Le vene varicose sono delle dilatazioni e delle tortuosità che interessano le vene, in particolare nelle gambe. Si tratta di una patologia molto diffusa nel mondo occidentale che colpisce soprattutto le donne.
Generalmente le vene varicose non producono effetti secondari importanti ma è sempre utile effettuare una visita medica specialistica per scongiurare la presenza di patologie più serie.
I sintomi delle vene varicose
I sintomi principali delle vene varicose sono ben visibili e si presentano come una dilatazione abnormale di una vena a cui si associa una modifica permanente delle sue pareti che appaiono tortuose e gonfie. Il colore delle vene interessate dal problema è generalmente viola o blu e le vene sono sporgenti e superficiali.
Tra i sintomi secondari associati alle vene varicose abbiamo:
- gonfiore alle caviglie e ai piedi,
- dolore alle gambe che risultano pesanti,
- crampi ai polpacci,
- prurito alle gambe.
Questa malattia interessa una vasta fascia della popolazione, soprattutto nei paesi industrializzati in cui ne sono colpite quasi il 35% delle persone. In Africa e nei paesi orientali le vene varicose hanno un’incidenza 10 volte inferiore ma ancora non sono conosciuti i motivi di questa differenza.
Le zone del corpo più colpite sono le gambe, la parte posteriore dei polpacci e la parte interna delle cosce. Quando si formano nella zone anale vengono chiamate emorroidi.
Recenti studi hanno evidenziato che tra il 50% e il 55% delle donne e tra il 40% ed il 45% degli uomini soffrono di problemi venosi: le varici colpiscono quindi una persona su due a partire dai 50 anni di età.
Le cause delle vene varicose
Diverse sono le cause che possono provocare le vene varicose e quando si presentano in contemporanea possono aumentare le probabilità di contrarre la patologia:
- obesità,
- stitichezza,
- difficoltà della circolazione,
- postura: stare in posizione eretta per lungo tempo, magari a causa dell’attività lavorativa, comporta un notevole aumento della pressione sanguigna delle gambe,
- cause genetiche che provocano alterazioni delle vene e delle valvole venose,
- età: le vene varicose compaiono in genere dopo i cinquanta anni di età,
- sesso: le donne hanno una maggiore probabilità di incidenza, soprattutto a causa della gravidanza che aumenta la quantità del sangue nell’organismo e della pressione venosa degli arti inferiori. Anche un alto livello di estrogeni delle donne possono causare una maggiore debolezza della muscolatura delle pareti delle vene,
- cambiamenti ormonali: in genere del tutto normali durante la crescita, la gravidanza o la menopausa oppure causati dall’assunzione di particolari farmaci o pillole anticoncezionali,
- cattiva esposizione al sole.
Diversi laboratori di ricerca stanno effettuando studi sulle reali cause delle vene varicose. Attualmente i due filoni principali riguardano una alterazione degenerativa delle valvole delle vene oppure della struttura delle pareti venose che risultano meno elastiche rispetto al normale.
In particolare nelle vene sono presenti delle valvole che impediscono al sangue di fluire nella direzione opposta del normale flusso. Quando queste valvole non funzionano correttamente, il sangue si accumula e tende a dilatare le vene che diventano varicose.
Le complicazioni delle vene varicose
Se le vene varicose non sono tenute sotto controllo e curate nel modo corretto possono dare origine a varie complicazioni:
- insufficienza venosa: si possono formare coaguli di sangue che, se arrivano ai polmoni, possono essere molto pericolosi. Se il coagulo è presente in una vena vicina alla superficie si parla di tromboflebite superficiale,
- infezioni della pelle nella zona dove sono presenti le vene varicose,
- eritemi, dermatiti ed arrossamenti cutanei.
Come curare le vene varicose
Se sono presenti i sintomi sopra descritti è consigliabile rivolgersi ad un medico per una visita di controllo in quanto, anche se le vene varicose agli stadi iniziali non sono una patologia pericolosa, possono essere causate da disturbi più seri.
La prima parte dell’esame sarà visivo ed il medico analizzerà i sintomi più evidenti. In seguito verranno eseguiti esami più approfonditi per determinare l’entità della situazione ed escludere la presenza di altre patologie.
Tra i test più utilizzati abbiamo:
- doppler ad ultrasuoni: esame utile per analizzare il flusso di sangue nelle vene e determinare la presenza di coaguli pericolosi,
- angiogramma: viene inserito del colorante nelle vene per avere una mappa del flusso del sangue nelle vene.
Una volta determinato lo stato della patologia, il medico consiglierà la cura più indicata per risolvere le vene varicose:
- scleroterapia: viene iniettato nella vena una sostanza che causa la chiusura della vena stessa fino ad arrestare il flusso del sangue. Dopo qualche settimana la vena si trasforma in tessuto cicatrizzante e sparisce,
- chirurgia laser: attraverso l’utilizzo di raggi laser, il tessuto venoso viene indebolito fino a scomparire,
- radiofrequenza: in genere utilizzata per le vene situate in profondità. Viene inserito un piccolo tubo nella vena che emette una radiofrequenza che ha la capacità di chiudere la vena.
In caso di vene molto grandi sono utilizzate varie tipologie di operazioni chirurgiche:
- legatura chirurgica e stripping: le vene interessate vengono occluse e rimosse completamente. Questo intervento non pregiudica la circolazione in quanto non vengono toccate le vene più importanti e fondamentali per il flusso sanguigno.
- flebectomia: con questo trattamento viene estratta la vena dopo che è stata tagliata agli estremi,
- chirurgia vascolare endoscopica: tramite l’uso di una telecamera viene visualizzata la vena dall’interno. Quindi si taglia la vena stessa alle estremità per estrarla completamente.
Fonte: www.emedicinehealth.com