Categorie
Proctologia e Chirurgia proctologica

Le emorroidi: conosciamo meglio le cause e i sintomi

emorroidiLe emorroidi sono un fastidioso problema che, secondo recenti studi medici, colpisce circa il 40% della popolazione adulta dei paesi industrializzati e circa il 90% delle persone ne soffre almeno una volta nella vita.

In questo articolo cerchiamo di capire meglio cosa sono le emorroidi, quali sono le cause scatenanti, come prevenirle e le possibili cure per risolvere il problema.

Capisco che non è semplice parlare di emorroidi a causa della delicatezza dell’argomento e dei tabù psicologici che lo riguardano. Infatti molte persone che ne sono colpite si rivolgono ad un medico solo quando il dolore diventa insopportabile e l’operazione chirurgica è l’unico rimedio possibile. Ricordiamo che spesso la prevenzione è la migliore cura e, soprattutto quando si tratta della nostra salute, è meglio mettere da parte vergogna e paura.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono dei piccoli cuscinetti vascolari, ossia tessuti in cui sono presenti numerosi vasi sanguigni, posti nella parte finale del retto che hanno la funzione di mantenere la continenza e di aiutare il ricambio sanguigno. Generalmente la loro presenza non viene avvertita a parte quando si gonfiano provocando dolore.

A seconda di dove sono ubicate le emorroidi sono classificate come interne o esterne. Le emorroidi interne non sono visibili, si trovano sopra gli sfinteri anali che gestiscono l’apertura del retto ed in genere sono indolori, mentre le emorroidi esterne sono ubicate all’altezza degli sfinteri e sporgono verso l’esterno provocando fastidio.

Un’altra classificazione delle emorroidi è legata al grado di sviluppo della gravità della malattia:

  • emorroidi di primo grado: si tratta di emorroidi posizionate all’interno dell’ano. Sono in genere indolori e la persona colpita se ne accorge a causa di sporadici sanguinamenti;
  • emorroidi di secondo grado: si tratta di emorroidi interne che saltuariamente fuoriescono (in genere durante la defecazione) e rientrano spontaneamente causando dolore e fastidio;
  • emorroidi di terzo grado: si tratta di emorroidi che prolassano all’esterno in maniera definitiva e che possono essere reintrodotte all’interno manualmente dal paziente;
  • emorroidi di quarto grado: si tratta di emorroidi esterne che non si possono riportare all’interno e che necessitano un intervento medico.

Le cause delle emorroidi

Come per la maggior parte delle patologie la prevenzione è la migliore cura e quindi crediamo sia importante studiare bene le cause che provocano le emorroidi al fine di limitare la loro insorgenza.

Gli esperti che studiano il problema hanno evidenziato numerose cause che possono provocare le emorroidi:

  • disfunzioni intestinali: la stitichezza provoca uno sforzo prolungato durante la defecazione, mentre la diarrea cronica tende ad irritare la mucosa,
  • debolezza delle pareti della zona perianale,
  • gravidanza: durante la gravidanza la donna ha una maggior probabilità di soffrire di emorroidi a causa di variazioni ormonali che influiscono sul tessuto vascolare, dell’effetto fisico dovuto alla presenza del feto e all’aumento della pressione della parete interna addominale durante il parto,
  • alimentazione: le emorroidi possono essere causate da un’alimentazione non regolare, l’assunzione di sostanze alimentari irritanti (come cibi piccanti, spezie e cacao) e l’abuso di alcool e di cibi di non facile digestione (come gli insaccati) che provocano difficoltà della defecazione,
  • fumo,
  • predisposizioni genetiche,
  • stile di vita: la tipologia del lavoro che svolgiamo può essere causa delle emorroidi. Ad esempio un lavoro troppo sedentario oppure se siamo costretti a stare in piedi tutto il giorno o se dobbiamo spostare carichi pesanti,
  • sport: alcune attività sportive come l’equitazione, il motociclismo, il ciclismo o il sollevamento pesi possono sollecitare la parte terminale del retto.

I sintomi delle emorroidi

I sintomi delle emorroidiUna volta capito cosa sono le emorroidi e quali sono le possibili cause scatenanti è opportuno interessarsi ai sintomi specifici che provocano per sapere se ne siamo colpiti.

Un primo segnale che permette di individuare la presenza delle emorroidi è un dolore più o meno acuto quando si va di corpo oppure quando si sta seduti. Soprattutto negli stadi iniziali delle emorroidi interne il dolore potrebbe non essere presente (emorroidi cieche) ma si può notare un certo sanguinamento durante la defecazione.

Il dolore rettale accompagnato da prurito o fastidio che si aggrava con il tempo è invece il sintomo delle emorroidi esterne dove l’irritazione è dovuta al muco prodotto dalle emorroidi che irrita la pelle intorno alla zona anale.

Come curare le emorroidi

Come curare le emorroidiSe abbiamo i sintomi a cui abbiamo prima accennato è consigliabile consultare un chirurgo proctologo in modo da capire con precisione la natura del problema. L’esperto sarà in grado di consigliarci la giusta terapia per risolvere il fastidio causato delle emorroidi che sicuramente sarà più efficace dei rimedi casalinghi che spesso non hanno alcun effetto o rischiano di aggravare la situazione.

Ricordiamo di non farci nessun problema a parlarne con un medico perché un intervento precoce è in grado di risolvere velocemente il disturbo. Inoltre, anche nei casi più avanzati, non bisogna avere paura degli interventi in quando oggi la tecnica ha raggiunto una notevole maturità e non è più dolorosa come un tempo. Anche negli interventi più complicati la permanenza in ospedale non supera la giornata.

Quando il problema si trova in uno stadio iniziale spesso una dieta equilibrata associata ad una corretta pulizia intima e a cure locali può portare un giovamento immediato. Possono essere d’aiuto creme ed unguenti da applicare localmente che hanno lo scopo di ridurre il volume delle emorroidi e di dare un sollievo immediato.

Quando invece ci troviamo di fronte ad emorroidi ad uno stato avanzato è probabile che il medico ci consigli una serie di interventi a seconda della gravità della situazione. Ad esempio potrebbe consigliare interventi di laserterapia, di crioterapia, la legatura elastica, la rimozione chirurgica oppure altre soluzioni ancora.

Fonte: Società Italiana Unitaria Colonproctologia (http://www.siucp.org/)