Categorie
Pediatria e Neonatologia

Perché si verifica lo svenimento nei bambini?

Lo svenimento di un bambino potrebbe essere fonte di apprensione per i genitori, gli educatori e gli insegnanti. Ma cosa succede? Il bambino perde coscienza improvvisamente e per breve tempo e vive una condizione in cui inspiegabilmente non ha più temporaneamente la capacità di mantenere la posizione eretta; poco dopo inizia a perdere i sensi, sviene per poi riprendersi.

Quanto è diffuso questo problema nei bambini?

Gli episodi di svenimento nei bambini sono abbastanza frequenti, perché si verifica più o meno 1 caso su 5 e quindi si calcola che nell’arco di 15 anni un bambino o una bambina potrebbe avere una decina di episodi. Prima della perdita di coscienza ci sono dei segnali di preavviso: sensazione di malessere (vertigine, nausea, offuscamento della vista, difficoltà a mantenere la posizione eretta) alla quale segue una graduale perdita di coscienza.

Quali sono le cause?

bambini svenimentoLe ragioni che provocano questi svenimenti possono essere individuate ad esempio nella riduzione del flusso ematico centrale, o bell ’improvvisa e ridotta gittata cardiaca, oppure nella vasodilatazione o nei problemi a livello uditivo.

Lo svenimento o sincope presenta però diverse tipologie:

  • Sincope cardiovascolare: in qualche caso è indipendente dal cuore e potrebbe essere una sincope riflessa e dare luogo a tosse, vomito, apnea e spasmi asfittici. In altri casi, la posizione eretta per lungo tempo o il passaggio da sdraiati alla posizione in piedi può portare all’ipotensione ortostatica. Questa è caratterizzata da un repentino ed improvviso calo della pressione sanguigna poiché si passa dal clinostatismo (posizione sdraiata o seduta) all’ortostatismo (appunto ad una posizione eretta); per parlare però di ortostatismo è necessario che la pressione sia 20-25 mmHg inferiori alla norma nel valori della massima e di 10mmHg nella minima.
  • Sincope cardiaca: ad essere interessato in questo caso è il cuore, che presenta vizi cardiaci o altre anomalie incluse aritmie (tachicardia, blocchi di branca, QT in culla ossia intervallo troppo lungo tra l’onda Q /sonno e T onda che misura l’attività elettrica del cuore).

Come si può arrivare alla diagnosi?

Un’accurata anamnesi è necessaria partendo dalla circostanza e dalla ricorrenza in cui il bambino ne soffre. In altre parole, come e quando è avvenuto lo svenimento? Quanto è durato? Com’è stata la ripresa? Si sono perse urine e feci durante l’episodio? Già le risposte a tali quesiti permettono una migliore comprensione del perché possa essere accaduto.

La sincope cosiddetta vaso vagale caratterizzata da un’improvvisa perdita di coscienza è solitamente causata da una posizione eretta tenuta per lungo tempo spesso in luoghi affollati; questa ha tre fasi: prodromica, lo svenimento e la ripresa. Si tratta di un fenomeno passeggero e di breve durata che si ha soprattutto nei casi di mancanza di ossigeno da inviare al cervello.

Può seguire ad un pianto in particolare nel lattante, poiché lo spasmo della glottide impedisce il corretto respiro. Nella sincope ortostatica, riconducibile ad un deficit del meccanismo di adeguamento circolatorio si riduce il flusso circolatorio e la pressione sistolica diminuisce. Lo specialista, nonostante la diagnosi potrebbe richiedere alcuni esami diagnostici per poterla confermare soprattutto nel caso in cui gli episodi sono ricorrenti. Si sospettano cause come una crisi ipoglicemica o un marcato stato anemico.

Conclusioni

Oltre al pediatra, il cardiologo o il cardiologo pediatrico procederà ad un elettrocardiogramma per escludere eventuali problemi valvolari o infine un Holter di 24 ore se si pensa all’aritmia. Se non si è ancora pienamente soddisfatti, potrebbe essere utile rivolgersi al neurologo, che dovrà fare le sue considerazioni che lo porteranno a constatare l’assenza di una qualche forma di epilessia. Altri specialisti come il radiologo dovranno escludere con una RNM la presenza di anomalie encefaliche ed infine l’angiologo ha il compito di controllare i vasi e il flusso di sangue dal cuore al cervello. Tutti questi specialisti non devono far allarmare i genitori, ma solo aiutare i loro bambini ad evitare o curare eventuali patologie future.

La maggior parte delle sincopi infantili sono di natura benigna e soprattutto passeggere. Non bisogna preoccuparsi troppo, ma è opportuno in base alla ricorrenza, valutare un esame cardiologico (elettrocardiogramma, tracciato o Holter). Talvolta basta solo un semplice esame ematico per controllare i valori della glicemia o dei globuli rossi. Nei rari casi di episodi ripetuti di frequente, con apnee o crisi convulsive non si può escludere possano essere un effetto dovuto a traumi cranici. Per arrivare ad una diagnosi, se il bimbo ha subito un trauma, è necessario recarsi all’ospedale pediatrico per analizzare la situazione, escludere patologie importanti e tranquillizzare i genitori.

 

FONTE: Argomenti di Neuropsichiatria Infantile a cura di C. Ciampi e M. Guarnieri 2015.