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Dermatologia e Venereologia

Come evitare che un neo comune diventi un melanoma

I nei normali sono delle comuni piccole macchie di color marrone o escrescenze cutanee, che compaiono nelle prime decadi di vita in quasi tutte le persone. Possono essere sia piatti che rilevati e sono di solito tondeggianti e di forma regolare; molti sono causati dall’esposizione al sole.

Il melanoma, una delle forme più serie di cancro della pelle, appare più spesso come una macchia o una escrescenza asimmetrica, dai bordi irregolari, di colore marrone bruno o variegato, che continua ad aumentare di dimensioni nel tempo. Può iniziare come una macchia piana e diventare più elevata. In rari casi può non essere pigmentata.

Raggi solari e melanoma

Diversi studi scientifici moderni confermano che vi è una associazione positiva tra esposizione ai raggi solari e rischio di melanoma e che il rischio è maggiore se le scottature sono avvenute durante l’infanzia. Inoltre il rischio aumenta con il numero di scottature avvenute nel corso della vita.

I raggi UV riescono a penetrare nella cute e raggiungere il derma e possono arrivare a danneggiare il DNA delle cellule. Nella maggior parte dei casi questi danni vengono riparati delle cellule stesse. A volte, però, possono trasformare qualche cellula in senso canceroso, provocandone una crescita incontrollata.

Alcuni soggetti sono più sensibili di altri ai raggi solari a causa della loro suscettibilità genetica; questi soggetti presentano capelli rossi, occhi azzurri, lentiggini, pelle chiara con difficoltà ad abbronzarsi e facilità a scottarsi.

L’incidenza del melanoma, il più temuto tumore cutaneo, è in continua crescita. Con un aumento del 4% ogni anno, è al dodicesimo posto fra tutte le forme di cancro e la sua incidenza è raddoppiata nel corso dell’ultimo decennio. Fino a qualche anno fa era considerato un tumore raro. Oggi nel nostro Paese si manifestano 6-9 casi di melanoma ogni 100 mila abitanti.

Il più importante fattore di rischio per la popolazione di pelle bianca è la scottatura da eccessiva esposizione solare, soprattutto se avvenuta prima dei 15 anni. La gran parte dei melanomi è correlata con l’esposizione intermittente alle radiazioni UV, soprattutto in età infantile, sia di origine solare che da sorgenti artificiali “indoor” (lampade e lettini abbronzanti).

Creme Solari

Ci sono degli studi che dimostrano l’utilità dei filtri solari nel prevenire il melanoma. I filtri da utilizzare sono quelli ad alta protezione.

Le creme solari sono in grado di assorbire i raggi del sole in modo che non riescano ad arrivare negli strati più bassi della pelle e provocare danni, mentre i filtri fisici agiscono creando una sottile membrana sulla pelle che riflette i raggi del sole.

Alcuni filtri chimici forniscono una protezione contro i raggi UVB del sole, mentre altri la protezione sia contro i raggi UVB e UVA. I filtri solari fisici proteggono sia contro i raggi UVA e UVB.

Una crema solare che protegge contro tutti  i raggi ultravioletti, sia di tipo A che di tipo B, offre la migliore protezione: queste creme sono chiamate filtri solari ad ampio spettro.

Il metodo di misura della protezione delle creme solari è l’SPF (Sun Protection Factor). Il fattore di protezione solare (SPF) misura la forza del filtro di sole. L’SPF adatto a ciascuna persona dipende dal fototipo cutaneo. Indicativamente, una crema con SPF 15 assorbe il 92% delle radiazioni UVB e una crema con SPF 40 ne assorbe il 97.5%.

L’uso delle creme solari protettive ad elevato potere schermante e, comunque, adatte al proprio foto-tipo può ridurre il rischio di melanoma prevenendo le scottature; le persone devono sapere che le creme solari protettive proteggono la pelle per periodi limitati di esposizione al sole e che le applicazioni delle stesse devono essere ripetute.

Consigli per una corretta esposizione

  1. Evitare le esposizioni eccessive ai raggi solari e le scottature da sole, specialmente nei bambini;
  2. Per i bambini è necessario avere una attenzione speciale poiché sembra che siano in particolare le ustioni avute da piccolo che possono favorire lo sviluppo del melanoma anche in età adulta;
  3. Evitare le ore più calde della giornata, tra le 12 e le 16, quando è massimo l’irraggiamento e l’intensità dei raggi UVB (più pericolosi, perché penetrano più in profondità e sono responsabili delle ustioni). In questi orari è preferibile indossare magliette, cappellini e occhiali da sole o ripararsi all’ombra;
  4. Esporsi al sole gradualmente, soprattutto se si ha la pelle chiara, utilizzando all’inizio una crema ad alta protezione (tra i 30 e i 50) che blocchi sia i raggi UVB che UVA;
  5. Applicare sempre sulla pelle filtri solari resistenti all’acqua, con idoneo fattore di protezione in base al fototipo individuale, avendo l’accortezza di applicarli su tutta la pelle in modo omogeneo (porre particolare attenzione al naso, agli zigomi, alle labbra, alle orecchie e al contorno degli occhi);
  6. Spalmare la crema sempre almeno 15 minuti prima di esporsi al sole e rinnovare la crema solare ogni due ore, avendo l’accortezza di applicare almeno 2 grammi di prodotto per ogni cm quadrato di cute. La crema va spalmata nuovamente dopo ogni bagno (anche se resistente all’acqua).

 

Fonti : http://www.legatumori.it/; http://www.medinforma.info/