Tra le nuove terapie in grado di assicurare una vita più longeva e più sana, da oggi in poi dovremo considerarne una nuova che affonda le radici nella notte dei tempi: il buonumore e la risata. La risata fa buon sangue, cuor contento il ciel l’aiuta, erano già proverbi che i nostri nonni andavano recitando, avendoli ascoltati a loro volta dai loro avi: ebbene da oggi sembra che tutto ciò sia avvalorato anche dall’apporto scientifico dei ricercatori dell’Università del Maryland a Baltimora, che hanno presentato i risultati delle loro ricerche a Parigi, al congresso annuale dell’European Society of Cardiology.
Anche in Italia, Roberto Ferrari, che è presidente della Fondazione Anna Maria Sechi per il cuore, sta pensando a un progetto per la prevenzione cardiovascolare “Be happy, be healthy”, che tenga conto anche degli aspetti legati alla sfera emotiva delle persone. Oggi gli studiosi dedicano una grande attenzione al rapporto fra fattori psicologici e salute.
“La risata – spiega Ferrari – stimola il cervello a liberare endorfine le quali, a loro volta, agiscono sull’endotelio, il rivestimento dei vasi sanguigni, e favoriscono il rilascio di ossido nitrico: questa sostanza dilata le arterie, riduce l’infiammazione, impedisce al colesterolo di depositarsi sulla parete delle coronarie e previene la nascita di trombi. Le emozioni negative, come ostilità, rabbia, depressione e isolamento sociale, al contrario, sono cardiotossiche e possono interferire con la prognosi della. I pazienti, che hanno già avuto un infarto, sono particolarmente vulnerabili perché hanno rischiato di morire. Ecco perché una psicoterapia o una terapia comportamentale possono essere, a volte, utili per superare la negatività”. In definitiva, con questa ricerca, si è scoperto che il buonumore, al pari dell’esercizio fisico è una vera e propria medicina, con tanto di dosaggio raccomandato: almeno un quarto d’ora di sane risate al giorno permetterà alle nostre coronarie di rimanere integre.
Il problema è che mentre le medicine le acquisti in farmacia, ai giorni nostri, con crisi e manovre economiche varie, le risate e il buonumore sono diventate una vera e propria merce di contrabbando di difficile reperibilità.
Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della Sera, 28 agosto 2011