Da quando siamo bambini sentiamo i nostri genitori e i nostri nonni dire di bere il latte, di mangiare il formaggio e di prendere un po’ di sole. Ebbene, avevano ed hanno ragione ancora oggi, la vitamina D ed il calcio non dovrebbero mai mancare in una sana alimentazione.
Grazie agli ultimi studi si è potuto concludere come la vitamina D possa essere un “toccasano” non solo per l’osteoporosi ma anche per l’ipertensione, le forme neoplastiche ed infine nelle malattie autoimmuni. Ma perché?
Vitamina D: a cosa serve
Come tutti sappiamo la vitamina D serve a rinforzare le ossa del nostro scheletro, ma ha anche un’influenza sulla nostra circolazione e sulla nostra fertilità. Un’esposizione prolungata al sole favorisce infatti gli effetti benefici della vitamina D sulla sessualità.
E’ stato condotto un esperimento su alcuni ovini scozzesi che vivono allo stato brado e i risultati ematici hanno portato a concludere che tra l’estate e la primavera c’erano state diverse gravidanze ed erano nati moltissimi agnellini.
Se la vitamina D ha un effetto così immediato e soddisfacente negli ovini, perché non ripetere il test sull’uomo?
In realtà, sull’uomo è un po’ più complesso, perché l’alimentazione è diversificata, il sole viene preso ed assorbito in modo diverso ed infine non riuscirebbero a ottimizzare l’effetto del sole come le capre e le pecore che vivono su un’isola interamente all’aperto.
Tuttavia la somministrazione di tale vitamina e il controllo della stessa attraverso prelievi ematici é importante per curare problemi di infertilità o di completa sterilità anche nell’uomo e nella donna.
Vitamina D: perché va controllata
Se una coppia vuole avere dei figli, ma non riesce ad essere fortunata, si reca generalmente a fare delle normali analisi includendo la quantità di vitamine nel sangue.
E’ stato dimostrato che la carenza totale o la grave insufficienza comportano problemi legati alla fertilità o per lo meno, non sarà un caso se chi soffre di sterilità presenta una scarsa quantità di vitamina D.
Questa è indicata però anche per combattere altre patologie e va presa sia in prevenzione che in cura. Le donne in particolare che soffrono di ovaio policistico presentano una deficienza nella quantità di tale vitamina.
Se si assume la giusta quantità di vitamina D si riduce l’insulino-resistenza e si migliorano i problemi di infertilità poiché la D influisce sulla produzione ormonale come soprattutto sull’ anti-Mullerian Hormone: AMH ed inoltre influisce positivamente sulla produzione di steroidi degli ormoni sessuali quali l’estradiolo e il progesterone.
Alle donne permette di conservare una piccola riserva di cellule ovariche (ovuli) e a garantire una migliore facoltà riproduttiva.
Vitamina D: per quali patologie si utilizza?
E’ consigliabile assumere vitamina D per prevenire la formazione di miomi o di patologie endometriali, inclusa l’endometriosi. Nelle donne la vitamina D solitamente è indicata per risistemare i problemi nella ciclicità delle mestruazioni o le patologie causate da problemi di metabolismo.
Anche nell’uomo ha la sua funzione, poiché si può affermare che influisce sulla produzione, sullo sviluppo e sull’efficacia degli spermatozoi; inoltre nell’uomo riduce il rischio di osteoporosi sviluppando una quantità maggiore di testosterone.
Relativamente a problemi di fecondazione assistita, sembra che la vitamina D dia una risposta positiva dando risultati soddisfacenti, in quanto il tessuto dove viene impiantato l’embrione è rinforzato e può lavorare meglio. E’ il caso ora di indicare altre patologie curabili attraverso l’assunzione di questa vitamina.
Vi sono poi altre patologie che possono colpire sia l’uomo che la donna come quelle di tipo ereditario (ipofosfotemia = insufficiente quantità di fosfato nel sangue), iperparatiroidismo che colpisce l’ormone paratiroideo e può portare a ipocalcemia (bassa quantità di calcio nel sangue), rachitismo (spesso causato da una lieve o troppo moderata esposizione al sole), la psoriasi, debolezza muscolare, osteoporosi, diabete, ipertensione, sclerosi multipla, forme depressive spesso invernali per la mancanza di sole o di luce. Ed ancora possono essere menzionati le verruche senili, problemi dentali, e aumento di peso postmenopausale.
Vitamina D: effetti collaterali e controindicazioni
In generale, non sono stati riportati effetti collaterali di alcun genere. Tuttavia, l’eccesso o il cattivo uso potrebbe portare a sonnolenza di giorno, a conseguenze dovute ad:
- ipercalcemia come per esempio (debolezza ossea),
- malattie renali,
- vomito,
- anoressia,
- episodi di poliuria (eccessivo bisogno della minzione),
- cefalea,
- possibili calcoli renali.
Tutto viene a risolversi con la corretta assunzione, nel senso che se preso secondo prescrizione e in condizioni generali buone, il calcio o la vitamina D non hanno controindicazioni.
Sarà lo specialista prima di prescrivere le dosi a verificare il vostro stato di salute o la presenza di qualche malattia genetica o autoimmune.
Più importante dovrebbe essere considerare le interazioni fra farmaci per evitare di ridurre gli effetti benefici.
Come sempre è giusto ascoltare o aver ascoltato i consigli di genitori e nonni, perché le nostra ossa andrebbero protette così come il nostro scheletro va salvaguardato.
La vitamina D e il calcio andrebbero però accompagnate da una giusta esposizione al sole per far sì che vengano ottimizzati gli effetti benefici.
Una particolare attenzione va fatta se la si assume in gravidanza, durante l’allattamento e in crescita poiché le dosi cambiano. E’ opportuno controllare il livello di calcio soprattutto a partire dalla menopausa e durante la post-menopausa poiché le ossa possono facilmente andare incontro ad osteoporosi.
Non si sono riscontarti particolari effetti collaterali, ma va osservata cautela se si prendono anche altri farmaci o si soffre di particolari patologie; può essere assunto in modo preventivo oltre che curativo, ma attenzione al sovradosaggio!
Fonte:
The role of vitamin D in impaired fertility treatment; Neuro Endocrinology Letters, 2013 Dec 16;34(8):756-762.