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Dermatologia e Venereologia

Crioterapia: gli utilizzi della tecnica del freddo

crioterapiaLa crioterapia è una tecnica con origini molto antiche che sfrutta le basse temperature di gas come l’azoto liquido per curare alcune patologie. Viene applicata in molti campi della medicina come in dermatologia, in medicina estetica, in riabilitazione e cardiochirurgia.

La parola “crioterapia deriva dal greco antico e significa “cura del freddo”, è una pratica che veniva largamente utilizzata in passato per curare alcuni malesseri come contusioni e febbre, oggi aiuta a guarire anche molti disturbi della pelle come verruche, neoplasie e angiomi. Questa procedura comporta poche controindicazioni ma deve essere eseguita da mani esperte per evitare alcuni possibili effetti collaterali.

crioterapia in cosa consisteCrioterapia: in cosa consiste

La crioterapia è una pratica che sfrutta i benefici del congelamento rapido. Esistono varie metodiche di applicazione come la borsa del ghiaccio, bombolette spray contenete in genere fluorometano (di solito utilizzate nei campi sportivi), “cold gel pack” sacchetti in polivinile che contengono una sostanza gelatinosa che rimane ad una bassa temperatura per lungo tempo, immersioni in vasche di acqua e ghiaccio, utilizzo di gas come l’azoto liquido che porta ad una diminuzione della temperatura di 50°C sotto zero fino a raggiungere -196°C.

La crioterapia agisce su quattro differenti livelli:

  1. livello locale: determina una costrizione dei vasi ematici superficiali che provoca una vasocostrizione fino a quando arriva ad una temperatura di 15°C, successivamente si ha l’effetto contrario ossia una vasodilatazione, che il nostro corpo attiva automaticamente per evitare il blocco della circolazione sanguigna.
  2. Livello nervoso: provoca una riduzione della velocità di trasmissione dei segnali.
  3. Livello muscolare: rilassa i muscoli, se il freddo viene applicato per poco tempo si determina un aumento di tono, altrimenti una diminuzione.
  4. Livello metabolico: determina un rallentamento del metabolismo tissutale.

La crioterapia nel campo della riabilitazione agisce come un’anestesia temporanea della zona trattata (muscolo, tendine e tessuto), la diminuzione della temperatura ha un doppio effetto che influisce sulla percezione del dolore, sia analgesico sia antiedemigeno, quest’ultimo dovuto alla vasocostrizione indotta. A seconda del tempo di applicazione il freddo può arrivare anche fino a 4 cm in profondità all’interno del muscolo, che essendo pieno d’acqua raggiunge velocemente basse temperature.

Viene spesso utilizzata per trattare traumi dovuti ad attività sportiva.

È una tecnica che può essere anche applicata a livello generale, in questo caso si parla di crioterapia generalizzata che dal Giappone si è diffusa in Europa intorno la fine degli anni ’80. Applicata soprattutto nel campo della reumatologia, e per patologie come bronchite spastica, psoriasi, asma bronchiale, cefalee, stress e insonnia, consiste nell’entrata del paziente nelle stanze del freddo che da -15°C arrivano ad una diminuzione della temperatura del paziente fino a -110°C. Questo percorso che dura pochi minuti viene poi effettuato a ritroso per far riscendere lentamente la temperatura del corpo. Naturalmente è una procedura che viene effettuata sotto stretto controllo medico, e che non può essere utilizzata per soggetti ipertesi, cardiopatici e donne in stato di gravidanza. Le persone colpite ad esempio da forti stati infiammatori trovano miglioramento sia subito dopo il trattamento sia anche nelle settimane successive. Ad oggi esistono cliniche specializzate soprattutto in Austria, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Russia e Finlandia.

crioterapia dermatologicaCrioterapia dermatologica: cosa cura

La crioterapia oggi è largamente utilizzata nel campo dermatologico per curare alcuni inestetismi e disturbi della pelle come:

  • verruche,
  • lentiggini,
  • condilomi,
  • molluschi contagiosi,
  • lesioni benigne,
  • angiomi,
  • lesioni tumorali precancerose,
  • lesioni tumorali.

Nel campo della dermatologia questa tecnica viene utilizzata a livello locale applicando il freddo direttamente sulla zona da trattare. In genere il gas più utilizzato è l’azoto liquido, gas inodore, incolore e innocuo che viene messo sulla pelle tramite un batuffolo di cotone applicato ad un bastoncino, a seconda della tipologia della lesione (estensione, profondità..) il tempo della durata dell’applicazione può variare da pochi secondi a pochi minuti.

L’applicazione dell’azoto liquido provoca la distruzione delle lezioni conservando le cellule cutanee sane.

Se la lesione è molto profonda il medico può valutare di addormentare la zona con un’anestesia locale, ma in genere non viene utilizzato alcun tipo di anestetico perché il tipo di dolore che il paziente potrebbe avvertire viene generalmente ben tollerato.

Si può provare inizialmente una sensazione di bruciore che lentamente si va attenuando perché il freddo ha un’azione anestetizzante (il freddo provoca un incremento della soglia del dolore).

Se la lesione è molto profonda, il medico potrebbe ritenere necessario ripetere questa procedura dopo due o tre settimane anche per ulteriori due o tre volte, fino a quando non si sono ottenuti i risultati desiderati.

Il medico potrebbe poi applicare localmente una crema cortisonica subito dopo il trattamento, la zona trattata diventa bianca e dopo poco tempo si arrossa.

Nei giorni successivi si potrebbe creare una bolla con del liquido sieroso o del sangue che si trasformerà dopo poco tempo in crosta. Potrebbe poi rimanere una cicatrice piatta e chiara nel punto in  cui era presente la lesione.

Perché la crioterapia è una tecnica che viene molto utilizzata in dermatologia?

Per la sua efficacia, perché si può ripetere dopo poco tempo, perché è una tecnica eseguibile con facilità,e in genere con poche complicanze.

Crioterapia: controindicazioni

La crioterapia in genere è una tecnica ben tollerata ma nei casi in cui il paziente presenta alcune situazioni particolari come ad esempio ipersensibilità al freddo, ferite e vesciche cutanee, disturbi alla circolazione arteriosa, acrocianosi e fenomeno di Raynaud, disturbi sensitivi, il medico potrebbe consigliare l’utilizzo di metodologie alternative. Inoltre è una tecnica non applicabile quando risulta necessario un esame istologico della lesione per analizzarne la sua natura.

Fonte:

http://www.centrostudigised.it