Tra insufficienza renale e scompenso cardiaco.
Diversi studi hanno messo in luce recentemente, una correlazione tra la patologia dello scompenso cardiaco e l’insufficienza renale: la definizione è data come sindrome cardio-renale.
È stata definita come una sindrome in cui la terapia intensiva per alleviare i sintomi di congestione cardiaca è limitata dal declino della funzione renale. Così si è espresso alla NHLBI – lo statunitense National Heart, Lung, and Blood Institute – il gruppo di studio e lavoro sulle relazioni cardio-renali nelle patologie cardiovascolari e cardiache.
Si tratta di un disordine del cuore e dei reni in cui la disfunzione acuta o cronica di uno dei due organi “trascina” ad una disfunzione acuta o cronica dell’altro. Questo disordine cardio-renale viene classificato in differenti tipologie, per la gravità o la lievità dei sintomi e delle possibili conseguenze.
Sindrome cardio renale di tipo 1
La funzione cardiaca, peggiorando bruscamente conduce al danno renale acuto. Può avvenire ad esempio con uno shock cardiogenico o uno scompenso cardiaco congestizio acuto.
Sindrome cardio renale di tipo 2
La sindrome cardio-renale cronica è caratterizzata da anormalità nella funzione cardiaca e conduce progressivamente ad insufficienza renale cronica.
Sindrome cardio renale di tipo 3
Questa SCR (sindrome cardio-renale) è denominata anche sindrome renocardiaca acuta. È scatenata da un danno renale acuto come potrebbe essere una ischemia renale o una glomerulonefrite, che porta ad una disfunzione cardiaca come scompenso cardiaco o aritmia.
Sindrome cardio renale di tipo 4
In questo caso la sindrome cronica renocardiaca è abbinata ad una insufficienza renale cronica che porta o contribuisce ad un decremento della funzione del cuore (ipertrofia cardiaca oppure un rischio di eventi cardiovascolari).
Sindrome cardio renale di tipo 5
Viene definita sindrome cardio-renale secondaria, caratterizzata dalla presenza di disfunzione cardiaca e renale combinate, dovute a disordini come la sepsi e il lupus eritematoso sistemico.
Complicazioni tra reni e sistema cardiovascolare
La distinzione tra la SCR di tipo 2 e 4 è basata sul fatto che la malattia cronica e avanzata dei due meccanismi fisiopatologici può essere distinta, ma in realtà l’insufficienza renale cronica e lo scompenso cardiaco possono svilupparsi per un comune quadro clinico che comprende ipertensione e diabete.
Riguardo alle basi fisiopatologiche che portano allo scompenso cardiaco e che possono essere definite nella portata cardiaca, all’attivazione neuro-ormonale e alla congestione sistemica. L’attivazione neuro-ormonale comprende l’incremento di vasopressina, attivazione del RAAS (il sistema renina-angiotensina-aldosterone, un meccanismo ormonale che regola la pressione sanguigna e il tono della muscolatura arteriosa) e del sistema nervoso simpatico.
Queste situazioni possono portare ad una ridotta perfusione renale, oltre alla congestione polmonare. Per mantenere la perfusione, ovvero l’adeguato flusso sanguigno per tessuti e capillari, il rene trattiene acqua e sale,contribuendo ad incrementare la congestione venosa, già presente per motivi cardiaci.
Cuore, reni e pressione venosa renale
L’interazione cardio-renale nelle fasi di scompenso acuto cardiaco è un aggravante della situazione e, nonostante non siano ancora definite le modalità e le interazioni, molti pazienti sofferenti di insufficienza renale abbiano avuto un peggioramento brusco nella congestione sistemica o polmonare.
Nella congestione sistemica l‘aumento della pressione venosa renale, con la congestione del rene e la ridotta pressione di filtrazione possono portare a conseguenze molto serie, e quindi vanno valutate tutte le interazioni tra cuore e reni, anche a livello di terapie.
Sul trattamento con diuretici, spesso sospeso in caso di patologie cardiache, è necessario valutare quindi quale sia la terapia adatta, con un monitoraggio ecocardiografico e dell’attività renale costante.
La prevenzione è fondamentale per non arrivare a situazioni di crisi, per questo è importante per i pazienti che soffrono di patologie cardiovascolari o di insufficienza renale, controllare in modo “incrociato” costantemente i due organi.
Fonti
http://www.nephromeet.com