Tra le tante cure, e in particolari prevenzioni, che si possono adottare per il reflusso gastrico o gastroesofageo, durante un recente workshop internazionale di gastroenterologia è stata annunciata una novità a livello di medicina chirurgica.
Una cucitrice ad ultrasuoni, ovvero una cucitrice chirurgica che, lavorando parallelamente ad una videocamera miniaturizzata, potrebbe rendere possibile un intervento dal canale della bocca, per combattere questa patologia relativa alla gastroenterologia, così diffusa in Italia.
Gran parte della popolazione nazionale, infatti, ha sofferto almeno una volta di reflusso gastrico, i cui sintomi vanno dal bruciore di stomaco, dolore, nausea e rigurgito.
Finora per il reflusso gastrico la cura è data da medicinali specifici, che danno ottimi risultati se uniti con accortezze alimentari da tenere sempre presenti, per chi soffre di reflusso gastrico, magari unito con gastrite o altri disturbi gastrointestinali.
L’intervento per il reflusso gastrico si presenta come un intervento di gastroenterologia non invasivo, che consente di curare i sintomi del reflusso e diminuirli, nel tempo, per intensità.
Il reflusso gastroesofageo
I disturbi da reflusso gastroesofageo si manifestano di solito dopo 2 ore dal pasto, quando avvengono episodi di rigurgito acido e bruciore alla bocca dello stomaco, che possono portare anche a lesioni infiammatorie dell’esofago, dette esofagite, ulcere gastriche in alcuni casi.
La motivazione del reflusso è data dalla risalita dei succhi gastrici all’interno dell’esofago, una risalita anomala che va prevenuta con alimentazione corretta e adeguata. Diverse sono le conseguenze di questo disturbo e possono diventare malattie da reflusso gastrico (MRGE) come le trasformazioni della mucosa gastrica (malattia detta esofago di Barrett).
La gastroscopia è l’esame in grado di verificare la presenza di una patologia da reflusso gastrico ed è importante non trascurare i sintomi.
È anche vero che il disturbo coinvolge la sfera alimentare e, quindi, primaria, ma molti pazienti arrivano tardi a curare il reflusso gastroesofageo, modificando poco o in modo errato la propria alimentazione.
Cibi che aiutano contro il reflusso gastrico
Sono tutti quei cibi che non creano situazioni di bruciore e acidità nello stomaco, non apportano acqua o liquidi che possano favorire il reflusso e, nello stesso tempo, svolgono un’azione antinfiammatoria e non stimolano troppo la valvola esofagea.
Tra i diversi alimenti, sono consigliati:
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insalata – contiene fibre leggere, facilmente digeribili
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pappa d’avena
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banana
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melone
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finocchio – azione protettiva dello stomaco
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sedano
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carni bianche pollo e tacchino
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pesce
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condimenti con zenzero (antinfiammatorio).
In molti trovano efficace calmare i sintomi anche con l’aloe vera – si trova in confezioni specifiche dato che non è un alimento.
Cibi che favoriscono il reflusso gastrico
Assolutamente da evitare, gli alimenti contenenti liquidi che possono favorire la risalita dei succhi gastrici e il bruciore, come succhi di frutta, limone, pompelmo, mirtilli.
Banditi i pomodori, i cibi piccanti, tutti i fritti, il cioccolato, i biscotti al burro e cioccolato, gelati e liquori. I condimenti grassi vanno evitati, così come le carni rosse e i formaggi, spesso fonte di acidità gastrointestinale.
Tra le bevande, il vino e il caffè favoriscono il reflusso e l’acidità di stomaco, vanno quindi eliminati per il periodo di cura o prevenzione.
La cura chirurgica per il reflusso gastrico
Nel caso di sintomi gastrici seri, che non rispondono del tutto alle terapie farmacologiche, questa nuova cura con cucitrice chirurgica ad ultrasuoni, potrebbe essere indicata per una maggiore probabilità di guarigione.
Sembra che oltre il 70% di coloro che si sono sottoposti a questo intervento, abbia registrato miglioramenti tali da diminuire l’uso dei farmaci. Una notizia che fa ben sperare per i casi più complicati, dove anche l’alimentazione e la terapia farmacologica non danno i risultati sperati.
Lo stesso trattamento, inoltre, con cucitrice ad ultrasuoni, potrebbe essere utilizzato anche nella terapia chirurgica contro l’obesità, nella riduzione dello stomaco.
Una possibilità di intervenire, quindi, per varie patologie legate al tratto gastroesofageo.
Fonti