farmacologiche e le cure prescritte dai cardiologi e dagli specialisti del settore cardiovascolare, si devono affiancare ad un’adeguata modifica dello stile di vita.
Come si valuta l’ipertensione?
Prima di tutto è necessario valutare se, a livello ipertensivo, non si rientra nei normali valori suddetti, ovvero la pressione minima in genere è valutata sui 90 mm Hg e la pressione massima ai 140 mm Hg.
Superato il valore massimo, si può parlare di ipertensione.
La pressione alta di tipo essenziale, ovvero indipendente da altre patologie in atto, è la più diffusa tra i pazienti; mentre in alcuni casi, invece, deriva da patologie legate al cuore e al sistema cardiovascolare oppure ai reni.
L’ipertensione può dipendere anche da predisposizione genetica, una dieta scorretta carica di alcol, grassi, una vita sedentaria… insomma diversi fattori, a cui contribuisce anche l’età avanzata.
Rischi legati alla pressione alta.
Il rischio per i pazienti ipertesi, di eventi cardiovascolari come l’insorgere di coronaropatie, o eventi cerebro-vascolari come l’ictus, è altamente possibile e deve essere contrastato.
Per questo ridurre la pressione alta e conoscerne i sintomi e rischi è fondamentale per la prevenzione.
Nei paesi occidentali, dove il benessere alimentare e la scarsa attitudine all’attività fisica sono prevalenti, l’ipertensione è un problema che affigge almeno il 30% della popolazione adulta. Gli studi citati, svolti negli Stati Uniti, inoltre, hanno fatto focus su un problema che gli americani riscontrano in modo maggiore, data la poca sensibilità al tema dell’alimentazione e i frequenti casi di obesità.
Anche in Italia e nel continente europeo, in ogni caso, sono numerosi i casi nei quali l’ipertensione rappresenta un fattore di rischio per i disturbi cardiovascolari, decisamente importanti e con diversi rischi di patologie a carico del sistema cardiocircolatorio e possibili incidenti con sintomi di infarto.
Come abbassare la pressione alta?
Prima di tutto, valutata la situazione di ipertensione, è consigliabile effettuare una visita medica accurata per ricorrere alla terapia farmacologica e tenere sotto controllo medico il disturbo. In ogni caso, è comunque consigliato intervenire sullo stile di vita, con adeguati accorgimenti di prevenzione o cura.
L’aumento della pressione arteriosa sopra i valori normali può essere contrastato con diversi accorgimenti.
Dall’alimentazione iposodica e attenta alla minor presenza di grassi, all’attività fisica per la prevenzione dell’ipertensione.
Dieta
Ipocalorica e iposodica (povera di sale), la dieta ideale per chi soffre di ipertensione è data dal forte consumo di alimenti come frutta e verdura, pochi grassi e carboidrati, per non aumentare il rischio obesità, diabete o colesterolemia – con conseguente aumento della pressione.
Nella dieta quotidiana vanno tenuti in conto alimenti poveri di acidi grassi saturi e idrogenati, ricchi di potassio, magnesio, omega3.
Attività fisica
Sono consigliati, in particolare, gli sport con attività motoria continua (aerobici) e dispendio calorico notevole, come la corsa, l’aerobica o fitness, il nuoto.
Alcolici e Nicotina
Per abbassare la pressione, una delle prime misure da intraprendere è quella di eliminare dalla dieta il consumo di alcol e bevande stimolanti come il caffè. Inoltre, è salutare ridurre al minimo o smettere del tutto l’assunzione di nicotina attraverso il fumo di tabacco.
Stress
Un fattore che accresce l’ipertensione è dato dallo stress mentale oltre che fisico; per questo è fondamentale ridurre i fattori di agitazione, valutando anche con il proprio medico l’utilizzo di farmaci o rimedi naturali in grado di ridurre ansia e tachicardia, derivanti da disturbi relativi alla sfera psicologica.
Farmaci
Solo un medico specialista può decretare la migliore cura, dopo una visita accurata, che può essere una visita cardiologica o angiologica. Nel caso fossero inevitabili, vengono prescritti farmaci a base di diuretici, vasodilatatori, inibitori adrenergici, calcio antagonisti, e inibitori del sistema di renina e angiotensina.
Una scorretta cura farmacologica può provocare solo danni e, quindi, è consigliabile prenotare una visita cardiologica o angiologica presso professionisti accreditati della cardiologia e angiologia.
Diversi esami cardiaci e non solo, necessari alla diagnosi e valutazione di ipertensione e rischi cardiovascolari, sono effettuati all’interno delle visite specialistiche. Per fugare ogni dubbio e fornire una corretta terapia farmacologica.
Fonti
http://jaha.ahajournals.org/content/3/6/e001268.full – Journal of the American Heart Association (JAHA)