Quando si aspetta un bambino, si assiste quotidianamente a piccolissimi cambiamenti, ogni mese a modificazioni più evidenti ed infine si raggiunge il termine e si diventa perfettamente consapevoli che manca poco tempo per diventare madri. Durante la gestazione e talvolta anche dopo il parto può comparire qualche brufolo o qualche macchia sulla pelle, ma di solito non è il caso di preoccuparsi.
Si pensa che 1 donna su 2 può avere la comparsa dell’acne, ma raramente assume un livello grave.
Quali possono essere le cause dell’acne?
In generale, sia nell’uomo che nella donna può svilupparsi l’acne che può essere scatenata da fattori diversi talvolta tra uomo e donna:
- alterazione nella ricezione e produzione ormonale,
- problemi di natura genetica comuni a uomo e donna,
- atteggiamenti per la risoluzione “far da sé” (creme non idonee, saponi irritanti ed altre sostanze),
- scorretta alimentazione,
- esposizione ai raggi UV (lampade) senza protezioni adeguate,
- stress.
In gravidanza, la situazione non è poi così diversa tanto che i motivi dell’insorgenza sono del tutto simili. Ma è sempre meglio analizzarli con attenzione, per evitare che i comportamenti istintivi o scorretti possano eventualmente influire negativamente sul feto e sul neonato.
E’ risaputo che una delle cause principali della comparsa di foruncoli è l’aumento della produzione ormonale, che a sua volta produce una sorta di olio naturale.
Si può altresì dire che pur non essendo facile prevenire e prevedere chi potrà vedere questo inestetismo, tuttavia le probabilità aumentano, nel caso in cui durante lo sviluppo ovvero con la comparsa del ciclo mestruale appaiono alcuni brufoli.
Se l’acne non si presenta nei primi tre mesi, è poco probabile possa svilupparsi nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Come affrontare l’acne in gravidanza?
Dal momento che l’uso di creme contenenti comedoni o altri ingredienti potrebbe portare conseguenze sul feto o alla nascita, è preferibile seguire i consigli degli specialisti, cioè dei ginecologi o anche dei dermatologi.
Generalmente dovrebbero essere banditi trattamenti con prodotti chimici, mentre sono da preferire l’uso di sostanze naturali.
Va usata cautela nella scelta, poiché diversamente dagli effetti benefici che si hanno assumendo isotretinoina per curare l’acne negli adolescenti o nell’uomo, non li si ottiene. Va sottolineato che in gravidanza, è sconsigliata l’isotretinoina in quanto ad alto rischio di complicanze fetali; così come va evitata durante l’allattamento.
Bisogna anche dire che esistono farmaci contenenti sostanze, i cui effetti sulle donne in gravidanza, non sono stati accertati; ad esempio le terapie non orali e dunque creme o pomate a base di eritromicina o altre composizioni chimiche che si assorbono, ma solo nel 5%. Questa bassissima percentuale non dovrebbe incidere sul feto o sul neonato, ma l’uso comporta monitoraggi e controlli più ravvicinati dal ginecologo per essere più tranquilli.
In linea di massima è preferibile avere cura della propria pelle durante la gravidanza senza ricorrere a farmaci o parafarmaci, ma aspettare di aver partorito e che la pelle torni come prima.
Quali suggerimenti possono essere dati in sostituzione di terapie farmacologiche?
La cosa più importante è seguire alcune norme di igiene che prevedono:
- lavarsi viso o collo mediamente due volte al giorno e tutte le volte che sia sudato;
- scegliere saponi a Ph neutro senza olio, senza alcool e non abrasivi;
- cambiare sempre l’asciugamano usato per il viso e preferire tessuti naturali come il cotone;
- dopo aver lavato e asciugato bene la pelle, passare una crema idratante senza profumi e neutra;
- evitare latte detergente poiché potrebbe stimolare le ghiandole che producono sebo;
- usare di frequente lo shampoo per evitare che il sebo e il sudore dei capelli abbia effetto sulla pelle;
- cambiare la federa del cuscino del letto abbastanza spesso;
- fare attenzione ad usare le mani dopo aver lavato il viso;
- se usi il cellulare è raccomandabile servirsi dell’auricolare.
E’ facilmente intuibile che questi suggerimenti non sono cure o terapie risolutive, ma da applicare al fine di avere meno segni dopo il parto quando si ripristinerà la produzione ormonale e quando si potrà intervenire su eventuali disfunzioni o patologie che causano appunto l’acne.
L’acne è un problema piuttosto frequente sia tra gli uomini che tra le donne. Nelle donne che manifestano brufoli o vescicoline durante la pubertà, l’acne potrebbe ripresentarsi durante i primi tre mesi di gestazione e perdurare fino al parto e il puerperio con una tendenza graduale a scomparire.
Se si notano soprattutto sul viso e talvolta anche sul collo questi inestetismi in età puberale, bisognerebbe rivolgersi allo specialista per indagare le cause principali che l’hanno determinato come per esempio, se vi sono disfunzioni ormonali, patologie genetiche, se si è soliti avere una scorretta alimentazione, o infine se si è sottoposti a stress.
Dal momento che nelle donne, le terapie prescrivibili non sono le stesse usate per la cura dell’acne dell’uomo, andrebbe valutato quanto prima ciò che è meglio fare.
Se i problemi non sono di tipo ginecologico (o meglio, escluse eventuali problemi nelle ovaie principalmente), si potrebbe consultare un dermatologo per avere consigli su come difendersi e su come mantenere o riottenere una pelle sana.
Il nostro consiglio è quello di non trovare automedicazioni e di non assumere farmaci e parafarmaci senza aver sentito il parere del medico.
La pazienza è spesso la migliore terapia…. !
Fonte:
www.acne in gravidanza: qualche consiglio su come affrontarla