La clamidia è una malattia venerea tra le più diffuse al mondo (ogni anno si presentano circa 90 milioni di nuovi casi) in quanto altamente contagiosa e spesso asintomatica. La persona colpita, quindi, non si rende conto di avere l’infezione e la trasmette senza volerlo al proprio partner sessuale.
È fondamentale prestare attenzione al più lieve sintomo in quanto le complicanze della clamidia possono essere molto importanti sia per l’uomo che per la donna.
Le cause della clamidia
La clamidia è causata da un batterio, il Chlamydia trachomatis, che si trasmette principalmente attraverso il contatto delle mucose (genitali, orali e anali). Ci sono anche due tipologie diverse dello stesso batterio che possono causare la patologia:
- la Chlamydia pneumoniae, che si trasmette attraverso i colpi di tosse e gli starnuti,
- la Chlamydia psittaci, che si trasmette dagli uccelli agli esseri umani.
Il contagio avviene soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti di ogni tipo in cui le secrezioni della persona infetta vengono in contatto con le mucose della persona sana e le probabilità di contagio sono di circa il 20% (valore molto elevato che rende il contagio molto veloce). La trasmissione del virus può avvenire anche attraverso lo scambio di sex toys
Un altro tipo di trasmissione è quella che può avvenire da una madre infetta al proprio figlio durante il parto. In questo caso ci si rende conto che il neonato ha contratto l’infezione per l’infiammazione agli occhi e all’apparato respiratorio.
I sintomi della clamidia
La clamidia, per la maggior parte dei casi, è asintomatica e la persona colpita non si rende conto di essere infetta. Recenti studi hanno stimato che il 70% delle donne e il 50% degli uomini sono portatori sani del virus. Questo è uno dei motivi principali per cui è una delle malattie veneree più diffuse al mondo soprattutto tra le donne.
Quando presenti i sintomi della clamidia si manifestano dopo 3 settimane dal contagio e nelle donne possono essere variabili a seconda della sede dell’infezione:
- perdite di liquido vaginale,
- sensazione di prurito e irritazione,
- dolori addominali nella parte bassa del ventre o alla schiena,
- febbre e nausea,
- rapporti sessuali dolorosi,
- perdite di sangue al di fuori del periodo mestruale,
- dolori anali,
- disturbi urinari,
- perdite di liquido anomalo dal retto,
- infezioni alla gola.
Negli uomini i sintomi della clamidia possono essere:
- dolore e gonfiore ai testicoli,
- febbre,
- arrossamento del glande,
- sensazione di prurito nella zona genitale,
- perdite di liquido dal pene,
- bruciori durante la minzione,
- dolori anali,
- perdite di liquido anomalo dal retto,
- infezioni alla gola.
Le complicazioni della clamidia
Se non opportunamente e tempestivamente trattata, la clamidia può portare a complicazioni anche gravi.
In particolare le donne hanno un’alta probabilità di sviluppare la malattia infiammatoria pelvica che, andando a infettare l’utero nel suo insieme, può portare a dolore cronico, danni permanenti all’apparato riproduttivo, sterilità e un aumento della probabilità di gravidanze extrauterine.
Nell’uomo le complicanze della clamidia sono più rare ma se l’infiammazione arriva ai testicoli ne può causare l’infiammazione e, solo in rari casi, può portare all’infertilità. Inoltre esiste un legame tra la patologia e la prostatite.
È stato dimostrato, inoltre, che gli individui infetti da clamidia hanno una maggior probabilità di contrarre il virus dell’HIV.
Una conseguenza della clamidia potrebbe essere la congiuntivite quando il virus viene trasportato dai genitali agli occhi magari perché non ci si è lavati bene le mani dopo aver urinato.
In alcuni casi la clamidia può portare alla Sindrome di Reiter che si manifesta con disturbi genitali, febbre, uretrite, infiammazione alle articolazioni, artrite e congiuntivite.
Come diagnosticare la clamidia
La clamidia viene diagnosticata attraverso esami di laboratorio prelevando un campione di tessuti o liquidi infetti oppure attraverso l’esame delle urine. Lo scopo è quello di individuare la presenza del batterio responsabile della patologia.
Nel caso in cui l’esito dell’esame è positivo è opportuno tenere sotto controllo anche il proprio partner e le persone con cui si sono avuti rapporti sessuali negli ultimi mesi.
Cura e prevenzione
La miglior cura per la clamidia è la prevenzione. Quindi è opportuno prestare attenzione ai rapporti sessuali occasionali e pretendere di farli sempre con la protezione del profilattico. Ricordiamo che ogni genere di rapporto sessuale è a rischio e l’infezione si può trasmettere anche con i rapporti orali.
I centri di ricerca raccomandano un controllo annuale preventivo a tutte le donne sessualmente attive, o che hanno diversi partner sessuali, e alle donne in stato di gravidanza anche se non manifestano nessun sintomo. Ricordiamo infatti che la malattia è spesso asintomatica. Ultimamente sono in aumento anche gli uomini che si sottopongono al test per un controllo.
Ancora non esiste un vaccino per curare la clamidia e chi viene colpito viene trattato con un ciclo di antibiotici che dura circa 20 giorni. Lo stesso trattamento deve essere seguito dal proprio partner ed è consigliabile evitare rapporti sessuali finché il virus non è stato debellato (è una cura che va fatta in coppia).
Una volta che si è guariti non si diventa immuni alla clamidia, sono possibili nuove ricadute (in cui i sintomi aumentano di intensità e pericolosità) e il rischio di infettarsi di nuovo se si viene in contatto con soggetti malati è sempre molto alto.