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Dermatologia e Venereologia

Clamidia in gravidanza: come trattarla

La Clamidia è una della malattie a trasmissione sessuale più diffuse e può portare seri problemi alle donne in gravidanza. In particolare può rendere complicato il parto, far sentire i suoi effetti sul feto e trasmettere infezioni al bambino.

Considerata la gravità dei problemi legati alla Clamidia durante la gravidanza gli esperti consigliano di effettuare una diagnosi accurata e, in caso di esito positivo del test, sottoporsi a una cura adeguata a base di antibiotici.

Le complicazioni della Clamidia per la gravidanza

Clamidia in gravidanza: come trattarlaL’infezione è pericolosa per le donne che aspettano un bambino in quanto tende a risalire le vie genitali, provocare un’infiammazione pelvica danneggiando i tessuti che incontra e infettando il feto. Durante l’infezione l’organismo risponde agli attacchi del virus attraverso dei processi cicatrizzanti dei tessuti che possono ostruire i canali e rendere difficoltosa la corretta crescita del feto.

La Clamidia può implicare, quindi,  importanti complicazioni alle donne in stato interessante e al bambino che deve nascere:

  • ritardo di crescita uterina,
  • parto pretermine,
  • rottura prematura delle membrane,
  • endometrite postpartum (infezione dell’endometrio che provoca febbre),
  • basso peso del neonato alla nascita,
  • morte prenatale,
  • infettare apparato respiratorio e occhi, causando polmonite interstiziale o congiuntivite nel neonato.

Come diagnosticare e trattare la Clamidia in gravidanza

Come diagnosticare e trattare la Clamidia in gravidanzaLa Clamidia è una malattia venerea spesso asintomatica, le persone colpite non si rendono conto di esserne affette e per questo motivo è una delle malattie a trasmissione sessuale più diffusa al mondo. Quindi l’unico modo per essere sicuri di essere sani, ed evitare pericolose complicanze, è effettuare determinati test diagnostici.

Anche se non è tra gli esami raccomandati dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, gli esperti consigliano a tutte le donne di effettuare il test il più precocemente possibile per evitare che faccia danni. Infatti eseguito nel primo trimestre di gravidanza potrebbe ridurre le complicazioni come il paro prematuro, mentre effettuato nel terzo trimestre potrebbe prevenire la trasmissione del virus al neonato.

La diagnosi viene effettuata tramite tampone. Generalmente non si utilizza il tampone vaginale standard ma viene usato un tampone endocervicale in quanto il batterio che ha provocato la malattia deve essere ricercato nel collo uterino. La diagnosi può essere effettuata anche attraverso specifici esami del sangue o delle urine.

Il trattamento più efficace per combattere la Clamidia in gravidanza è attraverso l’uso di una cura a base di antibiotici mirati e sicuri in quanto non devono danneggiare il delicato feto. La terapia dovrà essere estesa anche al partner, probabilmente anche lui infetto, in modo che l’infezione non venga di nuovo trasmessa alla donna alla fine del trattamento terapeutico. Inoltre si consiglia di utilizzare il profilattico in tutti i rapporti sessuali fino al parto e finché il virus non sia debellato.

I sintomi più evidenti della Clamidia

Anche se la Clamidia è spesso asintomatica può, in alcuni casi, avere alcuni segnali di riconoscimento sia nell’uomo e sia nella donna:

  • perdite di liquido vaginale e dal pene,
  • sensazione di prurito e irritazione nella zona genitale,
  • dolori addominali nella parte bassa del ventre o alla schiena,
  • bruciori durante la minzione,
  • dolore e gonfiore ai testicoli,
  • arrossamento del glande,
  • febbre e nausea,
  • rapporti sessuali dolorosi,
  • perdite di sangue al di fuori del periodo mestruale,
  • dolori anali,
  • disturbi urinari,
  • perdite di liquido anomalo dal retto,
  • infezioni alla gola.